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Crisi Salernitana, la conferenza di Iervolino: “Giocatori molli, colpe anche mie. Non abbandono”. Sui tifosi e il ds…

TERMINA LA CONFERENZA STAMPA DEL PATRON

ORE 12:04. De Sanctis è un mio dipendente come tutti. Non è un’azienda orizzontale ma verticale, non devo nulla a lui e tutti nella Salernitana devono a me. A giugno, quando abbiamo finito il campionato mi ero entusiasmato per i suoi acquisti e sono gli stessi che stanno giocando ora. A giugno gli ho dato una pacca sulla spalla e gli ho detto bravo, è evidente ora che non sono contento, lo sa. Da qui a dovermi giustificare o a dover giustificare loro… non giustifico nessuno. Contano anche per me i risultati e quello che vedo”.

ORE 12:03. “Non incontrerò il CCSC, non è mia intenzione“.

ORE 12. “A me piacciono le battaglie difficili, che si possono anche perdere. Voglio una vita impavida con le spade in mano, non ho paura delle sfide difficili che mi ritemprano. Non ho mai pensato di abbandonare la Salernitana nei momenti di crisi”.

ORE 11:57. “Io ho capacità di rigenerarmi, devo stare attento a dosare l’entusiasmo. Quando lo doso troppo mi prendo critiche. Oggi dobbiamo essere saldi in sella, credere ancora nella squadra, abbiamo ancora quattro partite prima della fine del girone d’andata, non siamo matematicamente retrocessi ma a -4 dalla salvezza: non dobbiamo vedere tutto nero, speriamo anche di avere più fortuna, sembra che da qualche torto arbitrale eclatante ai pali che abbiamo preso tutto giri male”.

ORE 11:52. “Abbiamo speso 20 milioni, trattenuto il terzo goleador della Serie A, giocatori presi da grandi club. Cosa avrei dovuto fare di più? Di una cosa non mi potete rimproverare: in termini di investimenti ci ho provato in tutti i modi, non sarò stato bravo ma non ho ridimensionato nulla, ho rilanciato, siamo decimi per salari, vuol dire che quest’anno dovevamo arrivare ottavi o dodicesimi, non ultimi! Salerno non è certo Milan o Inter, anche se per amore siamo anche superiori, ma per entrate. Non mi sono disimpegnato, tutt’altro, nel calcio conta solo il rettangolo di gioco. Se fai una squadra di tutti prestiti e sai che l’anno dopo perderai tutti i giocatori e sei a metà classifica, sei una grande persona. Il presidente che ha voluto giocatori di proprietà invece, impegnandosi così tanto, sembra sciogliersi come neve al sole. Io ho mantenuto tutti gli impegni, non c’è stato uno scollamento, non so cosa sia andato storto nelle teste di allenatore e giocatori. Se tornassi indietro non prenderei tanti stranieri, parlerei molto di più prima di prenderli. Mia moglie non ha social, “chi dimentica è complice” non lo ha scritto lei ma qualche azienda a lei vicina”.

ORE 11:51. “La politica e le lungaggini sullo stadio possono demotivare? Il mio stato d’animo deriva dalla mancanza dei risultati e dagli ultimi episodi successi, la politica non c’entra”.

ORE 11:49. Non ho ricevuto offerte di persone interessate a rilevare il club, tantomeno c’è qualche imprenditore locale che ha pensato alla Salernitana come sponsor di maglia. Non c’è una società locale che si è impegnata con noi nel merchandising. I salernitani dovrebbero tirarne le somme”.

ORE 11:48. “Una figura nuova come DG? Ci sto pensando. Mi dispiaceva perchè poteva sovrapporsi ad altre ma ora ci sto pensando. Nel calcio qualsiasi cosa è opinabile. Sei troppo franco e non era il caso, hai una maschera e ti dicono che non sei leale ed aperto. Ho dovuto operare delle scelte: quella più consona per il mio carattere e per l’amore che ho per la Salernitana era di mettermi a nudo, se sono dispiaciuto lo dico, se penso delle cose dei giocatori non le nascondo. Ho voluto raccontare con sincerità tutto”.

ORE 11:47. “Nella mia vita non escludo nulla, ribadisco che per il bene della Salernitana farei tutto, darei a mani migliori, a gruppi, un affiancamento qualsiasi cosa. L’unica cosa importante è che tengo alla Salernitana e alle sue sorti”.

