Dopo aver visto la partita di ieri e masticato amaro per il pareggio maturato nei minuti di recupero con l’eurogol di Crespi, molti tifosi della Salernitana avranno sicuramente fatto mente locale nel corso del ritorno verso casa e ragionato sui precedenti negli spareggi promozione. Nel 1994 fu una festa continua, i ragazzi di Delio Rossi si imposero contro tutti. Da quel momento in poi, solo delusioni. Nel 2005-2006, l’amarezza del Ferraris. In quel caso la Salernitana ha vinto all’andata contro il Genoa, ma al ritorno Marassi non è stato clemente con i colori granata.
Non considerando l’epilogo di Frosinone nel 2014, la mente si sofferma su un doppio confronto in particolare: la semifinale dei playoff 2010-2011 tra Alessandria e Salernitana. Proprio come accaduto ieri, la semifinale d’andata disputata all’Arechi era terminata 1-1. I ragazzi di Breda avevano solamente un risultato a proprio favore nell’inferno del Moccagatta: la vittoria. La squadra di Sarri aveva segnato il gol del vantaggio dopo 15′ dall’inizio della ripresa con Martini, il finale sembrava già scritto. La squadra di Breda, però, aveva deciso di non piegarsi al fato. Negli ultimi 30′ di partita, la Bersagliera segna tre gol facendo esplodere di gioia una tifoseria non ancora a conoscenza del doloroso finale di quel campionato. Questa gara ha insegnato una cosa, un concetto che sarà per sempre legato ai tifosi granata: la Salernitana non smette mai di combattere.
Dopodomani a Brescia la situazione sarà molto più favorevole rispetto al 2011. I ragazzi di Breda contro i Grigi potevano solamente vincere entro il termine dei minuti regolamentari per approdare in finale e la situazione societaria era tragica. Al Rigamonti sarà una finale, una gara da dentro o fuori per entrambe. In caso di pareggio, le due squadre andranno prima in semifinale e successivamente ai rigori. La tensione sulle spalle dei granata è la stessa di quella sulle spalle dei giocatori delle Rondinelle, ma per loro un pizzico di peso in più dato dal giocare davanti al proprio pubblico.
Proprio per questo, la Salernitana dovrà avere solamente un obiettivo: tornare a Salerno senza rimorsi. Bisognerà dare il massimo, su ogni pallone, in ogni contrasto e scontro aereo. 90′ di paura non servirebbero a niente, potrebbero solamente aumentare il dispiacere in caso di finale senza sorriso. La fiducia nasce anche dal fatto che le migliori fortune di questa stagione sono arrivate in trasferta, i granata hanno conquistato 33 punti fuori dalle mura amiche, secondi solamente al Benevento capolista con 36 punti. La squadra di Cosmi ha perso solamente due volte fuori casa sotto la gestione dell’Uomo del Fiume: in quel di Potenza (contro una formazione che ha dato filo da torcere all’Ascoli) e contro la Casertana. Per il resto, contando anche la gestione Raffaele, i granata hanno collezionato 10 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Il confronto tra partite in casa e fuori casa emerge soprattutto ai playoff. I ragazzi di Cosmi hanno vinto a Caserta con la migliore prestazione della stagione mentre all’Arechi hanno pareggiato senza giocare una gara straordinaria. Il miglior match della Bersagliera nel doppio confronto contro il Ravenna è arrivato in Romagna, non in Campania, con una prestazione senza sbavature. Proprio per questo motivo bisogna guardare con fiducia alla gara di mercoledì. La Bersagliera potrebbe danzare per l’ultima volta in stagione, ma non lo farà di certo nella parte più oscura della sala.