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L’opinione di Davide Moro: “Mettere in conto difficoltà e stare vicini alla squadra, spero nel pronto ritorno in A”

Intervenuto ieri pomeriggio ai microfoni di SalernitanaNews durante la consueta diretta serale dal ritiro granata di Rivisondoli, Davide Moro, ex centrocampista della Salernitana con un passato all’Empoli, dove ha lavorato con il neo tecnico della Bersagliera Giovanni Martusciello, ha parlato proprio dell’allenatore e della grande opportunità di farsi conoscere dopo diversi anni da vice.

“Martusciello lo conosco da tantissimo. Sta dimostrando di poter essere lì a quei livelli e adesso ha una grande chance. Auguro ovviamente il meglio a lui e alla Salernitana, spero possa tornare subito in massima serie. Non è facile iniziare un campionato con tante pressioni, soprattutto se il tuo obbiettivo è vincere. Non sempre con la squadra migliore si vince il campionato. Ci sono talmente tante variabili, il calcio non è mai una scienza esatta. Bisogna sempre dare il massimo e lavorare con passione e serietà, poi però serve anche un po’ di fortuna. La Salernitana deve affrontare un campionato difficile ma può farcela. L’ambiente deve mettere in preventivo le difficoltà e restare vicino alla squadra quando si presentano. È proprio quando ci saranno dei cali che bisognerà dare tutto. Il mister ha le carte in regola per fare bene”, le parole di Moro. Oggi fa l’allenatore ed è pronto a seguire il master Uefa Pro a Coverciano dopo essersi svincolato dall’Empoli, club che gli ha permesso di iniziare dapprima con la panchina dell’U18 e poi su quella dell’U16. Ora, per lui, sarà tempo di nuove esperienze, magari tra i “grandi” . Chissà che prima o poi non abbia una chance a Salerno: “Salerno mi è rimasta nel cuore, ho vissuto due anni bellissimi. Mi auguro un giorno di poter allenare la Salernitana. Entrare nello staff per me sarebbe un onore, ma attualmente mi sto completando con questo corso Uefa Pro”. 

L’ex calciatore originario di Taranto ha poi detto la sua sul possibile modulo che il tecnico granata utilizzerà e sull’importanza dei centrocampisti all’interno di quest’ultimo: “Sicuramente nel 4-2-3-1 si difende in undici e si attacca in undici, a me piace molto come modulo. I due di centrocampo devono essere martelli in difesa. Devono capire e dare equilibrio, poi ci sono gli esterni che devono coprire, ma se i due di centrocampo non lavorano bene la squadra di conseguenza gira male”.

L’ex centrocampista ha poi concluso parlando dei giovani della primavera e delle opportunità che possono avere nel campionato di Serie B: “Se un ragazzo è bravo tecnicamente in Primavera, lo sarà sicuramente anche in B ma se non riesce a reggere la pressione è un grande problema. La tecnica deve essere sempre accompagnata dalla forza mentale. È difficile affrontare un campionato a Salerno, si potrebbe correre il rischio di bruciare ragazzi promettenti. Per questo motivo il ruolo dell’allenatore è il più difficile, ci sono tantissime cose da considerare prima di far esordire un ragazzo, ma se alla fine riesci a trovare il giocatore giusto e lo fai crescere è una sensazione molto bella”.

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