“Mi aspetto una partita da Serie B, non da Serie C“, il doppio ex Antonio Zito ha presentato in questo modo la sfida di oggi tra Benevento e Salernitana. Nel Sannio ha giocato solamente una stagione (2010-2011) perdendo la semifinale playoff per la Serie B contro la Juve Stabia, a Salerno dal 2016 al 2018 ha collezionato 63 presenze segnando otto reti ed è stato protagonista della prima salvezza ai playout: “Mi aspetto una partita giocata a viso aperto, tutte e due le squadre sono proiettate per il primato. Faccio un in bocca al lupo a Floro Flores che ha preso la squadra per fare questo percorso. Mi aspetto una sfida non da Serie C. Questa partita serve per alzare l’asticella e l’autostima, anche per capire se i giocatori hanno recepito le idee degli allenatori. Non sarà una sfida decisiva per il finale di campionato“.
Il napoletano ha elogiato entrambe le piazze, due esperienze completamente diverse ma allo stesso tempo importanti nella sua carriera: “Per me a Benevento ho giocato una stagione incredibile dove alla fine la Nocerina ha meritato di vincere quel campionato, ma noi non eravamo da meno. Mi è dispiaciuto perdere in semifinale, ma per me è stata una gestione che mi ha arricchito, ho conosciuto persone nel calcio di uno spessore elevato come Vigorito, ne ho incontrati pochi nel mio cammino come il presidente dei sanniti: tendo ad avere sempre un bel rapporto con lui. La piazza mi ha fatto sentire il suo affetto, anche quando sono tornato da ex. Per quanto riguarda Salerno, lì sono diventato un beniamino dove con la mia maturità ho dato il meglio di me e mi hanno fatto sentire a casa, ancora oggi mi arrivano messaggi che fanno sentire il loro affetto”. Non si è detto sorpreso Zito per la presenza di 1399 cuori granata questa sera nel Sannio: “Io credo che se pure ci fossero stati 7000 posti, i tifosi li avrebbero finiti perché sono legati alla maglia sacrificandosi nel bene e nel male“.
L’ex centrocampista ha sottolineato di non rivedersi nella nuova generazione di calciatori: “Questa è una domanda che ho già affrontato. Faccio fatica a trovare qualcuno come me essendo una questione di una mentalità che non vedo in queste nuove leve. Manca dal punto di vista caratteriale la tenacia, ma anche mettere il cuore oltre le qualità tecniche. Oggi i giocatori tendono ad essere bravi, ma quello che ti fa superare tutti è quando metti tutto te stesso e fai tutto per onorare questo lavoro“.
Il classe 1986 ha svelato la ricetta per arrivare alla vittoria del campionato: “Chi ci crederà di più e chi si sacrificherà di più durante la settimana per arrivare alla domenica senza accontentarsi, sarà quella la squadra che arriverà a vincere. Oggi i calciatori si accontentano veramente di poco con calciatori che vivono di rendita per 3-4 gare, si deve migliorare la prestazione e con esso anche il gruppo. La vittoria ti deve aiutare a migliorare, non a decelerare“.
Alla fine dell’intervista, Zito ha commentato l’esclusione del Rimini dal campionato e la sua esperienza da allenatore nella Zeta Napoli (squadra di Terza Categoria con un grande seguito sui social): “Quando i vertici inizieranno ad esser seri nell’ambito delle iscrizioni con fideiussioni vere e quando saranno fatti rispettare i regolamenti avremo campionati regolari. Il problema è che queste stagioni saranno sempre un poco falsate. Il parere della mia esperienza da allenatore è molto positivo. Ho trovato dei ragazzi molto intelligenti sotto il punto di vista dell’apprensione, vogliono dare ed imparare dimostrando che anche in un calcio dilettantistico si può vivere da professionisti come la stessa società Zeta Napoli“.