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Savoia tra la coppa e l’Arechi. Emanuele Filiberto: “Basta calciatori sotto la curva a rispondere a contestazioni”

Acque agitate in casa Savoia, prossimo avversario della Salernitana domenica 1 novembre all’Arechi. In attesa del risultato di stasera al Curcio contro il Picerno, un occhio già alla squadra oplontina porta a sottolineare il clima particolare: 11 punti in 10 partite, zona playout e contestazione dei tifosi che al Giraud, dopo il pareggio contro il Cosenza, hanno chiamato la squadra sotto la curva, fischiandola e non risparmiando neppure il presidente Nazario Matachione, che nel tentativo di parare i colpi ha guadagnato fischi insieme al gruppo dopo un breve dialogo con i capi ultras documentato da alcuni filmati presenti sui social.

Domani sera il Savoia affronterà il Sorrento in Coppa Italia di Serie C e poi si concentrerà sul match dell’Arechi. Nel frattempo, la proprietà bianconera si fa sentire con un messaggio duro: “Basta calciatori sotto la curva a rispondere alle contestazioni”. Lo ha detto, anzi scritto, Emanuele Filiberto di Savoia sui canali ufficiali della società. “Quello a cui ho assistito mi ha profondamente amareggiato. Abbiamo pareggiato, non perso, contro una società importante e storica. Siamo lì, a competere per i nostri obiettivi. Eppure, dopo tutti i sacrifici fatti, ho assistito a scene che trovo incomprensibili. Onore al mio amico Nazario Matachione, al mio presidente, a un uomo vero che si è messo davanti a tutti per proteggere i calciatori, la squadra e il nostro progetto. Abbiamo riportato il calcio professionistico a Torre Annunziata e acceso le luci dello stadio. E quando ci è stato chiesto di non lasciare al buio la festa della Madonna della Neve, abbiamo detto sì, contribuendo a illuminare il cielo della città. Perché il nostro impegno non si ferma al campo. È anche amore e rispetto per Torre Annunziata e le sue tradizioni. Venerdì abbiamo portato in città Catello Maresca, un uomo che ha combattuto la criminalità organizzata. Forse qualcuno avrebbe preferito altro. Oggi comprendo meglio quegli imprenditori che ci dicevano: «Ma chi ve lo fa fare? Tanto non saranno mai grati». Ma non confonderò mai una minoranza rumorosa con un’intera città”, ha scritto Emanuele Filiberto.

Un intervento che ha fatto discutere e che, per certi versi, ricorda quel che sta succedendo a Salerno. Emanuele Filiberto ha continuato: “Le contestazioni ci hanno accompagnato in tutte e tre le stagioni della nostra gestione, persino in quella della vittoria. E questo dovrebbe far riflettere. Il Savoia ha 118 anni di storia. Il mio cognome e il mio stemma ne custodiscono oltre mille. E so bene cosa significhi difendere una storia. Da oggi una decisione chiara, basta calciatori sotto la curva a rispondere alle contestazioni. I nostri ragazzi devono pensare a giocare. A proteggerli ci pensiamo noi. Grazie, Nazario, per aver dimostrato ancora una volta cosa significa metterci la faccia. Hai tutta la mia stima, la mia amicizia e il mio sostegno. Alle polemiche continueremo a rispondere come abbiamo sempre fatto: con i fatti. Perché la storia non la scrive chi urla più forte. La scrive chi ha il coraggio di costruirla”.

 

 

FOTO SAVOIA 1908

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