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Le gare a luglio non sono una novità per i granata: tra gli anni ’30 e ’40, anche in A…

“Luglio, col bene che ti voglio”. Non è comune per il calcio professionistico affrontare gare ufficiali (e pesanti, da ora in poi, sotto il profilo dei punti decisivi) nel settimo mese dell’anno. Quando cioè, di solito, è il mercato a impazzare, insieme agli ultimi preparativi per i ritiri precampionato. Inizia luglio, la Salernitana affronta la Juve Stabia in casa. Ma non è la prima volta che, nella sua storia, il cavalluccio marino gioca un match ufficiale in questo caldo mese. Lo ha fatto altre sette volte prima d’ora.

Spulciando gli almanacchi, il primo caso risale esattamente a 88 anni fa. Il 3 luglio 1932, infatti, la Salernitana giocò tra le mura amiche di via Nizza, nell’odierno Vestuti, contro il Forlì: la gara finì 1-0 (rete di Silvio Brioschi) ed era l’ultima del girone finale del campionato di Prima Divisione. La squadra di casa, all’epoca in maglia biancoceleste, non riuscì a staccare il pass per la categoria superiore.

Dodici anni più tardi, nel mese di luglio vi fu addirittura l’inizio di una competizione. Oggi si è alle prese con la pandemia, nel 1944 invece con le macerie del secondo conflitto mondiale. Il 2 luglio la Salernitana fece visita alla Cavese per la prima partita della Coppa della Liberazione, torneo a carattere regionale che fu organizzato per un minimo di ripresa calcistica nel sud Italia. Il cavalluccio perse 4-1 (doppietta di Vergiani, Surra e Rizzo per i metelliani, di Vincenzo Margiotta il gol della bandiera), ma iniziò a ingranare pian piano: il 9 luglio pareggiò 3-3 in casa della Sangennarese, il 23 espugnò il campo della Puteolana (2-3). Tra agosto e dicembre la competizione si sviluppò e la Salernitana riuscì a vincerla. Un impegno a luglio anche nella stagione 1945/46, quando i granata batterono 6-1 in casa il Pescara nella semifinale del post-campionato Serie B-C: doppietta di Margiotta e gol di Colaneri, Iacovazzo, Valese e Volpe (di Tontodonati l’unica marcatura abruzzese). Quel successo diede la qualificazione alla finale, che la Salernitana avrebbe dovuto giocare contro la Pistoiese il 14 e il 21 luglio in gare di andata e ritorno. L’estate, il caldo, le difficoltà che nel 1946 erano comunque ancora ben evidenti dopo la guerra, indussero la società e i calciatori, di comune accordo, a scrivere alla Federcalcio per rinunciare alla finale eventuale ancor prima della disputa della vittoriosa semifinale.

Il mese di luglio ha accolto anche una partita dei granata in Serie A: il 4 luglio del lontano 1948, la Salernitana batté l’Inter tra le mura amiche nell’ultima giornata di un campionato che la vedeva, però, già retrocessa da una settimana. Finì 1-0, marcatore Renzo Merlin. Anche l’anno successivo, in B, il campionato durò fino a luglio. Il 3 per l’esattezza, quando all’ultimo atto i granata sconfissero il Verona 3-0 sempre nell’impianto casalingo (Ercole Castaldo, Michele Catalano e Francesco D’Agostino i realizzatori). Da lì in poi, gli organizzatori tesero a far terminare sempre i campionati entro il canonico 30 giugno.

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