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Aic, timida soddisfazione: “Calcio ricompattato, ora anche B e C. Professionismo non vada a due velocità”

In attesa di conoscere calendario ed orari del campionato di Serie B e soprattutto di risolvere il caos Serie C, l’Assocalciatori esprime timidi apprezzamenti sulle scelte fatte dalla massima serie, che ieri ha diramato ufficialmente il suo programma di gare da giugno ad agosto. Per Umberto Calcagno, vicepresidente del sindacato dei giocatori, “sono stati fatti dei passi avanti, segno che il problema c’era e si è cercato di risolverlo: evitare di giocare con il caldo pomeridiano era una proposta costruttiva per tutelare la salute degli atleti, reduci da un lungo periodo di inattività e che dovranno oltretutto affrontare un calendario molto compresso. È interesse di tutti la tutela della salute di chi va in campo, anche a salvaguardia dello spettacolo”. Lo ha detto ieri ai microfoni di GR Parlamento. Il medesimo esempio, piazzando le gare di sera – o comunque nel tardo pomeriggio – dovrebbe essere seguito anche dalla cadetteria.

“È stato un periodo molto difficile. – ha proseguito Calcagno – Le cose che si dicevano un giorno venivano smentite il giorno seguente, ma non per colpa di qualcuno in particolare, ma per un virus sconosciuto che ha generato molte incertezze. Credo comunque che, al di là della diversità di vedute tra le varie componenti calcistiche, oggi il nostro mondo si sia ricompattato, tutti si sono messi a remare dalla stessa parte e i risultati si vedono. Non tutti i problemi sono stati risolti e continueremo a lavorare per trovare insieme le soluzioni adeguate. Lo stato d’animo dei calciatori, in vista della ripresa del campionato, è una situazione soggettiva a seconda di come è stato vissuto questo evento. Alcuni hanno contratto il virus, altri hanno vissute in zone maggiormente colpite e quindi c’è una percezione molto diversa da squadra a squadra. Magari qualcuno avrà minore serenità ed un approccio diverso, ma la comune volontà di riprendere non è mai stata in dubbio: la voglia di tornare in campo, nel momento in cui i protocolli lo permettono, non è mai mancata e oggi l’auspicio è che la situazione generale continui a migliorare e che la curva epidemiologica ci faciliti nelle prossime settimane. Mi auguro in questo senso che presto anche la Serie B e la Lega Pro riescano a ripartire perché dispiacerebbe avere un professionismo che va a due velocità”.

Fatta buona parte della strada verso la ripartenza dei campionati, ora il problema principale è rappresentato dai contratti in scadenza al 30 giugno.“Le indicazioni della Fifa che riguardano la questione del prolungamento dei contratti, non lasciano molto margine rispetto alla contrattazione individuale. – dice il vicepresidente Aic – Oltretutto abbiamo diverse tipologie di contratti: ci sono calciatori che hanno sottoscritto dei biennali, altri in scadenza, altri ancora hanno già firmato per un’altra società dal 1^ luglio. Ritengo che tutti abbiano bene in mente che la ripresa dovrà comportare sacrifici per qualcuno, si giocherà per un mese e mezzo in più e di questo si dovrà tener conto. Magari chi ha contratti biennali sarà avvantaggiato, altri dovranno sedersi ad un tavolo e trovare soluzioni con più soggetti”. Infine, il monito: Dopo la ripartenza dobbiamo innanzitutto monitorare che i protocolli vengano messi in atto con tutte le misure richieste. A tal proposito si stanno già muovendo una task force e la procura federale con i dovuti controlli per capire che tutti possano lavorare nel migliore dei modi. Poi auspichiamo che tutti i ragionamenti fatti su altre soluzioni per chiudere la stagione non si debbano mettere in atto: dobbiamo dare valore sportivo ai due terzi dei campionati fin qui disputati e quindi ci auguriamo che i verdetti, per tutte e tre le leghe, avvengano sul campo”.

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