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Lucania felix per i granata: 90’ al giro di boa, restare attaccati e poi…

La storia del campionato di Serie C esattamente un anno fa diceva Benevento in testa con 37 punti, Monopoli secondo con 32, il Cerignola di Raffaele terzo a 31 e poi Potenza ed Avellino a quota 29. Tutto questo a 90 minuti dal giro di boa, quando non c’erano stati ancora gli scossoni che avrebbero portato alle esclusioni di Turris e Taranto, al cambio di classifica, allo slancio repentino dato agli irpini che avevano perso in casa col Taranto e pareggiato a Torre del Greco. Se il campionato fosse stato normale, chissà. Il dato di fatto è che il suicidio sportivo dei sanniti con ben 12 partite senza vittorie da fine gennaio è stato evidente, come altrettanto evidente è stata la rincorsa della squadra di Biancolino che proprio in quel periodo le ha praticamente vinte tutte (nel girone di ritorno solo 2 pareggi e una sconfitta).

Tutto può succedere, tutto è assolutamente in gioco e gli umori, come da copione, cambiano di settimana in settimana. Il pareggio del Catania sul campo del Potenza dopo una partita chilometrica, con 18 minuti di recupero (6 quelli concessi in origine) e 2 gol annullati ai siciliani, fa risultare ancora più preziosa la vittoria della Salernitana a Picerno. Lucania “felix” in questo turno di campionato per Raffaele e i granata, in maniera anche indiretta, mentre il Benevento ha passeggiato contro il Giugliano di Eziolino Capuano, raggiungendo proprio gli etnei in testa alla classifica. Bersagliera a -3 dalla vetta ed in piena corsa ancora, nonostante tutto, per vincere un campionato fino a questo momento equilibratissimo.

Al di là dei necessari interventi sul mercato che la società dovrà fare anche alla svelta per dare al tecnico maggiori garanzie soprattutto in difesa e a centrocampo, facendo partire i calciatori che non rientrano nei suoi piani o che non hanno prodotto prestazioni apprezzabili sul campo fino a questo momento, una riflessione va fatta sull’importanza del portare a casa i tre punti contro il Foggia per trascorrere una sosta di Natale serena che faccia scaricare la tensione a tutti, ambiente compreso, e guardare al girone di ritorno con più obbiettività. La Salernitana se la gioca e se la giocherà, ma servono nuove energie e qualche elemento a completare il gruppo di Raffaele. I segnali preoccupanti non mancano, quelli incoraggianti neppure perché l’ingrediente fondamentale sembra esserci, ovvero un gruppo unito e compatto che segue il tecnico: sarà importante evitare di gettare tutto all’aria con isterismi che non servono o con mancate vittorie derivanti da demeriti propri. Raffaele lo ha riconosciuto anche a Picerno in conferenza stampa, quando stava per tornare anche sul 5-1 di Benevento per poi dire “vabbè, non ne parliamo più perchè abbiamo imparato la lezione”.

La vittoria del Curcio può essere decisiva per fare ritrovare autostima alla Salernitana, che ha giocato senza sapere i risultati delle concorrenti, contrariamente a quello che era successo tante volte in precedenza, un fattore che potrebbe essere rilevante per mettere pressioni sulle altre. Sabato i granata saranno nel mezzo, ospiteranno il Foggia conoscendo già il punteggio di Cerignola-Benevento e di Cosenza-Cavese (tutte e due venerdì sera), mentre il Catania giocherà domenica in casa contro l’Atalanta Under 23.

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