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Galderisi suona la carica: “Tutti insieme per la salvezza. Milan favorito, ma…”

Juve prima e Milan poi. Dopo il ko di tre giorni fa contro i bianconeri, domani la Salernitana proverà a strappare punti a San Siro contro la seconda in classifica. Giuseppe Galderisi, salernitano di nascita, ha indossato la maglia rossonera quando di professione faceva l’attaccante.

Nanu, passato rossonero e bianconero

“Non è detto che la Salernitana debba per forza giocare rintanata nella sua area contro le big. Ci vuole un po’ di coraggio, con equilibrio, solidità ed aiuto reciproco, la squadra non ha nulla da perdere e deve provarci fino in fondo. Il Milan è ben organizzato e ha giocatori fuori, ovviamente con alternative importanti ai titolari. I rossoneri sono forti soprattutto sugli esterni, ma avranno l’assillo del risultato, non come i granata – dichiara ai nostri microfoni l’allenatore -. La Salernitana dovrà essere attenta a chiudere gli spazi e a ripartire. Il Milan è favorito, ma nel calcio poi tutto può succedere”. Galderisi ha giocato in rossonero nella stagione 1986/87, vincendo un Mondiale per Club: “Sono arrivato al Milan nel primo anno di presidenza Berlusconi. È stato bellissimo indossare quella maglia e giocare con grandi campioni, il Milan poi è diventato sempre piu forte ed è arrivato in capo al modo. Sono andato via perché la Lazio mi voleva a tutti i costi, potevo anche tornare, ma non è successo”.

Galderisi ha vestito in carriera anche la maglia della Juventus (dal 1977 al 1983): “Martedì era certamente una partita difficilissima, la Salernitana ha sofferto il palleggio. Tolta la prodezza di Dybala per i bianconeri è stata una partita ostica, come lo è stata prima per il Napoli e per l’Atalanta. Era la partita che tutti si aspettavano, la Salernitana si difendeva e provava a ripartire. Ad inizio ripresa è stata pericolosa, se il tiro di Ranieri fosse entrato la partita sarebbe cambiata. È un ko che ci sta, ma il campionato va e in ogni partita sono punti che se ne vanno”.

Cambio in panchina

Nanu ha allenato anche la Salernitana, una sfortunata esperienza durata appena tre partite nella stagione 2012/13. Questo il suo commento sul cambio in panchina operato quest’anno: “Chi allena sa bene che queste cose possono succedere. Castori è un grande allenatore, preparato ed una brava persona, a Salerno rimarrà nella storia. Ho allenato tante squadre e sono rimasto poco proprio in quella che tenevo ad allenare di più. In questi casi non serve farsene una colpa o trovare colpevoli, ma solo trovare nuove motivazioni. Castori deve essere orgoglioso, i salernitani lo ameranno per sempre. Quando scegli di cambiare guida tecnica speri in una sterzata. Le difficoltà ci sono, per Colantuono è una bella sfida e dovrà essere bravo a non farsi travolgere dalle difficoltà che sono all’ordine del giorno”.

La ricetta per salvarsi

L’ex tecnico, tra le altre, di Benevento e Avellino conclude, facendo un quadro generale sulla Salernitana e provando ad indicare la via giusta verso l’impresa salvezza: “Serve un pizzico di convinzione in più. Gli infortuni capitano per tutte le squadre durante la stagione, i granata potevano avere qualche punto in più. Ora però bisogna trovare equilibrio e forza mentale. La Salernitana poi dovrebbe cercare di subire meno gol e farne di più. La squadra ha spesso occasioni, davanti c’è grande qualità. Ribéry è fuori categoria, mi piace molto Djuric, Bonazzoli ha colpi incredibili. C’è un parco attaccanti ben assortito, con differenti caratteristiche nei singoli. Belec l’ho allenato all’Olhanense, è un grande professionista e un grande uomo. A centrocampo mi piace Lassana Coulibaly, gli esterni hanno molta gamba. A gennaio si può provare a fare qualcosa.

I calciatori devono crederci fino alla fine. La situazione societaria non è semplice, ma, da ex calciatore e da allenatore, in questi momenti cercherei di tirare fuori il meglio per i tifosi che sanno dare ai giocatori quella marcia in più. Bisogna prendersi le responsabilità e trovare le giuste motivazioni per far felice una città intera. A Salerno non conta la categoria, la Salernitana è maglia, cuore e passione pura e vera. Ho visto lo stadio pieno fin da bambino e in qualsiasi categoria. Le difficoltà ci sono, ma insieme si possono superare. Il campionato è duro per tutte le squadre, la classifica è corta e le altre non fanno molti punti. Non serve guardarsi troppo intorno, ma solo pensare a se stessi. Basta qualche buon risultato per salire. Non vedo la Salernitana inferiore alle concorrenti. Certamente la Serie A è diversa, ci sono squadre più abituate a giocarla, ma le difficoltà sono fisiologiche”.

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