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Lombardi e quel ritorno mancato: “Trust bloccò tutto. Con Castori eravamo imbattibili”

“Sarà una partita certamente particolare per me”, Cristiano Lombardi, che ora veste la maglia della Triestina, presenta così Lazio-Salernitana. “Mi aspetto un match combattuto – dice l’esterno ai nostri microfoni – La Lazio sta facendo benissimo quest’anno, anche ora che non ha Immobile, e la Salernitana si sta dimostrando attrezzata”.

Il calciatore si interessa sempre alle vicende sportive, e non solo, del cavalluccio: “Ho seguito la salvezza dello scorso anno, è successo qualcosa di assurdo. Perdere in casa 4-0 e salvarsi penso non sia capitato mai a nessuno. Quest’anno dovranno raggiungere prima una salvezza tranquilla e poi pensare a qualcosa in più. La scorsa stagione è stata anche purtroppo caratterizzata dalla questione societaria. Sapevo che la Salernitana non sarebbe mai scomparsa. La precedente proprietà, seppur non apprezzata, era composta da persone serie che facevano le cose per bene. Un plauso va fatto anche al presidente Iervolino per l’investimento, si è insediato in una situazione non facile. Ma va anche detto che ha rilevato una società sana e fare calcio in una piazza come Salerno è molto stimolante”.

Il vecchio amico Candreva e la cavalcata promozione

Da esterno a tutta fascia, Lombardi dice la sua anche su due colleghi di reparto, Candreva e Mazzocchi: “Antonio l’ho conosciuto ai tempi della Lazio, abbiamo creato un grandissimo rapporto. Mi ha aiutato molto, gli auguro di continuare a giocare in Serie A ad alti livelli. Mazzocchi me lo ricordo in B, era molto simile a me per passo e qualità. Ci ha messo tanto lavoro e grinta per arrivare dove è arrivato. Si è meritato tutto”.

Il classe ’95 è rimasto fortemente legato alla piazza salernitana, dove ha conquistato la Serie A: Salerno è nel mio cuore, ho mantenuto tanti buonissimi rapporti. Mi fa piacere aver lasciato un buon ricordo, nonostante ho avuto qualche infortunio di troppo. Sarei tornato volentieri a titolo definitivo ma le regole non le permettevano, sento di aver lasciato qualcosa in sospeso. Spero di ritrovare la Salernitana da avversario, appena riuscirò tornerò in città. Ho fatto bene il primo anno con Ventura, purtroppo con Castori ho avuto tanti problemi fisici. Il calcio verticale del mister non lo apprezzavo, ma la sua mano c’era tanto in quella squadra. Eravamo forti e difficili da affrontare, anche se non fossimo saliti direttamente, sono certo che avremmo vinto i playoff. In quella stagione Djuric, Gondo e Gyomber furono fondamentali. Non avevo dubbi che Norbert avrebbe fatto bene anche in A”.

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