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Un anno di Ventura: dall’obiettivo di riempire l’Arechi alla valorizzazione dei giovani

Un anno in granata per Gian Piero Ventura. Il 30 giugno del 2019 il tecnico ligure diventava ufficialmente il nuovo allenatore della Salernitana prendendo il posto di Leonardo Menichini dopo la salvezza ottenuta ai play-out contro il Venezia. E così, all’indomani del pirotecnico pareggio con la Cremonese, mister Libidine festeggia un anno sulla panchina granata con la proroga del contratto fino a fine agosto che sarà seguita dal rinnovo fino al 30 giugno 2021.

Un anno con alti e bassi per Ventura che prima delle partite con Pisa e Cremonese aveva fatto ritrovare alla Salernitana un rendimento interno che in Serie B mancava da tempo. Un bilancio di 13 vittorie, 8 pareggi e 12 sconfitte con 43 gol realizzati e 42 incassati nelle sue prime 33 panchine granata per Ventura che allo stato attuale vanta una media punti di 1,42. Otto vittorie sono arrivate in quell’Arechi (l’ultima il 3 marzo contro il Venezia) che Ventura avrebbe voluto vedere pieno in questa stagione. Era questo uno dei primi obiettivi – se non proprio il primo – fissato dall’ex ct azzurro nel corso della sua presentazione nella sala stampa del Mary Rosy, al fianco del co-patron Claudio Lotito. 

In quell’occasione sottolineò di essere “venuto per amicizia” ironizzando “meno male che avevo messo qualche soldo da parte” in merito al suo ingaggio. Qualche regalo però la proprietà glielo ha concesso: uno su tutti Alessio Cerci, suo pupillo dai tempi dell’esperienza di Pisa. L’ex Milan proprio in queste ore ha prorogato fino al termine di agosto il suo accordo con il club granata: altri due mesi per dimostrare di poter dare ancora il suo contributo così come fatto, almeno in parte, ieri contro la Cremonese. Se così dovesse essere, sarebbe una piccola vittoria per Ventura, in attesa di poter davvero riempire l’Arechi anche se prima del lockdown lo stesso allenatore ammise: “C’è una evidente increspatura nel rapporto piazza-proprietà, un nodo che non conoscevo, che non sta a me sciogliere. La squadra non c’entra ma avrebbe bisogno del pubblico che noi conosciamo. Chissà… magari ci riusciamo se arriviamo fino in fondo, nei playoff”. 

In tal senso, già dalla sfida di venerdì con la Juve Stabia qualcosa dovrà cambiare: dopo il lockdown sono arrivati solo due punti in tre partite (di cui due giocate in casa) contro formazioni tutt’altro che irresistibili come Pisa, Entella e Cremonese. Un motivo in più per cercare di spingere la sua squadra alla vittoria dopo un anno di alti ma anche bassi: il momento più buio della sua avventura a servizio dell’ippocampo Ventura lo ha vissuto al Tombolato, contro il Cittadella: era il 7 dicembre e la sua squadra perse per 4-3 una partita iniziata male e finita peggio. Altro obiettivo è quello della valorizzazione dei giovani, uno su tutti Patryck Dziczek che proprio ieri ha siglato il suo primo gol in Italia e che sembra avere dinanzi a sé un futuro radioso. Per restare nel cuore dei tifosi granata però servirà ben altro, a patto che venga risanata quella famosa spaccatura.

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