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Gyabuaa non basta: martedì Carriero e De Boer di nuovo dall’inizio

La sconfitta contro il Cerignola lascia molto più di zero punti: lascia dubbi, segnali e soprattutto la fotografia di un centrocampo che oggi vive di certezze ridotte al minimo. In una gara che poteva rappresentare uno snodo importante nella corsa ai vertici, la Salernitana è uscita battuta 1-0 tra episodi sfavorevoli e la sensazione di non aver mai imposto davvero il proprio ritmo. I granata hanno colpito due legni – ma il secondo in offside – con Lescano e si sono visti annullare il possibile pareggio di Gyabuaa, ma la prestazione complessiva ha confermato un momento complicato nella zona nevralgica del campo.

Il dato più evidente è uno: al momento Emmanuel Gyabuaa resta l’unica vera certezza. Anche nelle serate difficili è tra i pochi a garantire corsa, presenza tra le linee e continuità. Non a caso era stato proprio lui a trovare la giocata che avrebbe riaperto la partita prima dell’annullamento; prima ancora Lescano aveva centrato la traversa su suo suggerimento. In un reparto dove continuità e identità stanno mancando, il suo dinamismo resta il punto da cui ripartire.

Attorno a lui, però, le situazioni sono più instabili. Giuseppe Carriero, quando chiamato in causa, ha dato segnali importanti di ordine e gestione, risultando tra i più lucidi nella costruzione. La sua presenza limitata nelle scelte tecniche lascia perplessità, soprattutto in una fase in cui la squadra fatica a dare qualità al primo possesso e a uscire pulita dalla pressione avversaria. Diverso il discorso per Mattia Tascone. Per lunghi tratti del girone di andata era stato determinante per inserimenti, fisicità e peso offensivo come dimostrato anche dal gol segnato proprio al Cerignola nella gara d’andata. Oggi però appare la versione sbiadita di quel giocatore: meno incisivo nei duelli, meno continuo nelle due fasi e spesso in ritardo nelle letture. Kees De Boer, invece, vive una fase altalenante. La qualità tecnica resta evidente, ma nelle ultime uscite è mancata la pulizia nelle giocate che dovrebbe essere il suo marchio, con errori di gestione che pesano soprattutto nei momenti di pressione.

Il problema vero, più che nei singoli, sembra essere nella struttura del reparto. La Salernitana ha dimostrato in stagione di poter essere dominante basti pensare alla fase iniziale, quando la squadra era partita forte in campionato ma oggi manca continuità nelle prestazioni collettive. E il centrocampo, per caratteristiche e responsabilità tattica, è il primo reparto chiamato a dare equilibrio. La sensazione è che serva uno scatto mentale prima ancora che tecnico. Perché le qualità ci sono, i profili pure. Ma in questo momento la Salernitana ha bisogno di ritrovare identità, gerarchie e fiducia nel proprio cuore di gioco. Con Capomaggio pronto a tornare nei tre di difesa, Gyabuaa resta il punto di partenza, ma la crescita del reparto passerà inevitabilmente dalla capacità degli altri interpreti di ritrovare la propria versione migliore. Per la gara col Casarano Raffaele dovrà decidere le mezzali che affiancheranno l’ex Avellino. Carriero, che aveva fatto bene con Sorrento e Giugliano, potrebbe soffiare il posto a Tascone che, dal post influenza, pare ancora non essere al meglio. Anche De Boer potrebbe riavere una chance.

 

 

A cura di Alessio D’Aniello

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