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Nalini promuove Nicola: “Era come un capitano. Corsa, motivazioni e… 4-4-2”

La rincorsa salvezza di Crotone, nell’annata 2016/17, resta forse la più incredibile impresa del Davide Nicola allenatore. Gli squali, quell’anno alla prima partecipazione alla A nella loro storia, raccolsero 20 punti nelle ultime nove giornate, chiudendo quartultimi con 34 punti. Nelle fila rossoblu c’era l’ex granata Andrea Nalini, ora in forza alla Virtus Verona (Serie C), protagonista all’ultima giornata con la doppietta contro la Lazio.

Motivazioni e tattica

“Con mister Nicola abbiamo fatto una impresa – ha dichiarato l’attaccante ai nostri microfoni – . Predica pochi concetti chiari ma è soprattutto bravo a coinvolgere tutto il gruppo, anche chi gioca meno dà il massimo. L’intensità negli allenamenti era un mantra, spesso tornavo a casa sfinito. Saranno importanti le motivazioni che riuscirà a trasmettere. Il mio Crotone era inferiore tecnicamente alle altre squadre, ma il mister impostava la partita sul piano fisico e agonistico. Le cose che ci faceva provare in allenamento si verificavano puntalmente in partita, dove tutti andavamo a mille all’ora. Fa molto affidamento alle filosofie dei mental coach, anche la sua fede buddista può essere un elemento che farà la differenza. Più che un allenatore sembrava un capitano di spogliatoio, lo seguivamo alla lettera. Lui ci allenava duramente, ma ci dava anche momenti di svago, unendosi a noi”.

Insomma le motivazioni sono l’elemento preponderante per Davide Nicola che utilizzava qualsiasi mezzo per motivare i suoi calciatore, come ha ricordato Nalini: “Ricordo che prima di giocare con le big ci faceva vedere dei video motivazionali di dieci minuti. Durante la rincorsa salvezza nella sala dove pranzavamo e facevamo riunione attaccò al muro i nomi delle squadre che erano sopra di noi in classifica. Lui ci motivava strappandoli e dicendoci ‘ce li dobbiamo mangiare’. Sono cose che ti danno una spinta motivazionale importante, il mister è uno che ti entra dentro”. Motivazioni sì, ma anche principi di gioco: “A Crotone era partito con il 3-5-2 e il 3-4-3, ma quando vide che incassavamo troppi gol, passò ad un 4-4-2 compatto. Giocavamo molto sulle seconde palle e andavamo in ripartenza, gli esterni dovevano stare molto stretti. Potrebbe fare così anche a Salerno. Personalmente, dopo il ritiro estivo con lui, mi sentivo benissimo fisicamente, poi mi fece giocare nel mio ruolo per esaltare le mie caratteristiche. Non fa esperimenti, mette i giocatori nei ruoli adatti. Ad inizio stagione i risultati non arrivavano, ma la fiducia della società in lui ha fatto la differenza. A Salerno potrà essere importante anche questo”.

Affetto per Salerno

“Segue sempre la Salernitana con affetto. Il recupero con l’Udinese e quello possibile col Venezia potranno essere importanti in chiave classifica. Per restare attaccati al treno salvezza servirà fare punti anche contro le big e non solo contro le dirette concorrenti – ha concluso l’ex Vicenza -. Spero che la squadra riesca a salvarsi, i tifosi se lo meriterebbero per il supporto che danno. Il nuovo presidente e il ds Sabatini hanno riportato entusiasmo. La rosa è stata migliorata col mercato, però il tempo è poco per far ambientare i nuovi. Servirà avere una condizione fisica migliore delle altre squadre. Il reparto offensivo è fastidioso, Djuric è una bella presenza, fa tante sponde e giocatori come Bonazzoli e Verdi potranno giovarne. Ribéry e Perotti dovranno fare la differenza. Anche le palle inattive saranno un’arma in più, da sfruttare se hai gente come Djuric appunto, Fazio e Radovanovic.

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