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Boniek parla al Mattino: “Bisogna trovare la causa. Dziczek non può rischiare ancora”

“È fondamentale individuare la causa di questa disfunzione: se ciò avviene, si può trovare una soluzione, altrimenti Patryk non può rischiare”. Il succo delle parole di Zibigniew Boniek, presidente della Federcalcio della Polonia, è molto chiaro. L’ex calciatore di Juventus e Roma ha rilasciato alcune dichiarazioni all’odierna edizione del quotidiano Il Mattino, confermando di essere vicino a Dzcizek (fino a poco tempo fa capitano dell’U21 polacca e nel mirino adesso, col compimento del ventitreesimo anno dietro l’angolo, della Nazionale maggiore) sotto ogni aspetto, compreso quello medico.

“Patryk è in buone mani, abbiamo fiducia nello staff della Salernitana e nei medici che lo hanno preso in cura. Con loro è in contatto anche il nostro responsabile sanitario federale. Bisogna trovare assolutamente la causa del problema. Non è normale tutto ciò. Quando accadde a settembre (riferimento al malore con dinamiche simili a quelle di Ascoli, accusato dal centrocampista durante un allenamento, ndr), fu fatto ogni approfondimento, ma non uscì nulla. Peraltro il ragazzo serviva in quel periodo anche alla nostra U21: fu escluso un problema cardiaco e ogni preclusione all’attività agonistica. Adesso è fondamentale andare ancora più a fondo”, ha affermato Boniek. Il ragazzo è attualmente ricoverato in una clinica privata romana, dove potrebbe presto ricevere la visita proprio del massimo rappresentante dal calcio polacco, ma anche dei co-patron Lotito e Mezzaroma, assieme al ds Fabiani, presumibilmente al termine dell’assemblea elettiva odierna della Figc. Si vedrà.

Di certo in questo momento in cui tutti si sono tranquillizzati vedendo Dziczek riprendersi dopo il malore in campo al Del Duca, le preoccupazioni passano lecitamente sul prosieguo dell’attività agonistica del centrocampista. “Non è giusto dire perentoriamente che Dziczek non può più giocare, perché se si individua il problema si valuta anche come risolverlo. Ma trovo rischioso riprendere finché ciò non avverrà, io ci starei molto attento. È meglio che non ci sia una terza volta. Dispiace, perché parliamo di un ragazzo eccezionale, perbene, oltre che ottimo giocatore. Di fronte a queste cose le qualità sportive sono marginali. Lui è venuto in Italia per sognare di fare il calciatore ad alti livelli e cercherò di tranquillizzarlo: non sono un medico, però credo che se alle disfunzioni si associa una causa, si può valutare una soluzione. Ma deve avere la pazienza di aggiustare le cose. Può avere una famiglia, fare una buona vita e tremila altre cose anche senza giocare a calcio e, per ora, non deve rischiare: la salute viene prima di tutto“, il saggio commento di Zibì Boniek, che ieri aveva anche pubblicato un tweet con un “incrociamo le dita”. Anche lui, come tutti, aspetterà buone nuove dagli accertamenti medici a cui sarà sottoposto l’ex del Piast Gliwice, con la speranza stavolta di trovare la causa e magari anche un rimedio che gli consenta di tornare in tutta sicurezza sui terreni di gioco con gli scarpini ai piedi.

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