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AIC incontra delegati di B: ancora dubbi sul protocollo e forti perplessità sui contratti

Si respira il caos in una giornata interlocutoria (tra i rappresentanti AIC) per il torneo cadetto. I delegati delle società di serie B in videoconferenza hanno fatto il punto oggi sulla ripartenza del campionato, sottolineando diversi problemi: il protocollo sanitario vigente necessita di un ente (terzo) che ne garantisca il certosino rispetto. Torna d’attualità il vincolo del 30 giugno, data di scadenza ultima dei contratti dei tesserati: la gestione potrebbe alterare irrimediabilmente la competitività di alcune squadre e la stessa regolarità del torneo. E’ stata inoltre ribadita la necessità di disputare gli incontri in orari consoni al clima, tenendo a mente che tra una sfida e l’altra potrebbero passare poche ore. In ultimo, ma non per importanza, i rappresentanti di squadra hanno espresso grande rammarico e delusione in merito al contenuto delle linee guida sulle Licenze Nazionali emanate dalla FIGC nell’ultimo Consiglio Federale, senza che alcuna considerazione fosse prestata alle necessità dei tesserati. Ma i rappresentanti non ci stanno. In serata arriva infatti la dura nota che riassume non solo l’incontro di questo pomeriggio, ma tutta la situazione che i calciatori si sono ritrovati ad affrontare tra i dubbi e le incertezze, ma soprattutto i punti interrogativi ancora esistenti.

“È forte la preoccupazione per l’esistenza di molteplici posizioni contrattuali in scadenza al 30/06/2020 – scrivono i rappresentanti AIC – la diversa gestione di tali contratti potrebbe alterare sostanzialmente la competitività di alcune squadre e la regolarità del campionato. La mancanza di una linea comune e condivisa sulle continuazione dei contratti in scadenza – o dei prestiti in essere – potrebbe determinare un netto divario competitivo tra le squadre che dovranno riprendere la stagione, sia sul piano tecnico, sia sul piano economico”.

 

Poi continuano: “Appare incomprensibile e contraddittoria la condotta adottata dalla FIGC la quale, da un lato, denuncia giustamente la scorrettezza di quei Club che premono per chiudere la stagione anzitempo e non pagare i tesserati, mentre dall’altro avalla di fatto la situazione di morosità, posticipando i controlli e concedendo alle società la possibilità di aprire contenziosi strumentali e finalizzati a ritardare ulteriormente i pagamenti – si legge nel comunicato pubblicato dall’Assocalciatori – l’auspicio da parte di tutti è quello di poter avere, prima della decisione definitiva della ripresa della stagione, le necessarie garanzie sia da un punto di vista medico – il rispetto del protocollo – sia da un punto di vista contrattuale – pagamento di quanto dovuto e continuazione dei contratti – onde evitare distorsioni competitive che falsino definitivamente un campionato davvero particolare”.

 

 

 

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