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Belec ko: Adamonis favorito. Quanti interrogativi per Guerrieri e Micai

Un tempo erano i numeri 1, 12 e 22, come quando si comunica la lista dei convocati alla fase finale di un Mondiale. Ma le regole si evolvono e da diversi anni a questa parte, almeno nelle squadre di club, ognuno può scegliere il numero che vuole, con l’unico vincolo di non andare oltre la doppia cifra. La Salernitana 2020-21, quindi, ha i numeri 72, 1, 22 e 12: stiamo parlando ovviamente dei portieri, ruolo cruciale nel calcio moderno.
Si è sempre detto che avere un pipelet di sicuro affidamento può assicurare 10-15 punti in più a campionato, ma da quando hanno preso piede la costruzione dal basso dell’azione, la rimessa dal fondo che può restare nell’area di rigore e la regola sul retropassaggio, questo tesoretto è aumentato a dismisura e anche le scelte di mercato si orientano verso un portiere bravo con i piedi oltre che tra i pali, in quello che resta (o dovrebbe restare) il “core business” del ruolo.

Già, il mercato: la Salernitana ha abbondato nella sessione estiva, consegnando a Castori ben 4 portieri, ma è stata costretta in seguito a rimodulare lista “over” proprio a causa di questa abbondanza. Il titolare della stagione 2020-21 è lo sloveno Vid Belec, di anni 30, quindi il più esperto della compagnia per un ruolo che si dice porti ad una maturazione tardiva rispetto ai calciatori di movimento. Dall’esatto momento del suo arrivo a Salerno, Belec, già allenato da Castori, ha tagliato fuori dall’undici base Alessandro Micai, anni 27, non esattamente il profilo giusto per fare il dodicesimo (ironia della sorte 12 è il suo numero di maglia) sia per curriculum che per carisma, ma anche per ingaggio e per legittime ambizioni. Da subito è apparso evidente che Micai sarebbe stato destinato ad altri lidi, ma le sessioni estive e invernali di calciomercato sono trascorse senza che nessuna proposta concreta pervenisse a Salerno e obbligando così Micai a 12 (numero ricorrente) mesi in naftalina, trascorsi interamente fuori dalla lista over che comunque permette ai portieri di essere re-inseriti in caso di necessità in qualsiasi momento della stagione. Ed è proprio il caso che potrebbe prefigurarsi nelle prossime ore, se l’infortunio dovesse costringere Belec a stare fermo per parecchie giornate.

Il cambio Belec-Micai in lista (e viceversa quando lo sloveno starà bene) sembrerebbe un normale avvicendamento tra i pali, uno “sliding doors” di come ne avvengono a decine in ogni campionato, ma con l’aggravante della mancata cessione di Micai per ben 2 sessioni di mercato, a certificare la difficoltà di piazzare calciatori con il “cartellino pesante”. A rimescolare le carte in tavola era stato pure l’arrivo di un terzo (o quarto, fate voi) portieri dalla Lazio, Guido Guerrieri, tra l’altro a titolo definitivo: era il 29 di agosto e per il calciatore che compierà 25 anni il 25 febbraio prossimo, sembravano spalancarsi le porte della…. panchina. Numero 22 e possibilità di farsi trovare pronto in caso di necessità alle spalle di “Big” Belec.

Le scelte di mercato sui calciatori di movimento e la necessità di liberare un posto “over” hanno poi prodotto l’arrivo di Adamonis nelle ultime battute di mercato Numero 1 per il lituano (che mai come in questo caso non coincide con una maglia da titolare) che però a differenza di Guerrieri e Micai ha la carta d’identità dalla sua parte (è un classe 1997 e quindi under) ed è stato quindi onnipresente in panchina. Fino al match col Vicenza. Dalla prossima toccherà a lui mettere i guantoni.

Per Adamonis si è trattato di un ritorno a Salerno dopo le 7 presenze nella stagione 2017-18 a cui hanno fatto seguito esperienze tutte in terza serie, con le maglie di Casertana e Sicula Leonzio, sempre con la formula del prestito dalla Lazio. E ora che Belec è stato costretto a fermarsi per un risentimento muscolare, toccherà proprio al lituano difendere i pali granata, a 3 anni dal suo esordio con la maglia della Salernitana ed a quasi 1 anno dall’ultima presenza da titolare, in Serie C (Sicula Leonzio – Rende). La decisione di puntare su Adamonis rappresenterebbe un segnale di non poco conto per Guerrieri e Micai che non troverebbero spiragli per una maglia da titolare nemmeno nel momento in cui si ferma il titolare Belec. Nella stragrande maggioranza dei casi, o sono rimasti a casa oppure hanno seguito la squadra per poi accomodarsi in tribuna. Ed a questo punto è inevitabile una riflessione sulla proporzione costi/benefici dell’ingaggio dei due pipelet in rosa, costretti a fare rispettivamente da terzo e quarto portiere a disposizione di Castori.

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