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Perpetuini non dimentica: “Salerno come Roma. Lazio in rodaggio, Salernitana in fiducia”

Una volta centrocampista, adesso dentista. Riccardo Perpetuini è stato uno dei pochi laziali a lasciare il segno a Salerno. Lazio-Salernitana era nei miei sogni la partita che avrei voluto giocare”. L’ex calciatore ha spiegato così cosa significa per lui la partita di domenica. “Certamente è un match strano perché si affrontano due creature di Lotito. La Lazio non è ancora rodata, soprattutto nei meccanismi difensivi e la Salernitana può sfruttare questo aspetto – ha continuato ai nostri microfoni -. Sulla carta i granata hanno tutto da guadagnare, la Lazio ha ovviamente valori diversi sul campo. L’arrivo di Colantuono e la bella prova col Napoli credo possa dare ai calciatori granata più certezza e convinzione, avendo messo in difficoltà la prima in classifica. Sarri è un allenatore che fa la differenza e ha un’idea di gioco definita e per questo ha bisogno di più tempo per far vedere la bontà del suo lavoro. La Lazio manca ancora di continuità perché i giocatori stanno ancora metabolizzando il passaggio da Inzaghi al nuovo allenatore. Incontrare una Lazio, al momento, altalenante può essere un vantaggio per la Salernitana”.

Perpetuini si è soffermato anche sulla situazione societaria e sul cammino sportivo avuto finora dalla Salernitana: “Il progetto del presidente, iniziato dieci anni fa a Salerno, ha portato i suoi frutti. Conoscendo Lotito e sapendo che ha investito tanto, non vuole lasciare la Salernitana al primo che capita. Vorrà fare le valutazioni giuste, aspettando la miglior offerta. L’assenza di una società però incide sia sull’ambiente che sulla squadra. La promozione della scorsa stagione è stata inaspettata. Le difficoltà iniziali sono normali per una squadra che è tornata in A dopo tanti anni e che aveva un allenatore che non allenava da un po’ in massima serie. L’arrivo di Colantuono ha dato una scossa. La salvezza, come ogni anno, si giocherà fino alla fine. Mi auguro che la Salernitana cresca col passare del tempo, in modo da arrivare nel finale di stagione ancora in gioco”. L’ex Mantova ha indicato due calciatori che potranno essere i principali trascinatori del gruppo all’obiettivo salvezza: “Il mercato di gennaio, con una nuova società magari, sarà importante per fare gli innesti giusti. Credo che il direttore Fabiani abbia fatto del suo meglio. Non era semplice portare uno come Ribéry a Salerno, questo è un merito. Oltre a lui anche Simy può essere un calciatore importante. Il nigeriano ha segnato e tanto in A e si è trovato già col Crotone a giocarsi la permanenza in massima serie, risultando anche decisivo. La sua esperienza può aiutare, insieme ovviamente ai gol. Ho giocato in nazionale under 20 con Di Tacchio e sono felice per lui. Ha raggiunto la Serie A guadagnandosela con i suoi sforzi, facendo tanta gavetta e vincendo campionati”.

Come detto Perpetuini ha dato un apporto importante alla Salernitana. Dal 2012 al 2014 l’ex centrocampista ha segnato 6 gol in 58 presenze, vincendo un campionato di Lega Pro Seconda Divisione, una Supercoppa di Lega Seconda Divisione e una Coppa Italia Lega Pro. Per Salerno parole al miele, come quelle per la squadra che lo ha lanciato nel calcio: “Lo scetticismo verso noi laziali c’era. Io, come anche Tuia e Mendicino arrivammo comunque già con un po’ di esperienza, avevamo esordito in A e avevamo giocato altrove. Per me Salerno è stata una grande opportunità, mi ha affascinato il progetto e ovviamente la realtà dove mi sarei approcciato, rifiutando magari offerte da categorie superiori. Ho messo tanto impegno, indossando la maglia della Salernitana con l’obiettivo di riportarla almeno in B. Abbiamo vinto un campionato e come tanti siamo entrati nella storia. È certamente il ricordo più limpido, fu una bella cavalcata. Ho avuto la fortuna di trovare tanti calciatori che erano cresciuti con me nel settore giovanile nella Lazio e con i quali ho legato molto anche fuori dal campo. Con la Lazio ho iniziato a nove anni. Ero tifoso, andavo in Curva Nord e quindi vestire la maglia biancoceleste è significato coronare un sogno che avevo da bambino. A Roma mi sentivo a casa, ma questa sensazione l’ho provata a Salerno. È una città che ricordo sempre con piacere, sono stato benissimo”.

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