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#NonTiScordarDiMe. Gerardi elogia Salerno: “Tifo pazzesco, all’Arechi ho capito che significa pressione”

Un gol in dieci partite nella sua prima esperienza in Serie B, questo è il resoconto dei 6 mesi in granata di Federico Gerardi. Il classe 1987 di Pordenone ha raccontato ai nostri microfoni l’emozione della prima stagione in cadetteria vestendo la maglietta della Salernitana: “Mi prese il direttore sportivo Fabiani dall’Udinese, io ero di proprietà dei bianconeri. È stata un’esperienza molto importante per me in una squadra ricca di esperti tra cui Castori, godevo di buona fiducia del mister. Giocavo poco essendoci davanti a me Di Napoli e Fava, ritagliarsi uno spazio non era facile. A gennaio ho avuto l’opportunità per giocare di più e me ne sono andato, ma Salerno ha un pubblico imparagonabile per qualsiasi categoria. Sicuramente mi piacerebbe tornare allo stadio Arechi”.

Una sola rete, ma Gerardi ha potuto porre le basi per la sua carriera calcistica: “Ho acquisito tanto dal punto di visto professionale capendo cosa significa giocare davanti a 25.000 persone, ho capito cosa è la pressione positiva con la spinta che può darti uno stadio. Tutto ciò mi ha aiutato a crescere dal punto di vista mentale con un margine di errore veramente risicato. Nessuna esperienza mi ha formato come quella alla Salernitana. Naturalmente quando le cose vanno meno bene, come sta accadendo adesso, giocare in uno stadio dove c’è malumore deve far uscire fuori il carattere del calciatore che deve andare oltre i fischi e agli insulti riuscendo a fare una prestazione da 3 punti”.

Proprio nell’ultima gara prima dell’addio ai granata, in Ascoli-Salernitana 2-1, l’ex attaccante ha trovato la sua prima ed unica rete dell’esperienza in Campania: “Aspettavo da tanto il primo gol, mancava solamente la chicca finale ed è arrivata con la rete nell’ultima gara con la maglia della Salernitana. Fare un gol davanti a tanti spettatori non è cosa da poco”.

Non solo passato, ma anche presente con Gerardi che ha parlato del momento negativo dell’attacco dell’ippocampo: “Non è sempre colpa degli attaccanti la carenza di gol. Si tratta anche di un discorso di squadra, un periodo molto difficile dove gli attaccanti sono sfiduciati. Trovando anche un gol fortuito o un rimpallo, si può uscire da queste situazioni. Un gol darebbe molta più fiducia. Sono periodi dove anche facendo grande partite, non fai gol. Poi, ci sono brutte partite dove facendo anche un brutto gol cambia completamente l’aspetto psicologico dell’attaccante. Per vincere in Serie C bisogna essere concentrati allenamento dopo allenamento, non c’è la formula magica. Serve non offrire grandi prestazioni, ma portare a casa la vittoria in ogni modo con grande pragmaticità. La difesa non deve prendere i gol, questa è la cosa fondamentale”

Gerardi adesso ha iniziato una nuova vita sempre nel mondo del calcio: “Ho smesso, adesso ho iniziato una nuova carriera. Sono procuratore sportivo lavorando con MIC.CO Football Star, lavoro con il mio ex agente Franco Micco. Sono anche abilitato al ruolo di direttore sportivo ed ho anche questa possibilità”.

FOTO DA TIVOLI CALCIO

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