Giovanni Pisano è una figura che a Salerno ha lasciato un segno profondo. Ex calciatore granata, legato alla piazza da un rapporto umano e professionale che va oltre il campo, non nascondendo mai il suo attaccamento ai colori della Salernitana.
Oggi responsabile del settore giovanile del Siracusa, ha commentato con grande lucidità e sincerità la vittoria per 3-1 degli aretusei contro la Salernitana, a cui ha assistito domenica al De Simone: “Mi dispiace dirlo, ma è stata una partita a senso unico. Al di là del risultato, ho visto una Salernitana che non ha lottato, una squadra spenta sotto certi aspetti. Bisogna capire che per vincere servono fame, impegno e la capacità di non mollare mai. Ieri tutto questo non l’ho visto e sono rimasto deluso dalla prestazione. Per quanto visto in campo, il risultato è stato giusto. In Serie C non puoi permetterti di abbassare la guardia. Ogni campo è difficile, ogni avversario dà il massimo, soprattutto contro una squadra come la Salernitana”.
L’ex granata chiarisce anche la situazione dell’ambiente aretuseo, spesso raccontata in modo distorto: “Il Siracusa, al di là dei problemi societari che non sono così gravi come vengono dipinti, ha vissuto soltanto una scadenza non rispettata il 16 dicembre. Per il resto la società funziona. È una squadra che sa di doversi salvare, conosce le proprie difficoltà, ma ha voglia di vincere. C’è un ambiente compatto e da lì nasce tutto”.
Pisano sottolinea il valore dell’organico granata, ma evidenzia una questione mentale. “La Salernitana, per qualità di uomini, la reputo una delle squadre più forti insieme a Benevento, Catania e Cosenza. Questa sosta le ha fatto male, ma secondo me il problema principale è l’atteggiamento, devono cambiare marcia sotto questo aspetto. Seguendo sempre la Salernitana, dico che il problema non riguarda solo gli attaccanti. Gli attaccanti vanno messi nelle condizioni di segnare. Se il centrocampo fatica, se non c’è ritmo, tutto si ripercuote. I centrocampisti del Siracusa sono stati più rapidi e hanno messo in difficoltà anche la fase difensiva granata. Ho visto una squadra strutturata, ma poco reattiva”.
Sulle ultime voci di un possibile esonero di Giuseppe Raffaele, l’ex attaccante difende l’allenatore, spostando l’attenzione sul campo: “Al di là del mister, per quello che ho visto io il problema principale sono i calciatori. In campo ci vanno loro. Presidente e direttore sportivo hanno le loro responsabilità, ma fino a un certo punto. Parliamo di giocatori abituati a certe sfide, a certe pressioni. Una prestazione così non me l’aspettavo, inoltre il passivo poteva essere anche più pesante. La società ha speso e fino a poche settimane fa era a un punto dalla vetta. Ora i calciatori devono fare quadrato e riprendere in mano la situazione”.
Grande emozione poi nelle parole di Pisano, che racconta il suo legame con la piazza granata: “Dal primo giorno a Salerno si è creato un feeling speciale. I tifosi della Salernitana sono unici, straordinari, il loro attaccamento è indescrivibile. Salerno per me è casa e i tifosi non meritano delusioni del genere. A volte il risultato dipende dagli episodi, ma ieri serviva buttare il cuore oltre l’ostacolo per la maglia e per la città e questo non l’ho visto. I calciatori devono capire dove giocano e per chi giocano, non c’è solo l’applauso, c’è anche il sudore”.
Infine, l’ex granata chiude con un elogio al percorso del Siracusa: “Marco Turati e suoi ragazzi stanno facendo un grandissimo lavoro. Della squadra che ha vinto la Serie D sono rimasti pochi elementi, l’assemblaggio non era semplice. Con le sue idee è riuscito a trovare la quadra. Oggi è una squadra che gioca bene, domina e se fosse partita meglio avrebbe potuto puntare ai playoff”.