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Paolo Beni, leggenda della Samb e papà di Roberto: “Domenica tocca a lui, taciturno ma si fa sentire…”

Tocca a Roberto Beni. Con Stefano Colantuono squalificato per un turno dal giudice sportivo, domenica sarà il suo vice ad accomodarsi in panchina per guidare la squadra. Chissà se il tecnico “titolare” deciderà di guardare ancora una volta la gara dal tetto della tribuna stampa, come fatto nel finale di Salernitana-Palermo quando fu allontanato anzitempo dall’arbitro, o preferirà un poso più comodo sugli spalti. Di certo, sarà l’esordio all’Arechi per il suo secondo che l’anno scorso aveva già guidato la Salernitana in quel di Cremona, sempre per squalifica di Colantuono.

Beni è originario delle Marche e… figlio d’arte: il papà Paolo è infatti recordman di presenze con la maglia della Sambenedettese tra il 1960 e il 1973. Proprio la leggenda rossoblù è intervenuta ieri sera ai microfoni di Radio Alfa. “Dispiace per Stefano che è stato squalificato, per mio figlio saranno soddisfazioni e grattacapi nello stesso tempo. L’ho visto nel weekend ma non parliamo mai di calcio, mi prende un po’ in giro perché dice che sono all’antica. Anche quando giocava  era un allenatore in campo, ha fatto il mediano e verso la fine della carriera si è disimpegnato da libero – ha spiegato Paolo Beni, classe 1937 – Roberto ha sempre avuto questa passione, è diventato professore di educazione fisica e tre anni fa ha preso il master. Gli farò un grosso in bocca al lupo come farei con Stefano: Roberto è taciturno ma si fa sentire anche senza urlare, un po’ l’opposto di Colantuono. Sono caratteri differenti ma la ‘febbre addosso’ ce l’hanno entrambi”. Del resto, il sodalizio tra il mister di Anzio e Beni jr. va avanti da tempo, fin dagli anni dell’Atalanta, passando per Udine e Bari. L’attuale secondo granata, 51 anni, ha collaborato anche con Davide Ballardini a San Benedetto del Tronto, Cagliari e Pescara tra il 2004 e il 2007; in precedenza aveva allenato Civitanovese, Santegidese e Fermana nelle categorie dilettantistiche.

“È ancora un po’ prestino per dire se la Salernitana è da playoff, la squadra è molto rinnovata e c’è qualche giovane. Va migliorando giorno per giorno, va meglio adesso in confronto alle prime partite – ha poi aggiunto Beni senior – Il calore di Salerno è importante ed è rimasto lo stesso di quando giocavo io. Sono stato lì da avversario nel 63/64 e nel 64/65, quando la Salernitana poi vinse il campionato: il Vestuti era una bolgia, una cosa bellissima, tutte le città vorrebbero avere una tifoseria del genere. Sono legato a Salerno anche perché ci hanno giocato due miei cari amici come Minto e Sestili. E poi ci ho sempre perso, una volta 3-1 e una volta 2-1″.

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