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La salute parte dal sorriso: dal calcio una nuova cultura della prevenzione

 

Negli ultimi anni il mondo del calcio ha iniziato a guardare alla salute orale con un’attenzione che fino a poco tempo fa era riservata quasi esclusivamente alla componente fisica e muscolare degli atleti. È una tendenza che sta coinvolgendo club di diverse categorie e che si sta diffondendo anche a livello territoriale, coinvolgendo squadre e comunità lontane dai grandi centri.

Lo dimostra il fatto che diverse società hanno iniziato a integrare la prevenzione odontoiatrica nei programmi dedicati alla salute degli atleti. Controlli periodici, valutazioni dell’occlusione, gestione dei traumi e realizzazione di paradenti personalizzati stanno entrando con maggiore continuità nei percorsi di assistenza sanitaria delle squadre, accanto alle visite mediche e ai controlli muscolari.

Un esempio recente è quello del Torino, che ha reso pubblico un protocollo odontoiatrico rivolto alla prima squadra maschile, alla formazione femminile e al settore giovanile. L’iniziativa nasce dalla crescente attenzione verso il rapporto tra salute orale, benessere generale e continuità della prestazione sportiva.

In quell’occasione è stato citato anche un dato che ha suscitato interesse: gli atleti con problemi di salute orale avrebbero una probabilità di infortunarsi superiore rispetto a chi presenta una condizione odontoiatrica migliore. Al di là delle singole percentuali, il punto centrale è ormai condiviso da una parte rilevante della letteratura di odontostomatologia sportiva: infezioni, infiammazioni, traumi e disturbi occlusali possono incidere sul benessere dell’atleta e, in alcuni casi, interferire con allenamenti e competizioni.

La presenza del dentista nello staff o nella rete di specialisti che affianca una squadra non rappresenta quindi un elemento accessorio, ma una componente sempre più riconosciuta della prevenzione sportiva.

 

L’esempio della Salernitana

Anche a Salerno il tema non è estraneo al mondo granata. La Salernitana può infatti contare su un riferimento odontoiatrico dedicato ai calciatori, a conferma di quanto la salute orale trovi ormai spazio anche nei percorsi di assistenza rivolti agli atleti. L’attenzione alla prevenzione emerge anche da altre iniziative promosse nell’ambiente granata. Nel febbraio 2025 la Salernitana Women ha aderito al passaporto ematico, iniziativa di prevenzione ideata dalla Fondazione Fioravante Polito: le calciatrici del settore femminile si sottopongono periodicamente a esami del sangue per monitorare i principali parametri ematochimici, uno strumento diagnostico pensato per prevenire eventi avversi legati all’attività sportiva ed evitare diagnosi superficiali. A completare il quadro, la città ha visto nascere anche la Scuola Medica Salernitana Calcio, realtà promossa dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia, che unisce mondo sanitario e sportivo sotto lo stesso ideale di prevenzione.

Un insieme di iniziative diverse tra loro che raccontano però la stessa direzione: la salute del calciatore, in tutte le sue componenti, sta diventando parte integrante della preparazione atletica, non più un aspetto secondario.

Denti e sport: un legame più stretto di quanto sembri

Al di là delle partnership istituzionali, esiste un dato di fatto clinico che spiega perché il mondo del calcio guardi sempre più alla salute orale: lo sport è responsabile di circa il 30% di tutti i traumi dentali. Uno studio condotto su un campione di atleti dilettanti italiani ha rilevato una prevalenza di traumi ai denti del 13%, con gli incisivi superiori, i più esposti durante il gioco, come sede più colpita.

Il paradenti resta lo strumento di prevenzione più efficace: secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, il suo utilizzo riduce il rischio di traumi dentali del 90% negli sport di contatto, mentre uno studio del Journal of the American Dental Association stima che chi non lo indossa corra un rischio di trauma fino a 60 volte superiore. Eppure, la consapevolezza non sempre si traduce in comportamento: ricerche di settore mostrano che, pur conoscendo lo strumento, non tutti gli atleti lo usano regolarmente in allenamento, e solo una minoranza si affida a un paradenti personalizzato realizzato dal proprio dentista, preferendo modelli generici da negozio sportivo.

Un discorso legato, ma distinto, riguarda l’occlusione dentale. Alcuni studi di gnatologia hanno osservato una correlazione tra l’assetto occlusale e l’equilibrio posturale, stimata fino al 60-70%, con possibili riflessi su forza e coordinazione muscolare. È un ambito di ricerca reale, ma va trattato con cautela: come sottolineano centri di implantologia specializzati, non esistono ancora evidenze scientifiche solide di un miglioramento diretto della performance sportiva legato a un intervento occlusale o implantare: molto dipende dal caso individuale, ed è un errore presentarlo come una scorciatoia per il rendimento in campo.

Quello che è invece consolidato è il percorso clinico che segue un trauma grave: quando un dente viene perso in modo irrecuperabile, l’implantologia diventa spesso la soluzione per ripristinare non solo l’estetica del sorriso, ma anche una corretta masticazione.

Tra le domande più frequenti di chi affronta questo tipo di intervento c’è anche quella relativa alla durata degli impianti e alle corrette modalità di manutenzione. Si tratta di un tema approfondito da numerosi professionisti del settore, che spiegano quali fattori possano influenzare la longevità di un impianto e perché i controlli periodici rimangano fondamentali anche dopo il trattamento.

Anche in questo caso, però, la relazione tra sport e impianti dentali è a doppio senso: chi pratica sport di contatto dopo aver ricevuto un impianto deve adottare precauzioni, dal paradenti su misura ai controlli periodici, perché urti diretti al volto possono danneggiare o dislocare l’impianto stesso, esattamente come farebbero con un dente naturale.

Una cultura ancora da consolidare

Nonostante i passi avanti, la letteratura scientifica sportiva segnala che la salute orale degli atleti resta, in molte discipline, un’area di miglioramento. Le partnership come quelle di Inter e Torino, insieme come le iniziative locali della Salernitana, vanno lette in questo senso: non come episodi isolati, ma come tasselli di un cambiamento culturale ancora in corso, che riguarda tanto i grandi club quanto gli studi dentistici sul territorio chiamati a gestire in prima persona traumi, controlli e, quando necessario, interventi di implantologia legati alla pratica sportiva.

 

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