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Ambiente caldo al Penzo: urlo liberatorio alla salvezza, poi cori contro calciatori e Lotito

VENEZIA. Un caldo ferragostano, una macchia granata nell’assenza degli ultras veneti che ha dato risalto all’arancioneroverde dei sediolini del Penzo nella curva sud opposta al settore ospiti. Rabbia, tensione, adrenalina per 120′ e oltre, in uno degli eventi sportivi certamente più emotivamente di trasporto degli ultimi vent’anni. Quei calci di rigore battuti proprio sotto la curva ospiti erano forse un segnale premonitore: l’urlo liberatorio al rigore di Di Tacchio, poi la gioia condivisa con i calciatori… poco dopo etichettati come “mercenari” e poi altro. Infine, cori contro Lotito anche a salvezza ottenuta. La tifoseria di Salerno avrebbe dovuto vedere un campionato con l’asticella alzata, non avrebbe meritato questa sofferenza.

Si è chiuso con i cori degli 842 tifosi della Salernitana il lungo pomeriggio del Penzo. La squadra è stata ricacciata via a fine gara, niente foto ricordo davanti al settore ospiti. C’era tanta gente a sospingere i ragazzi di Menichini: decibel tutti per loro, vista la diserzione confermata dai sostenitori del Venezia che hanno tenuto fede al loro annuncio. “Non vogliamo prestarci a questa farsa della Lega”, avevano promesso. E lo hanno ribadito coi fatti. Tanti i salernitani presenti anche nel settore tribuna, molti dei quali residenti al nord. Ma c’è da sottolineare anche come il generoso pubblico non ultras locale abbia provato, a modo suo, a sostenere gli uomini di Cosmi, facendosi sentire appena possibile. Costante l’incitamento, anche e soprattutto con la squadra in inferiorità numerica e in difficoltà, perchè sotto di un gol. L’apprensione della gente campana è riassumibile tutta nella file di tifosi rimasti a osservare in piedi, mani sull’inferriata quegli interminabili tempi supplementari.

All’arrivo delle squadre nell’impianto lagunare, qualche supporter aveva atteso sull’altra sponda del canale che conduce all’isola di Sant’Elena per incitare il gruppo. C’era anche Lotito sul battello che ha condotto la Salernitana al Penzo. Isolate urla un pizzico più pesante in un ambiente ultra-tranquillo. “Questa partita non si doveva giocare, in bocca al lupo”, la frase pronunciata più volte dai sostenitori del Venezia sui vaporetti di collegamento per Sant’Elena. L’amicizia ultraventennale tra le due tifoserie è cosa nota, non sarà rovinata per l’epilogo di questi playout con un pizzico di tensione in tribuna nel finale: in tifoso del Venezia ha cercato di aggredire un ragazzo con la sciarpa della Salernitana perchè reo, secondo lui, di avergli realizzato un filmato. Il resto dei tifosi lagunari ha accolto il verdetto con grande compostezza.

 

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