ORE 11:44. “Le risorse da impiegare? Dipende da quanti punti avremo, da quanti punti incasseremo. Non so chi vorrà venire col rischio di retrocedere, dipenderà anche da che armonia ci sarà nella società. Oggi un calciatore è spaventato all’idea di venire a Salerno. Ci sono tanti fattori e una moltitudine di variabili. Purtroppo il calcio è complesso”.

ORE 11:40. “De Sanctis? Chi vivrà, vedrà. Io stimo tanto il direttore, è una persona che ha dato tanto e si è impegnato, non ha portato signori di Serie C ma da club prestigiosi. Cosa gli volete rimproverare? Se dovessimo andare male sono tutti sub iudice, il calcio è così. I contratti dei calciatori sono totalmente sbilanciati, è una mia grande battaglia. Come ti liberi da un contratto in cui la prestazione di lavoro non equivale a quella contrattualizzata? Loro hanno la certezza dello stipendio, possono giocare male e non correre. Mi auguro che ci sia un sussulto di orgoglio, altrimenti preferisco che sarà la tomba sportiva di tanti giocatori”.

ORE 11:36. “Rimpianti ne ho, tante cose vengono bene e altre no. Il Macte Animo della Salernitana mi rispecchia. Ho fatto tanti errori. Nella mia ricetta ho sempre detto che l’entusiasmo genera entusiasmo, essere vincenti è uno stato dell’animo ma nel calcio è più prudente essere cauti perché altrimenti si genera questo. A Salerno sono arrivati ottimi allenatori e ottimi direttori sportivi, rifarei le stesse scelte. Mi sento con tutti quelli con cui ho lavorato, non ho rancori. Il progetto è evidente che mi deve più demotivato, meno carico, avrò sempre la stessa assunzione di responsabilità, lo stesso amore e lo stesso rispetto ma sono io meno carico, più spento. Sono umano e come tutte le persone che hanno sensibilità non la sto vivendo bene sia perché la squadra non c’è, sia perché i risultati non arrivano, sia perchè una parte della tifoseria ha deciso di interrompere il bellissimo rapporto che avevamo. Me ne farò una ragione, nella mia vita ho avuto tante sofferenze, ho le spalle larghe. so quali sono le vere sofferenze, so reagire, non mi sarei mai aspettato di vivere queste situazioni con la tifoserie né che fossimo ultimi ma mi rimbocco le maniche, questa è la storia della mia vita. Pancia a terra e lavorare”.

ORE 11:33. “Anche quest’anno la società perderà molto, come nel 2022, tra i 25 e i 30 milioni. Mi sembra una cifra iperbolica. Nessuno presidente lo fa nel campionato italiano al di fuori di me se non qualche fondo straniero. Non abbiamo speso bene i soldi. Sarà un mercato attivo. Abbiamo fatto 4 mercati passivi, ora dovremo più incassare che comprare. Abbiamo un magazzino pieno di giocatori valutati tanti milioni e tanti giocatori con cui fare cassa per poter reinvestire“.

ORE 11:29. “Ai calciatori parlo il giusto. Parlare sempre vuol dire far accavallare i messaggi. quando ho parlato con loro, da inizio campionato, mi sembra sia capitato tre volte. Ho parlato del senso di squadra in  termini di personalità, maturità. L’ultima volta ho raccontato una cosa. Ogni squadra ha il proprio dna. A Salerno si suda la maglia e deve sempre restare la tana delle tigri, qui le squadre vengono e nei primi 15′ dovrebbero stare in apnea. Le altre, non noi. si può anche perdere ma il modo in cui si perde è importante come il risultato. Purtroppo abbiamo tanti stranieri che non vogliono imparare la lingua, alcuni giocatori non mi hanno nemmeno guardato negli occhi e li ho rimproverati davanti a tutti. Li strapaghiamo, cosa dobbiamo fare di più? Ce la metto tutta, molti dei giocatori devo dire, hanno detto di non aver mai sentito una carica del genere e mi hanno mandato messaggi. Anche Inzaghi lo ha detto. cerco di sensibilizzarli. L’errore è stato prenderli quei giocatori. Non è facile ripartire, ristrutturare e rivedere altri giocatori. Mi auguro che a gennaio ci sia un sussulto di orgoglio perchè una grande parte di responsabilità ce l’hanno i procuratori che ancora oggi, se fanno tre partite buone, bussano alla porta. Pochissimi ci stanno dando una mano. Invitiamo gli agenti a darci una mano, a dire che questi ragazzi sono super atleti, abbiamo ottimi giocatori, solo che non stanno bene insieme, non stanno bene a Salerno. Bisogna cambiare, non dipende da m e altrimenti ne cambierei immediatamente una decina”.

