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Difesa a tre e attacco a tre: Di Bari non stravolgerà tatticamente la Salernitana

Ormai i dubbi si sono dissolti: Vito Di Bari sarà il nuovo tecnico della Salernitana. Ma chi è Vito Di Bari? Ex roccioso difensore che conta più di 300 presenze tra i professionisti, calcando i campi di piazze importanti come quelli di Reggio Calabria, Frosinone, Cosenza, Taranto, Cremona, Catanzaro, Venezia ed Hellas Verona, il tecnico classe ’83 originario di Trani ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2021, dopo l’esperienza al Molfetta.

Praticamente subito inizia la carriera in panchina, diventando, nel luglio del 2021, allenatore della Primavera della Fidelis Andria fino al gennaio 2022, subentrando a Ciro Ginestra come allenatore della prima squadra in coppia con Nicola Di Leo: la stagione culmina con la salvezza ottenuta ai play-out nel doppio scontro con la Paganese. Dopo tale esperienza, Di Bari diventa allenatore dell’Under 17 del Bari, ma ad aprile viene integrato nello staff della prima squadra, affidata a Federico Giampaolo dopo l’esonero di Beppe Iachini. Resta nello staff di Giampaolo anche l’anno successivo, diventando vice allenatore della Primavera dei galletti.

La sua grande occasione arriva con la chiamata del Casarano nel dicembre 2024: gli viene assegnato il compito di risollevare i rossoblu da una situazione di classifica al di sotto delle aspettative del presidente Filograna. Di Bari sorprende tutti e riesce ad imporsi nel girone H di Serie D, macinando punti e distaccando la Nocerina, al secondo posto in classifica. Il calcio del Casarano, guidato dal trainer tranese, si rivela entusiasmante e si riconfermerà nella stagione successiva 2025/26 in Serie C, col Casarano capace di arrivare ottavo e di superare tre turni di play-off, prima di cadere contro il Brescia ai quarti di finale. Nella stagione corrente, la favola tra Di Bari e il Casarano ha raggiunto il suo epilogo qualche settimana fa, al termine di una sconfitta subita contro la Cavese per 5-2, proprio dopo il pareggio in casa con la Salernitana per 0-0.

Nonostante ciò, Faggiano ha scelto lui per il post-Cosmi: il suo 3-4-3, adattabile anche a 3-4-2-1, tramite cui il Casarano tra Serie D e C ha espresso un calcio sorprendente e veloce, può essere un modulo estremamente congeniale alla rosa granata. Di Bari punta ad avere una solida organizzazione in fase difensiva, prediligendo la costruzione dal basso per allargare il gioco sugli esterni di centrocampo, chiamati ad un grande lavoro di spinta per pressare e tenere occupati i laterali avversari, in modo da creare le situazioni di uno contro uno con il tridente, formato a sua volta da un centravanti forte fisicamente e due esterni tecnici e veloci, capaci di creare pericoli sia puntando verso il fondo, che accentrandosi. In fase di non possesso, gli esterni si abbassano e creano la situazione opposta, concedendo ai tre di difesa meno difficoltà nello gestire le scorribande avversarie.

Sarebbe quindi facile immaginare una formazione con Galeotti in porta, Pieraccini, Celiento e Anastasio (o Capuano) in difesa, sulle fasce Llano e Villa con Tascone e Vitale a centrocampo e un tridente formato da uno tra Lescano e La Gumina come punta centrale, accompagnato da Achik e Djamanca (appena entrambi saranno nuovamente integri e disponibili). C’è da dire che quest’anno il tecnico ha più volte provato la difesa a quattro e nulla vieta di pensare che potrebbe schierare anche un 4-3-3, con un terzo centrocampista che potrebbe essere Vitale e Llano abbassato a fare il terzino destro e uno tra Anastasio e Villa sull’out mancino.

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