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Salernitana, corri poco o corri male? Quando la fiera dell’alibi si prolunga: granata primi per Km alla 12ma giornata

Corre tanto e male oppure il dato è alterato da alcuni singoli? La Salernitana e la sua condizione fisica sono al centro dell’attenzione nell’analisi delle possibili cause del rendimento altamente deludente della squadra finora. Tra voci fuori dal coro e tante, troppe stonature, ci sono dati e fatti. Il primo è rappresentato dalle continue dichiarazioni di Inzaghi rese nelle ultime settimane: anche dopo il Sassuolo l’allenatore ha chiaramente parlato di una squadra che “ha bisogno di lavorare, soprattutto nel secondo tempo le gambe non giravano. Concetti ribaditi in più modi anche prima della trasferta emiliana ed evidentemente frutto dei risultati di test condotti dallo staff al proprio arrivo.

L’altro dato che balza all’occhio, però, è il chilometraggio totale di Fazio e compagni contro i neroverdi: la Salernitana è paradossalmente prima, nell’ultima giornata di campionato, per Km percorsi, ben 118,65. Oltre quattro in più rispetto al Sassuolo e ben 13 in più rispetto alla Roma di Mourinho, ultima nella speciale graduatoria del weekend. Il dato – tratto dalle statistiche ufficiali della Lega Serie A – racchiude l’aggregato dei singoli calciatori. Di questa distanza, una considerevole fetta (12,55 Km) è relativa alla sola performance di Lassana Coulibaly, che pure non ha rubato l’occhio per concretezza ed efficacia venerdì sera. Ha corso tanto e male, dunque, soprattutto nella ripresa? Ha corso per inseguire gli avversari più freschi e pimpanti? Può essere una chiave di lettura.

Sassuolo-Salernitana: Coulibaly in azione

“Ognuno ha la sua metodologia, per carità”, ha precisato Pippo Inzaghi con riferimento al suo predecessore, Paulo Sousa. Che il tecnico portoghese abbia delle responsabilità forti sull’avvio stagionale disastroso è evidente. Che ce le abbia tutte e solo lui (col suo staff) sarebbe ingeneroso affermarlo. Il preparatore atletico spagnolo che era con lui, Lluis Sala, ha portato avanti un’idea di lavoro che ha previsto in ritiro l’assenza di allenamenti vecchio stampo: niente carichi elevati in palestra, niente ripetute, niente salite o gradoni, niente grandi distanze anche “outdoor”. Poco il lavoro “a secco” per quello che si è potuto vedere a Rivisondoli. Il precedente staff ha optato per una metodologia di lavoro esclusivamente con il pallone con la volontà di replicare gesti e sviluppare abilità atletiche da riproporre in partita calibrando il tutto sulla tipologia di gioco immaginata da Sousa. Se il lavoro sia stato fatto bene o male lo dice parzialmente la classifica, che però può dipendere anche da altri fattori e non solo dal ritiro. Inoltre, come si sia sviluppata la preparazione settimanale nel prosieguo della stagione, quando le porte del Mary Rosy si sono chiuse, non si sa ma è immaginabile che la strada sia stata la stessa. Se non altro, le doppie sedute non ci sono state con Sousa. Che ha fatto probabilmente errori più grossi (gestione del gruppo, comunicazione e strategia in primis) di una mera impostazione atletica, peraltro la stessa della parte finale dell’anno scorso, quando i granata “volavano”. È stato lo stesso suo successore a specificare che “non conta quanti allenamenti fai ma l’intensità che ci metti. Daremo dei giorni liberi, che sono importanti, se i giocatori si allenano bene quando sono in campo. Se dimostreranno di essere una squadra vera diamo anche due-tre giorni liberi, se invece dimostrano di non essere all’altezza vanno in ritiro una settimana e non tornano a casa”. Lo aveva fatto capire nel suo primo giorno al Mary Rosy. Per ora, il ritiro punitivo non c’è stato.

Col passaggio alle idee inzaghiane, che evidentemente prevedono maggiore intensità, un appoggio maggiore sulla punta per salire, meno circolazione di palla (quando essa corre, fanno meno chilometri i giocatori, nda), il nuovo preparatore Luca Alimonta ha dovuto cambiare metodologia di lavoro. Impossibile farlo repentinamente. “Ogni giorno che passa acquisisco dettagli in più che mi aiutano”, ha dichiarato ancora l’allenatore. Per avere i frutti dell’adeguamento è necessario attendere e proprio dopo la sosta si potrebbe vedere una Salernitana migliore, più fresca e pimpante. Inzaghi ha inserito qualche doppia in più proprio per aumentare un minimo i carichi ma l’assorbimento e lo scarico non è cosa da bacchetta magica. Ma si era detto “basta alibi“. Un esame di coscienza profondo (per tutti) e via: oggi riprende la preparazione.

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