ORE 11:25. “Il mister voleva parlarmi. Non sempre sono riunioni collegiali, Inzaghi voleva un colloquio solo con me, ieri è stato da me senza dietrologie. Abbiamo sorseggiato un caffè con calma e riflettuto sul modulo di gioco, sul perchè qualche giocatore non stesse performando. Voleva condividere l’atteggiamento anche da avere coi giocatori. Gli ho detto di operare le scelte facendo giocare chi vuole e chi ha voglia, chi vuole sudare la maglia senza pensare alle gerarchie, al nome del calciatore o al patrimonio che sta gestendo. Ho detto di essere libero, ha carta bianca con autorevolezza totale. La campagna di gennaio? Come ho sempre fatto, voglio rispondere a tutte le domande in modo franco. Dipende da quanti punti avremo, quanta voglia i giocatori avranno di venire a Salerno. Ad oggi non possiamo avere una visione chiara, non sappiamo chi andrà via e come. È evidente che la squadra soprattutto tra centrocampo e difesa, avendo record negativi, ha i maggiori problemi, stiamo pensando a come intervenire. Abbiamo già pensato agli identikit, poi vedremo mano mano come si potranno concretizzare gli interventi”.

ORE 11:20. Ancora sull’incontro mancato con gli ultras dopo Salernitnaa-Bologna: Avevo mio figlio che era impaurito e stavo lavorando per capire cosa fosse il meglio per una squadra di calcio che non è una cooperativa sociale. L’avrei fatto in altri modi, ora non lo farò mai più. Chi offende in questi modi non riceverà mai più nulla da me. Le offese non vanno bene. Gli haters che stanno a Salerno di cui non voglio parlare, a cui non voglio dare attenzioni, prometto che avranno le attenzioni dei miei avvocati per difendere il buon nome mio, della mia famiglia e della società”.

ORE 11:15. “Abbiamo bisogno di energia positiva e che tutti remino dalla stessa parte. Sono perplesso quando vedo notizie che disorientano. Leggo che ho parlato con direttori o giocatori, dovrei stare ogni giorno a smentirle. In un momento in cui c’è una parte della tifoseria a cui improvvisamente non piaccio, ma me ne farò una ragione, penso ci debba essere un atto di responsabilità a non scrivere storture”.

ORE 11:08. “Col Bologna abbiamo fatto un primo tempo molle, poi abbiamo spinto tanto dopo aver fatto due errori incredibili, senza quelli non so come sarebbe finita la gara. La mia analisi non è nefasta, abbiamo fatto 20′ importanti in cui abbiamo fatto 3-4 palle gol nitide. Quei minuti sono esistiti, da quella forza dobbiamo prendere spunto e giocare le prossime gare. Alla fine dalla gara c’è stata una contestazione, non eravamo abituati a essere contestati. Non voglio ricordare quanto fatto per questa squadra perchè l’ho fatto col cuore. Un gruppo di tifosi ha chiesto di parlare col club. Abbiamo inviato l’ad Milan, non una figura junior. Loro volevano parlare con me. Ero affranto, non sereno, provato. Mandare un amministratore delegato è una cosa importante, non mi sembrava aver mancato di rispetto a nessuno, non era mia intenzione. Anzi, ho sempre detto di essere innamorato folle della città, dei tifosi, di come vengono allo stadio e mi scuso, quando le cose vanno male, per la gente che va sotto l’acqua anche in trasferta e deve tornare a casa mortificata da brutte prestazioni. Non mi aspettavo però di ricevere ingiustamente con incredibile irriconoscenza degli striscioni altamente offensivi che giudico anche minacciosi perché una parte della tifoseria – che non rappresenta tutta la tifoseria – mi chiede un incontro e di metterci la faccia quando l’ho sempre messa, mi chiede rispetto, umiltà. C’è confusione e allucinazione di queste persone. Nessun presidente ha rispettato più di me questa città con l’impegno, le azioni, l’amore, sono sempre stato in punta di piedi senza chiedere nulla in cambio, non ho mai offeso nessuno, non sono mai stato carico di retropensieri. Non ho interessi reconditi nella città, non ho investimenti, non devo proteggere nessuna cosa, ho solo dato e non ho da rimproverarmi nulla. Non capisco perché io debba essere apostrofato con quelle offese, è quasi un messaggio a dire ‘attento perchè se non fai quello che diciamo e quando lo diciamo, noi reagiamo in questo modo’. Io non accetto compromessi e violenze, non sarò mai accondiscendente a questo modo di fare che ripudio fortemente. Se pensavano con quegli striscioni di provocare qualcosa a loro favore hanno sbagliato di gran lunga“.

