Connect with us

News

L’ultimo saluto a Ricchetti: tanta commozione degli ex granata. Una maglia col suo 7 per onorarlo

Era stracolma la chiesa del Carmine Nuovo a Foggia ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Carlo Ricchetti. La famiglia, gli appassionati di calcio locali, gli amici di sempre, i compagni di squadra di mille battaglie nella Salernitana ed i tifosi che lo hanno sostenuto negli anni. C’erano proprio tutti, commossi, a dire addio al “re del taglio”. Lacrime e raccoglimento per tutti.

Una reunion per il più brutto motivo. Non poteva mancare Delio Rossi, attuale allenatore proprio del Foggia, a guidare la pattuglia degli ex granata degli anni ’90: c’erano Roberto Breda, Mauro Facci, Gigi Genovese, Paolo Rachini, Mirko Cudini, Luca Fusco, Ciro De Cesare, Pietro Strada, Ciro Ferrara, delegazioni degli ultras della Siberiano, del Centro Coordinamento, del Salerno Club 2010, delle curve del Foggia che hanno fatto una torciata per salutare l’uscita del feretro dalla chiesa. Sulla bara, sciarpe delle squadre che lo hanno visto in campo e in panchina, una maglia del Foggia e una della Salernitana portata dalla delegazione del club di Iervolino, con il numero 7 e il nome di Ricchetti ben in vista. Per la società c’erano il segretario generale Christian Romanazzi con l’addetto stampa Avagliano.

Estremamente toccante il discorso di Roberto Breda alla fine della cerimonia: “Io e te, Carlo, abbiamo avuto la possibilità di vivere tante esperienze, da compagno di squadra, da allenatore, da amico con le nostre famiglie. Lo dico agli altri, tu già lo sai, i nostri figli sono nati negli stessi anni. Se mi guardo indietro, noto che nel mio passato sei sempre stato presente”. Un ricordo in particolare da parte dell’ex tecnico granata: “Ci sono tanti ricordi, uno in particolare. Il giorno della finale playoff a Napoli vinta contro la Juve Stabia, io segnai e mi ritrovai a correre insieme a te con le braccia larghe. Non era da noi. Era segno di un’incredibile leggerezza. Tu sei stato un amico fedele ed è capitato che io non lo sono stato così tanto, in un mondo che va a tremila, per coprire scelte professionali. Ti chiedo scusa ma tu mi hai insegnato un’altra grande cosa, il perdono, perché l’amicizia e certi valori devono venire prima di ogni scelta professionale”.

Alla fine delle esequie, la salma di Carlo Ricchetti è stata condotta allo stadio Pino Zaccheria per un ultimo giro di campo nella sua città.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *





Advertisement

Seguici su Facebook

Advertisement

More in News