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Tascone-Capomaggio, uniche certezze in mediana: dal mercato urgono rinforzi

L’assenza di Mattia Tascone continua a rappresentare uno spartiacque evidente nelle prestazioni della Salernitana. Quando l’ex Cerignola manca ed è successo per la prima volta a Benevento, il centrocampo perde non solo aggressività e presenza sulle seconde palle, ma soprattutto quella capacità di dare ordine alla manovra che permette alla squadra di restare compatta e corta. Tascone è da sempre il riferimento per tempi di pressing e pulizia nelle uscite: senza il suo contributo, il reparto fatica a tenere la stessa intensità e le distanze tra i reparti si allungano. Prima di lunedì, Raffaele, che lo aveva fortemente voluto in estate, non vi aveva mai rinunciato. Il risultato è un centrocampo che, senza un leader naturale come Tascone, perde fisiologicamente identità. Troppe volte la squadra si ritrova a rincorrere, a faticare nella costruzione bassa o ad arrivare in ritardo sulle seconde palle.

Proprio per sopperire alla sua assenza, il tecnico aveva scelto Kees De Boer. Ma l’ex Ternana, rientrato dopo oltre un mese, ha dimostrato di avere una condizione abbastanza approssimativa e questo pesa nelle transizioni, dove il giocatore tende a rallentare e a perdere brillantezza; da un suo cross sbagliato è nato il tris dei sanniti. Insieme a Galo Capomaggio, almeno in avvio di gara, era riuscito a limitare i beneventani Maita e Prisco che poi, col passare dei minuti, hanno vinto la contesa in mediana.

Pure l’argentino ha sbandato nel big match di due giorni fa, ma si dovrà ripartire inevitabilmente da lui e da Tascone. Gennaio servirà aggiungere almeno una – se non due – alternative alla coppia titolare, per dare anche la possibilità a Raffaele di giocare pure a tre. Rocco Di Vico sta crescendo, ma è chiaro quanto la giovane età pesi nelle partite che richiedono esperienza, letture preventive e gestione emotiva dei momenti complicati. La sua intraprendenza è un valore, ma nelle fasi più delicate emerge la necessità di avere un punto di riferimento affidabile al suo fianco. Ivan Varone e Borna Knezovic sembrano pronti a fare le valigie. Nonostante l’assenza di Tascone, pure a Benevento l’ex Ascoli non ha trovato spazio dall’inizio; il croato è invece ritornato nell’oblìo con tre panchine di fila.

Per questo il mercato diventa una necessità e non più soltanto un’opportunità. Serve un profilo pronto, fisico, capace di dare immediatamente ritmo, ordine e leadership. Una mezzala di corsa e un mediano di sostanza – almeno – che possano integrarsi rapidamente nel sistema e colmare le lacune emerse in queste settimane. Un innesto che non solo completi numericamente il reparto, ma che ne elevi il livello.

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