ORE 11. Inizia l’incontro con la stampa del presidente Iervolino: “Ho il piacere di arrivare in diretta a tutti i tifosi e a tutte le famiglie che hanno a cuore le sorti della Salernitana. Mi dispiace tantissimo che in questo momento io e tutti i tifosi stiamo vivendo un momento di grande disagio con l’ultimo posto. Non è stata una squadra costruita per stare lì. Abbiamo tanti nazionali, giovani promettenti. Da quando sono a Salerno ho profuso grande impegno, importanti investimenti, ho cercato di essere spesso presente e ho sempre avuto a cuore le sorti dei calciatori. almeno tre volte al giorno, anche quando non sono presente, sono a telefono con i vari dirigenti per sapere cosa fanno i giocatori dal punto di vista lavorativo e delle loro famiglie. L’anno scorso abbiamo fatto un campionato importante, quest’anno siamo per la terza volta consecutiva in A e non ci meritiamo una squadra con gambe flaccide che non vuole sudare. Non è costruita male però, ne sono convinto. La colpa è certamente soprattutto mia perché alla fine è giusto che anche il presidente debba mettere la faccia: le scelte di manager, giocatori e investimenti sono mie ma abbiamo comprato giocatori importanti, da club prestigiosi, non li abbiamo certo pescati in Serie C. Non volevamo fare una squadra di soli giovani, abbiamo preso anche persone esperte e cercato di rinforzare la rosa in ogni reparto. Abbiamo sostituito pressoché due giocatori con altri che ritengo altrettanto forti, non mi sembra che la campagna acquisto possa aver generato questo disvalore ma penso che chi è rimasto ha deluso tanto. Dove si annidano i problemi? In un ambiente lacerato. Purtroppo non riusciamo a creare la giusta armonia, ci sono delle fazioni, tanti giocatori che non amano Salerno e non vogliono restare, che sono qui ma vorrebbero stare altrove e per me sono gli unici responsabili di questo momento. Abbiamo salari altissimi, sono stati pagati cartellini molto costosi e loro hanno disatteso tutti gli impegni. Dobbiamo lavorare con loro che devono prendersi le responsabilità, devono giocare a Salerno per la gioia di volerlo fare o per la paura perchè sportivamente parlando sarà la loro tomba. Avrò un pugno durissimo con molti di loro. Non c’è una ricetta preconfezionata, a gennaio andranno via i giocatori che non vogliono restare e d’ora in poi saremo molto più attenti a prendere esclusivamente elementi che abbiano voglia matta di amare questi colori e rendersi disponibili sempre. Abbiamo giocatori che se vengono sostituiti o non giocano si lagnano, tutti cercano alibi. Questo è il mio grande problema e la mia più grande responsabilità. Andiamo avanti con impegno, due anni fa ce l’abbiamo fatta e cercheremo di farcela anche quest’anno. Il valore della rosa è importante, potrebbe cogliere risultati anche nelle prossime partite: confido ancora in questa squadra”.

ORE 9. Danilo Iervolino incontrerà virtualmente la stampa alle 11 questa mattina, come annunciato due giorni fa. Programmata per oggi la conferenza stampa del presidente della Salernitana per commentare il difficile momento di classifica e ambientale che vive il sodalizio granata.

La conferenza si terrà su una piattaforma telematica a distanza e non in un luogo fisico e sarà trasmessa in diretta anche video a cura dei canali social della Salernitana. C’è attesa per le dichiarazioni del patron. Sarà possibile seguire su questa pagina il live video e contemporaneamente quello testuale della conferenza stampa.

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