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Atalanta e Milan decisive per tecnico (e forse ds). Sabatini, suggestione ritorno

“Non mi richiamerebbe mai, però se lo facesse io potrei anche accettare”. Invece potrebbe farlo. Danilo Iervolino e Walter Sabatini avrebbero fatto prove di riavvicinamento. Non un’offerta vera e propria di ritorno in Campania ma sondaggi esplorativi, gracchia radio mercato, per capire cosa eventualmente si potrebbe fare per uscire dai bassifondi e se poter gettare le basi per un suo ritorno in granata. “Mi sento con tutti quelli che hanno lavorato con me”, aveva detto ieri l’altro il presidente in conferenza prima di glissare tante volte su De Sanctis tra il “chi vivrà, vedrà” ed i “tutti sono sub iudice quando i risultati non arrivano”.

C’è un dato certo: Iervolino non ha confermato fiducia netta e incondizionata al direttore sportivo abruzzese, che da mesi continua a lavorare soprattutto sulle uscite, come da mandato del presidente, e non può certo essere unico capro espiatorio di una metamorfosi che ha colpito buona parte dei calciatori che l’anno scorso avevano portato Iervolino a complimentarsi e improvvisamente, dopo qualche mese, lo portano a non essere contento. Deve esserci qualcosa di necessariamente più profondo. Ma se non arrivassero reazioni consistenti, sul piano della prestazione, dell’approccio e dei risultati, sarebbe inevitabile l’ulteriore ricerca di una scossa, anche disperata.

L’obiettivo della proprietà è presentarsi nel migliore dei modi a Verona per provare a vincere lo scontro diretto vitale. Dunque, Atalanta e Milan possono rappresentare due partite per la rinascita con il compimento di una mission impossible, oppure quelle che possono decretare la fine anticipata anche del rapporto con Inzaghi. A ruota, potrebbe toccare al ds per andare sul discorso del cambio netto e del reset anche a livello di figure e dirigersi a Verona con ritrovato spirito. Provarci, almeno. La disponibilità a tornare di Sabatini c’è e, benché il presidente smentisca, di nomi di possibili sostituti del direttore sportivo con annesse analisi su pro e contro ce ne sarebbero anche altri sulla scrivania presidenziale. Prima di Natale potrebbero esserci novità. Di certo lo stato di perenne discussione in cui è messo l’attuale direttore sportivo (causato dall’assenza di una conferma netta ed incondizionata da parte del massimo dirigente) contribuisce ad alimentare incertezze, dubbi e delegittimazioni: se c’è fiducia, si vada avanti spediti con De Sanctis affermandolo chiaramente senza allusioni. Viceversa, si provveda presto al ribaltone per mettere un eventuale sostituto nelle migliori condizioni per poter lavorare. Il mercato è alle porte.

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