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Accusò la Salernitana di mobbing, Cerci perde ricorso (e paga le spese)

cerci

Si è finalmente chiusa la querelle tra la Salernitana e Alessio Cerci, iniziata oltre un anno fa. Il Collegio Arbitrale della Lega Serie B, presieduto dall’avvocato Jacopo Tognon, ha infatti emesso il lodo proprio agli sgoccioli della scadenza, fissata per oggi, dando ragione al club e condannando il giocatore al pagamento delle spese, relativamente al ricorso che l’ex attaccante granata aveva presentato l’11 settembre 2020. La risoluzione di questo contenzioso ha una valenza importante anche e soprattutto in chiave cessione: la richiesta di risarcimento danni per 2 milioni di euro che gravava avrebbe potuto far abbassare il prezzo di tale cifra in caso di accoglimento del ricorso di Cerci. Viene dunque a cadere un piccolo ostacolo che i trustee ora potranno depennare dai fatti pendenti.

La storia

Cerci aveva invocato il riconoscimento del contratto biennale firmato ad agosto dell’anno precedente che, a gennaio, fu poi trasformato in annuale dopo alcune vicissitudini (la società non gradì alcune uscite social del giocatore riguardanti l’infortunio, con tanto di referto di esami pubblicato su Instagram, clicca qui per leggere). L’ex Torino fu multato e la società minacciò di adire le vie legali. Alla fine si trovò una via della pace e il giocatore – escluso per qualche giorno dalla rosa – tornò a disposizione di Ventura. Alla fine del suo contratto, però, decise di accusare la Salernitana di mobbing e comportamenti vessatori presumibilmente messi in atto alla firma del nuovo accordo, chiedendo un risarcimento danni di 2 mln dopo la fine del suo (burrascoso) rapporto con la Salernitana. Il contratto riveduto e corretto a gennaio 2020 prevedeva un rinnovo automatico in caso di raggiungimento di altre 10 presenze da almeno 20′ ciascuna. Il giocatore riuscì a raggranellarne soltanto altre sei – dopo le 4 della prima metà stagione – alla ripresa del torneo post lockdown, cadendo per un nuovo infortunio ad Ascoli.

Le udienze

Nelle varie udienze che si sono tenute, alcune in presenza, altre in videoconferenza, sono stati anche ascoltati dei testimoni. Cerci, assistito dall’avvocato Maria Daniela De Ruggiero nel procedimento, attualmente non gioca più dopo la fine della sua avventura all’Arezzo: oltre a vedersi rigettato il ricorso, è stato anche condannato al pagamento di ingenti somme di denaro per un totale di oltre 10mila euro. Si va dalle spese amministrative per 250 euro, alle spese di lite per 5mila euro, fino agli onorari del collegio per 4700 euro. In più, il calciatore dovrà pagare le spese legali in favore dell’avvocato Gian Michele Gentile, che ha difeso invece la Salernitana e si è dichiarato antistatario (chi assiste il proprio cliente senza avere riscosso gli onorari e anticipando le spese del giudizio).

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