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Bruscagin ironico: “Playout? Sarà partita di pasquetta tra ubriachi. Giocare è una follia”

A rappresentare la squadra, Matteo Bruscagin. È stato il difensore milanese a sedersi in conferenza stampa con il tecnico Cosmi e il ds Scibilia, dopo la sentenza sul Palermo che ha rimandato il Venezia sull’orlo del baratro. Il centrale dei lagunari sposa la linea adottata dalla società e dal suo mister, giocare i playout il 5 non è giusto. “Io non sono qui per indire scioperi o minacce, come si è letto in questi due giorni – ha detto Bruscagin – Sono qui a nome della squadra per farvi conoscere le condizioni sportive per le quali vogliono che noi disputiamo le partite più importanti dell’anno. Il 13 maggio ci hanno detto che eravamo salvi, senza che nessuno aveva chiesto niente perché eravamo pronti a giocare i playout da quintultimi contro la Salernitana, il massimo che potevamo ottenere. Al 47’ della partita di Carpi eravamo retrocessi, al triplice fischio eravamo felici. Pronti a disputare i playout con il morale alto, nessuno di noi ha mai chiesto di non giocare. Poi ci è stato detto che eravamo salvi. Chiunque capisca un minimo di calcio, quando ti dicono che sei salvo il livello di concentrazione viene meno. Abbiamo giocatori in scadenza e se a questi calciatori dici che sei salvo è naturale che non metta il 100% negli allenamenti. Tanti ragazzi nelle ultime settimane della stagione hanno stretto i denti, quando ci è stato detto che eravamo salvi i recuperi non sono stati affrettati. Ieri ci dicono che fra 5 giorni dobbiamo giocare le partite più importanti della stagione. Ci viene detto che ci giochiamo i soldi per le famiglie. Nessuno sa cosa significa preparare queste partite di così alto livello, nessuno sarà pronto fisicamente per affrontare battaglie del genere. Noi ci siamo allenati senza obiettivi e senza scopi, non potevamo preparare il playout anche perché non sapevamo contro chi dovevamo giocare. Ora mi dite che fra 5 giorni devo andare a Salerno, ma nessuno può dire che questo è normale. In questi 20 giorni non si è mai parlato dell’evento sportivo, ma solo di sentenze e ricorsi. Nessuno ha mai detto che due squadre dovevano preparare il playout quando fino a tre giorni fa lo spareggio non esisteva. Mi sembra una forzatura e una follia, dal punto di vista sportivo. Ci mandano allo sbaraglio, in questo momento non siamo pronti per giocare queste due partite”

Bruscagin rivela poi di aver anche avuto un confronto con i calciatori granata: “Abbiamo parlato con i giocatori della Salernitana, qui c’è Damiano Tommasi. C’era la volontà di trovare una soluzione ma non la volontà di percorrere questa strada assieme fino in fondo. Se poi non ci presentiamo e loro sì che cosa succede? In questo momento non abbiamo voci in capitolo, ci viene detto che il 5 si gioca a Salerno e basta. Le uniche componenti che non possono dire una parola siamo noi. Ho letto comunicati in tutte queste settimane,  la parola che ricorreva più spesso è dignità. E la nostra dignità? Non abbiamo le condizioni fisiche, etiche e morali per giocare queste partite. Se però questa è la normalità ci adegueremo, sarà la partita di pasquetta con ventidue ubriachi dietro un pallone. Abbiamo tutto da perdere a fare azioni eclatanti, viste le parole di Gravina che sembra minacciarci. In questo momento abbiamo le mani incatenate.

 

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