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Sassuolo giù, Ballardini: “Tutti responsabili e mortificati ma c’è società forte che può ripartire”

Dopo undici anni consecutivi in massima serie, il Sassuolo torna giù. Lo fa dopo aver racimolato la miseria di appena 10 punti nel girone di ritorno, a fronte di quanto fatto da Empoli, Verona, Udinese, Frosinone (che pure rischiano ancora di retrocedere) e Cagliari, che hanno conquistato 20 o più punti nella seconda parte di stagione. Insomma, l’anno prossimo i granata avranno un avversario in più per il ritorno in massima serie, con una proprietà solida e organizzazione.

Non è bastato l’avvento di Davide Ballardini, che ha mantenuto praticamente la stessa media punti del predecessore, Alessio Dionisi (0,82 a partita per il subentrato, mentre era di 0,80 per il più giovane collega). Il tecnico è alla seconda retrocessione consecutiva al penultimo posto, dopo quella della scorsa stagione con la Cremonese. C’era anche il suo nome sul taccuino dei granata per il dopo Pippo Inzaghi: tra le parti ci furono contatti ma alla fine non fu trovato l’accordo, per cui Sabatini spinse per Liverani.

Siamo molto dispiaciuti, pensavamo di fare un altro percorso. Ma qui c’è una società forte, giocatori capaci e dirigenti anche. C’è qualità nelle persone, che oggi è un nuovo punto di partenza. Ci sono momenti in una stagione in cui bisogna avere quell’attenzione e furore in più. Non abbiamo abitudine a lottare, ad aggredire, perché abbiamo altre caratteristiche; anziché fare una corsa avanti siamo stati un po’ frenati. Ti smarchi ma pensi sia meglio se non ti diano palla, perché la situazione è stata difficile e molto pesante. – ha dichiarato il tecnico neroverde – I giocatori sono stati condizionati dal momento, perché per me sono molto capaci e sono tutti molto mortificati perché volevano che finisse in un altro modo, dato che ci hanno messo impegno e serietà. Evidentemente non siamo stati così all’altezza, così bravi come la Serie A impone. Siamo tutti responsabili, anche se si sono incastrate tante cose negative. Ritengo che la fotografia della stagione sia stato l’infortunio di Berardi ma preciso che questa non rappresenta assolutamente una scusa, perché la squadra è forte anche senza il suo top player. Però senza di lui la squadra non aveva mai vinto e non siamo riusciti a colmare il gap”. 

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