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Breda: “Ventura è un maestro, dobbiamo stare attenti. Giannetti? Volevamo buttarlo via e invece..”

Se da un lato il mister granata Gian Piero Ventura ha saltato per la prima volta l’appuntamento pre-match in sala stampa (per motivi organizzativi e di tempistica), dall’altro lato l’ex Roberto Breda, tecnico del Livorno ha in mattinata esaminato gli aspetti tecnici e non della gara di domani contro la Salernitana, passando anche per gli “errori” dell’ultima gara disputata contro il Cosenza di Braglia in terra calabrese, che ha visto gli amaranto portare a casa soltanto un punto. Si gioca dunque a “punti pari”, entrambe le compagini infatti sono reduci da un pareggio (1-1) nelle rispettive ultime gare e la voglia di riscatto potrebbe avere la meglio, nonostante per mister Ventura pesano le assenze dei tantissimi fermi ai box dell’infermeria. Uomini contati dunque per la Salernitana, ma anche in casa Livorno la situazione non pare essere delle migliori. A giocare un ruolo importante saranno sicuramente le emozioni nell’incontro della sua “vecchia” squadra, che ha visto Breda negli anni assoluto protagonista.

“Sono stati anni importanti a Salerno, se non i più importanti. Quelli della mia carriera di giocatore sicuramente. Anche l’esperienza da allenatore è stata molto bella – ha dichiarato Breda durante la conferenza pre-match –  però dopo c’è la partita. E’ logico che ci sono sempre ricordi, emozioni condivise e belle forti, ma poi c’è il lavoro di adesso che deve governare. L’attenzione è su una squadra forte, che poteva essere anche prima in classifica a questo punto della stagione, magari ancora non fa gioco alla Ventura però ci troveremo di fronte ad una squadra equilibrata e di sostanza. Quindi dobbiamo stare attenti e fare una grande partita, non possiamo pensare di essere già soddisfatti di quello che abbiamo fatto, dobbiamo pensare ad alzare il livello delle nostre aspettative nei confronti della gara, non solo nei confronti di tutto il campionato. E con le aspettative alte i confronti con le squadre forti sono bei banchi di prova, quindi dobbiamo pensarla bene”.

 

Un pareggio – quello contro il Cosenza – che sta sicuramente stretto al tecnico amaranto, ma non tutto è da buttare: “C’è rabbia, ma anche delusione per come è andata a finire – ha sottolineato –  noi dobbiamo pensare a ciò che è stato fatto di buono e quello che possiamo far meglio. Tutto lascia alla crescita del ragionamento. Stoian sta lavorando bene se adesso non gioca è per scelta tecnica, poi la condizione è migliorata notevolmente poi non è ancora al 100% ma sta certamente molto meglio e fa parte di quelle alternative che uno può usare sia dall’inizio che in corso. Ventura imbattuto contro di me? E’ vero. Io lo reputo sempre un maestro, credo che sia stato (al di là dell’esperienza con la Nazionale) un allenatore che ha sempre lavorato bene, con una bella identità e ben marcata. Le sue squadre hanno fatto sempre bene. Ma possiamo fare una bella gara. La loro infermeria è piena? Si gioca 11 contro 11 comunque.”

 

Sulla disposizione in campo dei suoi, ma soprattutto sulla probabile formazione che si contrapporrà alla Salernitana, Breda tiene la bocca cucita, ma non troppo: “Il mio modulo può cambiare? Magari un 3-5-2? In questo momento no. Non abbiamo tanti centrocampisti adesso, se rientra Viviani magari non so. In questo momento però no, ho assenze importanti e ho poche alternative. Devi anche cercare di usare il meglio che hai a disposizione. Mi piace l’idea di essere camaleontici e voglio portare avanti questo. Abbiamo fatto un infrasettimanale “lungo”, dunque la condizione fisica della squadra c’è, loro hanno un giorno in meno di riposo. Va comunque pesato tutto e anche la stanchezza dei giocatori, ma non può essere determinante se non tra qualche mese”.

Sul possibile turnover: “Qualche dubbio in qualche reparto ce l’ho però vorrei studiare le caratteristiche giuste per questo tipo di gara, con una squadra che ha valori bisogna fare una grande gara e vedere bene cosa attuare in campo per contrastarli. E’ una squadra che ha un’identità ben marcata quando va in fase di possesso, anche se ancora non è una squadra alla Ventura e quando difendono sono molto compatti, si abbassano. Diventa un 5-3-2 che ti toglie gli spazi. Quindi o sei bravo a ripartirli subito e ad essere più paziente o non va. Veniamo comunque – per quanto ci riguarda – da una prestazione importante contro il Cosenza, per fasi di gioco e per la personalità. Volevamo i 3 punti e non è andata. Tante volte si ricerca a tutti i costi l’errore, magari ci sono due o tre situazioni che potevi risolvere meglio.”

E ancora l’esame dei pro e contro dell’ultimo match: “Nella lettura tattica abbiamo fatto un errore, quando loro si sono messi col 4-3-3 abbiamo continuato a giocare con 3 centrali, invece di scivolare dall’altra parte. Un po’ per paura o per chissà cosa, ma adesso in casa sarà diverso. Ma fa parte del processo di crescita. Secondo me abbiamo coperto meglio delle altre volte l’area, dobbiamo farlo ancora meglio questa volta. Io vorrei continuare a tenere “vivi” tutti e tre gli attaccanti, perchè se cresce la squadra anche loro possono trarne beneficio. E’ vero che dobbiamo far meglio, ma dire con chi si può fare questo meglio è difficile. Mantenendo un difensore dietro in più, ne perdi uno in mezzo ma è più una lettura tattica, con Braglia soprattutto dovevamo adattarci perchè lui cambia sempre modulo”.

Infine la riflessione sull’ex Giannetti, che tornerà sul rettangolo verde del Picchi, con una maglia dalla sfumatura diversa, quella granata e non più quella amaranto: “Gli attaccanti in ogni caso vivono per il gol, se manca questo… faccio un esempio: Giannetti che adesso incontriamo, quante volte sembrava che dovessimo buttarlo via e poi invece ti ha salvato perchè ha fatto quei tre o quattro gol importanti e determinanti. E’ partito dal primo – ha concluso – e da lì poi è andato avanti, per questo bisogna sempre dare fiducia agli attaccanti. Dobbiamo sempre aspettarli e dargli la forza di lavorare, sentendo da parte nostra la fiducia perchè hanno le qualità e bisogna fargliele tirar fuori così da farci dare una grande mano. Se arrivano i giocatori e sanno che sono anni importanti, ti aiutano. Ma far sempre le tabelle su buoni e cattivi, diventa difficile. Perchè ci sono mille aspetti che fanno la differenza tra i ragazzi. Davanti non abbiamo tante alternative. Non so se Giannetti – in ogni caso – giocherà dall’inizio. Nel nostro mestiere però contano sempre i risultati. Le scelte però sono sempre relative, possono essere giuste o sbagliate. Pensiamo adesso a far punti in questa partita. Nella mia idea di calcio tutti attaccano e tutti difendono comunque e mi aspetto molto di più dai miei, non mi piace mettere la croce addosso ai ragazzi poi dipende da loro. Sono giovani non è facile, tutti vorremmo vincere sempre ma bisogna dargli il tempo che imparino le cose che vanno imparate, poi se non impari non giochi”.

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