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Minuti di recupero: per la Salernitana spunta la cordata Cerruti

Cerruti

C’è una speranza di restare a galla per la Salernitana nei minuti di recupero. Una cordata di imprenditori salernitani (e non) si sta rapidamente creando per presentare un’offerta congrua entro il 31 dicembre e rilevare, così, la società, evitando di cadere nel baratro dell’esclusione dal campionato. Il trait d’union si chiama Domenico Cerruti, ex patron dell’Agropoli, oggi presente non per caso nella sede della Federazione per tutta la giornata.

Un gruppo di investitori

“Sono qui soltanto per fare gli auguri di Natale al mio amico Gabriele Gravina”, ha detto in mattinata all’ingresso. Vero, ma solo in parte. I due sono legati da un solido rapporto che fu testimoniato in estate dalla presenza del presidente federale ad Agropoli durante le manifestazioni di celebrazione del centenario del club cilentano. Era il 26 agosto, al tavolo c’era anche il diggì della Salernitana, Mariano Fabiani. In passato il club granata ha avuto anche rapporti di collaborazione con i delfini, all’epoca militanti in Serie D, spedendovi dei giovani in prestito e giocando partite amichevoli. Oggi la mano arriva dalla parte inversa. Cerruti sarebbe il capofila di un gruppo di imprenditori e professionisti che negli ultimi giorni ha iniziato a comporsi. Individuato anche il gruppo bancario che presterà le adeguate garanzie. L’imprenditore cilentano si è trattenuto tutta la giornata di Federcalcio, anche dopo il Consiglio Federale. Nel tardo pomeriggio ha avuto un ulteriore colloquio con Gravina, munito anche di faldoni e incartamenti. Del resto, lo stesso Gravina ha lasciato trasparire qualcosa nella conferenza post consiglio federale: “Scommettiamo che la Salernitana sarà venduta entro il 31 dicembre? Non è possibile che una società sana, senza debiti, non abbia offerte dopo aver ricevuto diverse manifestazioni di interesse”.

Unica speranza

Insomma, ora lo scenario è questo. La cordata in questione lavorerà alacremente per presentare un’offerta finita ai trustee (pur senza aver visionato i numeri del club in maniera ufficiale, non avendo avuto l’accesso in data room?) entro il giorno di San Silvestro. Qualora venisse accettata, anche solo con questa garanzia di vendita la Figc concederebbe la proroga di 45 giorni definita nell’atto di costituzione del trust per completare le pratiche burocratiche finalizzate alla vendita. Dopodiché, la Salernitana potrebbe proseguire il suo campionato vedendo una piccola luce fuori dal tunnel. È l’unica possibilità, visto che un acquisto definitivo è impensabile in soli 10 giorni, non foss’altro per il passaggio di capitali. A proposito di prezzo, non è da escludere che questa situazione faccia abbassare ancora la cifra, che potrebbe andare ben al di sotto dei 20 mln. Staremo a vedere. Se la mission impossible non riuscisse a Cerruti e agli imprenditori da lui coordinati, attenzione anche alle manovre che potrebbero nascere anche grazie all’interessamento di Vincenzo De Luca, di cui si è già parlato nei giorni scorsi e che Gravina ha confermato oggi in conferenza stampa. Il governatore della Campania potrebbe avere un ruolo nell’incentivare imprenditori a partecipare al salvataggio della Salernitana in massima serie, con la prospettiva di salvare il titolo sportivo e ripartire eventualmente anche dalla B l’anno prossimo, se il torneo dovesse concludersi con la retrocessione.

La zattera Serie C

E se il 31 dicembre non ci fossero offerte accettabili? La scialuppa di salvataggio si chiamerebbe Serie C. In teoria, per come è scritto l’atto adesso, la Salernitana dovrebbe scomparire ed eventualmente iscriversi alla Terza Categoria. Ma Gravina è stato chiaro: “Potremmo valutare l’ipotesi di sottoporre al consiglio federale un’eventuale ripartenza dai campionati professionistici di base in casi simili a quello della Salernitana, che noi non ci auguriamo”.

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