È andato via un anno da 18 vittorie in 40 partite, 11 di queste nella stagione che oggi è esattamente a metà e che indica che la possibilità di sperare in una risalita c’è. È andato via un anno che ha visto piangere in molte occasioni i tifosi per i risultati sportivi, ha visto piangere anche la nostra redazione per l’addio prematuro al nostro amico e collega Giovanni Adinolfi, al quale va un pensiero fin lassù in questo primo giorno dell’anno: ci manchi, caro Giovadino, non ti dimenticheremo mai!
Il 2025 granata ha visto prendere forma scenari incredibili come la seconda retrocessione consecutiva e soprattutto la farsa playout, con evidenti responsabilità nei piani alti del calcio che un giorno, chissà, probabilmente verranno fuori, anche se oggi la Salernitana e i suoi tifosi non devono pensare al passato, concentrandosi sul presente. Piangere sul latte versato serve solamente ad attorcigliarsi l’intestino e a vivere male una stagione che non sarà in discesa, ma nemmeno si può definire in totale salita. La società del patron Iervolino ha fatto un detox dal passato, ripulendo la rosa e le casse societarie dei pesi degli anni precedenti, mettendoci ancora una volta iniezioni di capitale con ben 51 milioni di tasca propria nell’ultimo anno e mezzo, di cui 31 nel campionato 2024/2025, oltre a quanto incassato tra paracadute e cessioni, segno che coprire i costi esorbitanti non è stato un giochetto. Numeri che emergono dall’ultimo bilancio depositato e pubblico, che svela anche come le cessioni dopo il 30 giugno, che saranno contemplate nel bilancio 2026, abbiano consentito un risparmio di 9 milioni, ma la Salernitana ha dovuto sborsare comunque 2,5 milioni di incentivi all’esodo. Inoltre Iervolino ha sottoscritto un altro impegno a portare nelle casse del club altri 20 milioni, di cui 15 già versati e utilizzati per l’estinzione di un finanziamento presso Banca Generali, portando quindi a 51 milioni il totale dei soldi immessi nella Salernitana dal 2024 in avanti, senza contare i 90 degli anni precedenti. Insomma, tutto si può dire, fuorché che non abbia investito. Lo ha fatto con scarsi risultati e affidandosi a soggetti sbagliati forse, che è diverso e non può intaccare la buona fede della proprietà, oltremodo condannata da qualche frangia rumorosa di contestatori sciolti sui social.
La certezza è che ora servono rinforzi e che la società lo sa bene. Al di là della stucchevole ricerca del budget a disposizione, spesso fantasioso, come base per giudicare un mercato prima del tempo (è banale ricordare che chi tanto spende non ha alcuna garanzia di vittoria, e proprio Iervolino l’ha imparato sulla sua pelle, retrocedendo l’anno scorso con il quinto monte ingaggi della B), la proprietà non ha problemi di liquidità e vorrà dare a Faggiano quanto serve per rinforzare la rosa di Raffaele e metterla in condizione di giocarsela fino alla fine con Catania, Benevento e Cosenza. Come è emerso dal discorso fatto alla squadra nella serata della cena di Natale, il patron granata sogna di tornare in categoria superiore. Continua a non rilasciare interviste e spera di fare fatti, non parole, anche nel mercato di gennaio per continuare nel percorso di recupero del filo che si era fisiologicamente sfilacciato dopo la doppia caduta all’indietro. La Salernitana ha allestito una rosa totalmente nuova in estate che, nonostante le difficoltà legate all’amalgama tecnico da trovare (che non si compra sul mercato, serve tempo quando 25 calciatori sono tutti insieme per la prima volta) ha collezionato 38 punti ed è a -3 dalla vetta a fine girone d’andata. Faggiano nel suo operato è stato comunque scaltro ed oculato, abile a trovare sicuramente amalgama di gruppo scegliendo uomini adatti a calarsi nella realtà nel modo giusto.
Ancora c’è comunque tanto da fare, cominciando da una difesa che va messa a posto, ma quel che è stato fatto fino a questo momento non era assolutamente scontato, non era facile come bere un bicchiere di acqua. I granata sono lì e non sono gli unici, come al solito, non sono i più belli, ma in C la storia insegna che non serve questo. Chiedere a Menichini o Brini per informazioni. Se la giocheranno, i rinforzi sono già sull’uscio e, per arrivare fino in fondo con la possibilità concreta di agguantare la promozione, servirà stringere i denti senza isterie o paure. Buon 2026 a tutti!