Cavese-Salernitana torna al Simonetta Lamberti dopo ben diciannove anni. La lunga assenza consegna alla sfida un fascino ancora maggiore, portando dietro di sé un grande carico di ricordi, attese, storie e sfide. Il contesto sarà diverso, complici le restrizioni relative ai divieti di trasferta che in questa stagione hanno tolto ai tifosi granata e non solo, la possibilità di vivere dal vivo trasferte sentitissime, privando le squadre della carica dei propri supporters. Carica di cui, invece, si ricorda sicuramente Emanuele Ferraro, bomber granata di quella stagione con 15 centri, nonché autore dell’ultimo gol di quel match che terminò 1-1 il 13 Maggio 2007. Ferraro ha indossato la casacca dell’ippocampo, in C, dal 2005 al 2008, conquistando una promozione in cadetteria; tornò poi, in B, nell’annata 2009/10.
Attraverso il suo racconto, abbiamo rivissuto le emozioni di quel giorno: “Credo sia impossibile non ricordarsi di quel derby, è una di quelle partite ultra-sentite dai salernitani, è una partita direi “viscerale”. Prima dell’incontro ricordo che al campo d’allenamento vennero più di 1500 persone per incitarci, sarebbe impossibile dire che sia una partita come tutte le altre. Il mio gol fu su punizione, ci misi tanta rabbia, tanto sentimento e riuscimmo a pareggiare, contro una Cavese che in quel momento era più forte e preparata di noi. Determinate emozioni sono difficili da spiegare, si devono vivere. Quell’anno feci 15 gol e fu per me una stagione importantissima. La maglia granata te la devi cucire addosso per fare qualcosa di importante”.
L’ex attaccante di Ancona, Taranto e Paganese, fra le altre, ha inoltre parlato dei valori in campo, completamente diversi rispetto a diciannove anni fa e ripone le sue speranze nel successo granata: “Da allenatore (allena l’Athletic Club Palermo, formazione che milita nel girone I di Serie D) posso dire che il calcio sia cambiato tantissimo, attualmente la Salernitana inoltre è una squadra da vertice, rispetto a quell’incontro i ruoli sono invertiti. La Salernitana con i calciatori che ha è, almeno sulla carta, superiore, ma non sarà una partita semplice. Quella di Cava sarà una gara a sé. Ovviamente mi auguro vivamente che la Salernitana ottenga i 3 punti. Non mi sento un semplice ex, sono un tifosissimo della Salernitana, spero davvero nella vittoria”.
Non sono mancati gli elogi di Ferraro sui nuovi acquisti, esprimendo anche il suo pensiero in merito alla piazza e ai tifosi: “Lescano per la categoria è una garanzia, un calciatore su cui contare davvero in area di rigore. La Salernitana non poteva fare scelta più giusta, ovviamente bisognerà imporre il gioco in sua funzione. Mi è piaciuto tanto anche Molina guardando lo scorso match contro il Casarano. La società ha fatto delle mosse importanti prendendo tanti ottimi giocatori, ora la palla passa ad allenatore e squadra per cercare di fare un grande finale di campionato. Il Benevento sta facendo sicuramente una stagione assurda, ma bisogna assolutamente dare tutto, perché da qui alla fine ci sono ancora tante partite da giocare. Chi arriva a Salerno sa benissimo che non può venire solo per partecipare, i giocatori devono essere un po’ più responsabili e cercare di fare ancora di più. Non si può approdare alla Salernitana senza avere l’ambizione di ottenere il massimo. La città merita palcoscenici diversi, è un ambiente che ha sempre dimostrato ciò. Non me ne voglia nessuno, io ho girato parecchi campi, ma non ho mai trovato un tifo come quello della Salernitana. C’è bisogno che tutto l’ambiente remi in un’unica direzione” .
Tornando per un momento al passato, Ferraro ha condiviso le sue sensazioni sulle stagioni in granata, in particolar modo sul suo primo anno che culminò per la Salernitana con la bruciante sconfitta in semifinale playoff col Genoa: “La fase più emozionante, personalmente, credo sia rappresentata dalla mia prima stagione a Salerno. In quella stagione ho subito capito in che piazza mi trovassi. Durante la scalata che ci ha portato ai play-off quell’anno ho avvertito davvero la magia, il calore e l’affetto che i salernitani sanno dare. Per la semifinale contro il Genoa cresceva il fermento giorno dopo giorno e la città brulicava sempre di più per l’entusiasmo. L’emozione che ho provato dopo aver realizzato i due gol all’andata non la dimenticherò mai”.