La Salernitana si appresta ad affrontare il derby con il Sorrento con ritrovato spirito e “garra” tutta argentina in campo. Con l’arrivo di Lescano, bomber di comprovata esperienza e gol in Serie C, la proprietà e la direzione sportiva hanno dato una risposta importante e inequivocabile alle sollecitazioni della tifoseria. Le ultime mosse di mercato non possono essere ridotte a una semplice reazione agli striscioni degli ultras, trattandosi di una trattativa che andava avanti sotto traccia da settimane. Probabilmente Faggiano con il suo sottolineare in tv che “qualche volta dico alcune bugie“, si riferiva indirettamente proprio alla vicenda dell’ex attaccante dell’Avellino, pubblicamente scartato inizialmente perché “non me la sento di far spendere alla proprietà una cifra così alta“. Una tattica ben riuscita, evidentemente. Qualcuno ha abboccato scagliando veleno anzitempo e scatenando le solite invettive fuori controllo.
L’annuncio di un giocatore così importante preso a dieci giorni dalla fine del calciomercato di riparazione è un segnale forte: non servono le parole in questo momento, ma solo i fatti, con buona pace di chi mira solo allo squilibrio.
L’acquisto di Lescano è un fatto, bisogna riconoscerlo. E che fatto! L’investimento (da quasi 2 milioni totali considerando costo del cartellino e ingaggio del giocatore fino al 2029) è corposo e sintomatico della assoluta volontà di Danilo Iervolino di voler dare seguito a quello he ha detto. “Questa categoria non appartiene alla Salernitana“, diceva il patron alla cena di Natale della squadra. In estate è stato ampiamente fatto capire di “voler lottare per stare in alto” allestendo una rosa competitiva per giocarsela. Che non significa ammazzare il campionato con certezza. La rosa che ha chiuso il girone d’andata, per la verità, aveva qualche lacuna che nel mercato di riparazione Faggiano sta oggettivamente colmando in tutti i reparti: Berra, dopo l’avvio no a Siracusa, ha dimostrato buone cose contro Cosenza e Atalanta U23, Carriero deve ancora carburare ma è un calciatore solido e di categoria, Gyabuaa conferirà dinamismo e sostanza al centrocampo, mentre per Lescano parlano i numeri. Aver messo mano ancora una volta al portafogli (non era questo il problema neanche quando si retrocedeva, a dire la verità, piuttosto i soldi sono stati spesso spesi male dalla proprietà) non significa acquistare la certezza di tornare in B, ma voler fare il massimo per poter competere. In pochi mesi, i granata hanno messo sotto contratto Ferrari, Inglese e Lescano, un conteggio di gol nel curriculum invidiabile. La volontà non mancava e non manca, bisognerà vedere gli effetti e misurare le opinioni in base alle premesse.
La Salernitana deve recuperare 6 punti e attende anche i tribunali sportivi, che potrebbero riscrivere la classifica esaminando le situazioni di Trapani e Siracusa. Attende anche Benevento e Catania all’Arechi, con scontri diretti casalinghi che potrebbero fare la differenza nel girone di ritorno. Attende infine che la piazza finalmente si compatti a sostegno di tutta la Salernitana, proprietà compresa, perché è inutile ancora una volta un passato doloroso come quello degli ultimi due anni, ma che non serve mettere sul banco. Iervolino, senza parlare, ha detto tantissimo in queste ultime 24 ore. Faggiano è un dirigente carismatico e, a prescindere da alcuni errori sul mercato estivo, impossibili da evitare se cambi 25 giocatori, ha fiducia nell’allenatore e sa bene come muoversi.
In mezzo c’è l’ad Pagano, pure lui poco loquace come la proprietà. Dopo un’uscita oggettivamente a vuoto in estate, l’amministratore granata ha pensato ai fatti, rinunciando a interviste e conferenze stampa, rivoltando la società come un calzino in silenzio, tessendo tele e imbastendo rapporti anche genuini con tutte le componenti dell’ambiente per risanare il club non solo da un punto di vista strettamente economico. Pagano però ha risposto sui social esternando il proprio rammarico dopo l’affissione degli striscioni ultras contro la proprietà in questa settimana. Al di là di qualche passaggio a dir poco discutibile, non gli è mancato il coraggio di intervenire e prendere una posizione netta, anche se impopolare. Questo gli va riconosciuto, al pari della ben più importante rinuncia totale a invischiarsi pubblicamente in giudizi tecnici, calcistici e di mercato. Un chiaro modo per dare l’ordine che serve. Tutto, da questo punto di vista, è in mano a Daniele Faggiano, che gode dell’incondizionata fiducia della proprietà.
Entro il 2 febbraio ci sarà da sfoltire la rosa, lasciando partire gli scontenti e forse puntellando l’organico con qualche altro colpo last minute. La Salernitana c’è e vuole richiamare a raccolta i salernitani, ma tutto passa da prestazioni e risultati. A cominciare dal derby contro il Sorrento.