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Ingenuità o emozione: Nicolussi Caviglia sbaglia di fronte alla sua (ex) squadra

C’è la Juventus che ti ha accolto da bambino, ti ha fatto crescere ed esordire in Serie A. Poi l’arrivo in Campania nel mercato invernale dopo le esperienze in prestito a Perugia, Parma e Sudtirol. Per Hans Nicolussi Caviglia, Salernitana-Juventus non può essere un partita come tutte le altre ma incappa in quelle da dimenticare.

Prestazione congelata

Prima regala ai bianconeri il rigore del vantaggio con un intervento troppo azzardato e poco lucido, poi avvia l’azione del 3-0 con uno sciagurato e sanguinoso passaggio in orizzontale. Per il classe 2000 è la prima volta contro i bianconeri nonostante un impatto positivo con la maglia granata condito dalla rete a Bergamo nella disfatta contro l’Atalanta. Ingenuità, emozione o semplicemente la classica serata nella classica partita no, certo è che la “silenziosità” vista nelle scorse gare del golden boy bianconero, ieri è apparsa tutt’altro che calma e tranquilla. Plateale il rimbrotto a se stesso e alla serata in occasione del terzo gol ospite così come l’attesa per vedere se Rapuano fosse richiamato dall’alto per evitare il penalty. E invece niente di fatto, troppa foga nel voler far bene gli costa la più classica delle insufficienze. Ci sarà sicuramente da lavorare e da riflettere perchè la qualità c’è come gli ampi margini di crescita e contro il Verona servirà la condizione e la lucidità migliore. Ci hanno pensato, comunque, prima Allegri «tecnicamente è molto bravo e ha carattere, viene da un lungo infortunio, ma è un ragazzo testardo che è riuscito a tornare in Serie A», poi Nicola «i giovani vanno fatti giocare e Nicolussi Caviglia stava facendo bene», nel post match, a rincuorare ed elogiare il centrocampista di Aosta.

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