La vittoria di ieri della Salernitana contro il Casarano per 3-0 non può non essere un punto di ripartenza per Giuseppe Raffaele e i suoi ragazzi. Dopo le deludenti uscite contro il Giugliano e l’Audace Cerignola ed in generale un mese di gennaio completamente steccato per una compagine vogliosa di primato, si è visto finalmente il giusto cinismo contro un avversario capace d’impensierire durante il girone d’andata il Benevento ed il Catania. Molto probabilmente la caduta in Puglia e il successivo confronto ravvicinato con la tifoseria organizzata hanno dato frutti mentali a una rosa estremamente rinnovata, ricca di rinforzi arrivati a gennaio. Ben 7, compreso Longobardi che è stato ingaggiato a dicembre, erano titolari ieri.
Ora c’è un ambiente da riconquistare, almeno una parte. Prima della gara, ieri sera la Curva Sud ha mostrato malcontento nel piazzale della tribuna per la gestione societaria di Danilo Iervolino e quella sportiva di Daniele Faggiano. Dopo la sfida, non sono passati inascoltati cori durissimi nei confronti anche della squadra, dai quali molti spettatori in tribuna si sono apertamente dissociati, distribuendo applausi alla squadra che usciva dal campo. Dopo un successo rotondo e con le firme di tanti nuovi giocatori, che nessuna colpa hanno (come i compagni e lo stesso allenatore) dei tracolli delle ultime due annate, la reazione e il contenuto dello striscione sono apparsi quantomeno ingenerosi verso una squadra capace di vincere 3-0.
Tranne qualche passaggio a vuoto che si conta sulle dita di una mano (Siracusa, Cerignola, Benevento in primis), impegno e grinta non sono mai mancati, al netto delle lacune tecniche in qualche ruolo e di alcune decisioni dalla panchina che si possono discutere ampiamente. Ma la classifica dice che la Salernitana è terza ed in piena lotta per poter andare in B, anche se dalla porta secondaria. Lo fece nel 1994, ha “rischiato” di farlo nel 2011 e nel 2006. E le situazioni non chiare di Siracusa e Trapani inducono a dover spingere sempre sull’acceleratore perché tutto può ancora accadere, se non si molla e si considera il campionato già archiviato come deludente. Sabato i granata giocano a Cava e bisognerà arrivarci con la giusta motivazione, vista l’attesa dei tifosi blufoncè che hanno caricato la loro squadra già dopo l’ultimo match interno col Monopoli.
Vero che il discorso primo posto sembra essere ormai diretto verso il Sannio e verso il Benevento di Vigorito che ormai da 3 anni cerca il ritorno in cadetteria con grandi sforzi economici sul mercato, ma l’obiettivo dichiarato dei granata può arrivare anche da altre strade. Per questo bisogna cercare di stringersi per arrivare con fiducia ai playoff. Chi ci arriva lanciato, pensando a un’opportunità, può vincerli. Chi ci arriva sconfitto, con i mugugni e i macigni sulle spalle, ha già perso. Cosa vuol fare Salerno?
Il secondo posto finale darebbe alla Salernitana la possibilità di entrare nel tabellone dei playoff direttamente dai quarti di finale e di avere il fattore campo. L’obiettivo, per il momento, deve essere questo partita dopo partita. Il Catania dista 3 punti con una partita in meno, ma con lo scontro diretto da giocare all’Arechi. L’ultima parte di stagione sarà fondamentale per arrivare con l’umore giusto ai playoff, la seconda ed ultima porta d’accesso alla Serie B.
L’appello alla compattezza dell’amministratore Pagano, nonostante le modalità insolite (il contraddittorio sarebbe bello averlo al più presto in sala stampa, per confronti costruttivi, visto che i commenti sui social oramai rilasciano solo veleno gratuito e in molti casi anonimo), non può essere ignorato. Creare una rosa da capo in due mesi non è sicuramente un lavoro semplice, Faggiano ha commesso errori ma ha mostrato anche di avere l’esperienza per porre rimedio e il mercato di gennaio ha portato mezza squadra nuova. La rabbia che serpeggia oggi in alcune frange della tifoseria è chiaramente figlia delle due retrocessioni. Che colpa ne hanno Pagano, Faggiano, Raffaele e i giocatori?
La Salernitana è terza, in corsa, forse pure in ripresa. Capomaggio, Lescano e compagnia meritano accompagnamento e critiche oggettive, non insulti. E Molina, etichettato male al suo solo annuncio, ieri ha dato una risposta importante con i fatti. Il mese in corso sarà fondamentale per creare un gruppo capace di dimostrare la sintonia in campo e nello spogliatoio di cui anche ieri Raffaele ha parlato. L’abbraccio Molina-Ferrari dopo il primo gol la dice lunga sul fatto che chi insiste ad avvelenare pozzi, parlando di insofferenze e mettendo zizzania, inventa sapendo di inventare.
La Salernitana e la tifoseria hanno una nuova opportunità per poter riprendere insieme il cammino verso la fine della stagione, Cava sarà prova importante. E se solo pochi mesi fa ad Altamura uno striscione recitava “Noi con voi, voi con noi: combattiamo“, per il bene comune è importante ricordarsi questo mantra per andare avanti con la mentalità giusta e senza divisioni che stonano tantissimo. Altrimenti si butta via tutto. Salerno non può permetterselo ancora una volta.