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Nicola esulta: “Vittoria per tifosi e società. Siamo squadra, crediamo nella salvezza”

Una vittoria per la salvezza. Una vittoria da salvezza. Compatta, concentrata, determinata. Consapevole che le gare possono decidersi per centimetri ed episodi. Una vittoria da Serie A. Che ora non è più un miraggio. La Salernitana sbanca Udine e centra il secondo successo consecutivo dopo l’exploit di Marassi contro la Sampdoria. Soffre il lecito contro una squadra in salute, riparte e rintuzza quando può. E raccoglie il giusto premio con la ripartenza magistralmente finalizzata da Simone Verdi.

La sfrenata corsa di Davide Nicola a godersi l’esultanza con il resto della squadra è la fotografia più fedele del momento. La Salernitana ci crede e continuerà a farlo. Seguendo il suo condottiero che, dopo settimane di critiche, ora raccoglie i primi frutti di quanto seminato: “Sono contento per i nostri tifosi, anche oggi erano in massa con noi, per i ragazzi e per la società. E’ la seconda vittoria di fila contro una squadra che aveva fatto 15 punti nelle ultime otto partite, quindi una squadra forte e ben allenata. La strada è ancora lunga, stiamo spendendo tanto e dando tutto. La partita forse era da pareggio, ma abbiamo vinto, forse altre volte lo avremmo meritato ma non lo abbiamo fatto. Per recuperare servono una serie di risultati straordinari e lo sappiamo, ma sappiamo anche di volerci provare con gli allenamenti e l’alchimia. Avevamo delle assenze stasera, mancavano giocatori che avevano dato molto ed i sostituti hanno fatto quello che dovevano”.

Decisiva la panchina. Il gol di Verdi propiziato dal break di Kastanos con l’Udinese riversata in avanti alla ricerca della vittoria: “Sono contento per Simone, deve essere decisivo per le qualità che ha. E’ entrato bene. Tutti i miei giocatori possono dare una mano. è quello che volgiamo e mi auguro. Questo gruppo ha bisogno di tutti, anche chi gioca poco è importante. Domenica avremo un’altra partita dura, nel primo tempo abbiamo provato a gestire palleggiando senza forzare i ritmi anche per dosare le energie. La squadra non ha perso le distanze, provando a gestire la partita. Nella ripresa siamo cresciuti, ci abbiamo creduto e ci è andata bene, le partite si risolvono anche con gli episodi. L’Udinese è una squadra forte e con idee, Cioffi sta facendo cose straordinarie. Ora dobbiamo recuperare velocemente, abbiamo un avversario tosto che ha qualità. Siamo diventati velocemente squadra e vogliamo sfruttare al meglio tutte le occasioni, a volte ci riusciamo a volte no, ma c’è alchimia e voglia di credere di raggiungere qualcosa di straordinario”.

Sull’analisi della gara: “E’ stata una partita diversa da quella contro la Samp perché la squadra era diversa, sapevamo di affrontare squadra forte. L’Udinese ha dimostrato qualità, ne sono rimasti pochi di quelli che conoscevo io, è una squadra organizzata. La partita è stata impostata anche nella valutazione e nella considerazione che era difficile partire forte per durare due tempi, abbiamo avuto assenze importanti nelle ultime ore che non ci hanno permesso di fare valutazioni diverse. Siamo in un momento in cui i giocatori devono creare chimica, sapevamo che primo tempo potevamo avere palleggio facilitato sui tre difensori a differenza della Samp che teneva trequartista fisso sul nostro play. Ho chiesto ai ragazzi di rallentare verticalizzazioni nel primo tempo e sviluppare più di catena, non cercando filtranti perché l’Udinese chiude molto bene. Nel primo tempo è stata partita a scacchi. E’ comunque vero che in altri contesti saremmo partiti più aggressivi, ma abbiamo scelto di farlo solo quando costruivamo dal portiere. Non volevamo cercare molto Bohinen. Nel secondo tempo dovevamo sprigionare qualcosa in più e progressivamente siamo cresciuti. Alla fine, il risultato ci ha premiato, ma in realtà ha premiato il percorso fatto da 8-9 partite, col Torino meritavamo e abbiamo perso, questo è il calcio”.

Poi, un preve passaggio sui singoli: “Ribery ha disputato una partita incredibile, ha lottato per 70’. Non potevamo avere la soluzione di saltare la pressione per prendere la seconda palla vista l’assenza di Djuric. Nel secondo tempo abbiamo ruotato di più le posizioni di centrocampo per essere più efficaci. Verdi? Le sostituzioni sono studiate prima, c’era l’idea di mettere due attaccanti più fisici, siamo partiti con una seconda punta di raccordo e Bonazzoli che non desse punti di riferimento, poi Mikael per allungare la squadra, bona aveva speso molto e poi ho messo verdi. Era previsto. Credo di essere uno degli allenatori che più ha creduto in lui, stasera mi ha dimostrato di essere decisivo, non chiedo altro ai miei attaccanti, sono io il primo a essere contento per lui”. 

Ora si aprono nuove prospettive per la Salernitana, che acciuffa le dirette concorrenti a 22 punti: “Non abbiamo pensato a quando ci saranno recuperi, cerchiamo di adattarci e questo è lo spirito che mi piace, non si fanno troppi problemi, per centrare qualcosa di straordinario devi fare qualcosa di straordinario, ci facciamo trovare pronti, sicuramente tra qualche giorno affronteremo un avversario molto qualitativo (Fiorentina, ndA), la terza gara in una settimana. Ci siamo posti un obiettivo che era obiettivamente difficilmente visibile. Non riesco a fare nulla senza pensare in grande. Lo dico ai miei ragazzi ogni giorno. Stasera ho detto che queste pressioni sono un privilegio, perché ci alleniamo, se non per raggiungere un successo e dire ‘io c’ero’ alla fine di un percorso. Alla fine puoi farcela o meno. Abbiamo guadagnato 3 punti, ma c’è ancora un abisso, siamo realisti e non è semplice. Quando sei ultimo, schiantato da tempo all’ultimo posto della classifica, è dura immaginare di diventare competitivo attraverso la dedizione, almeno per potertela giocare. I ragazzi sentono di aver raggiunto il primo obiettivo, ora c’è quello difficile: la continuità di risultati. La partita che viene dopo è sempre quella più importante, stasera ci è andata bene, ecco perché quando non va come cuoi non devi vivere sull’altalena emotiva, sennò si perdono forze”.

La Salernitana ha effettuato un risveglio muscolare questa mattina in una piazza nel centro di Udine, suscitando la curiosità del web e di tutti gli addetti ai lavori: “Stamattina ci siamo adattati, il risveglio era previsto in una specie di palestra che però era troppo piccola. Avevo visto ci fosse una bella giornata, uno spazio enorme in piazza. Questo dimostra la voglia di adattarsi, cosa ben pensata perché ci ha permesso di fare quel che volevamo fare”.

Sui tifosi presenti in Friuli: “A parte il piacere di vederli e la soddisfazione della squadra di gratificarli, credo che loro siano nel nostro processo di crescita fondamentali, hanno la qualità per aiutarci a migliorare sempre di più, senza di loro non riusciremmo sempre a esprimerci al 100%”.

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