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Del Grosso a R.Alfa: “Silenzio della società fa male. Salerno ha bisogno di sapere quali sono gli obiettivi”

Oltre cento presenze ufficiali con la maglia della Salernitana, e un presente da allenatore. Parliamo di Alessandro Del Grosso intervenuto durante lo “Speciale Ritiro” sulle frequenze di Radio Alfa Lab. Uno di quelli che ha il granata nelle vene, anche perchè la chiusura del suo intervento fa capire tanto del suo amore per questi colori: “Per la Salernitana farei anche 300 chilometri a piedi”.

Spazio all’attualità e ad una Salernitana che ormai non riesce ad emozionare più la piazza: “Si deve ripartire dall’amore per la Salernitana. L’allontanamento dalla squadra da parte dei tifosi è evidente ma è un grido d’amore ve lo posso assicurare. E’ come quando un figlio si allontana da casa, perché sa che a casa non si stanno comportando bene. Io fossi nella proprietà cercherei un colloquio con la piazza, ma ad ora vedo solo un nascondersi. Il silenzio fa male; Salerno vuole sapere di che morte morire o quantomeno dove poter andare a lottare. La posizione dei tifosi è giusta. Non si sa quali sono gli obiettivi; i se e i ma se li porta via il vento. A Salerno si deve puntare per vincere. Poi se non ci riesci è un altro paio di maniche, ma bisogna almeno provarci. La piazza lo merita”.

Nel frattempo in quel di Sarnano è iniziata la stagione 2020/2021. Un ritiro iniziato con tanti punti interrogativi: “Le tante domande tecniche bisognerebbe farle al mister. Da tifoso dico che ad ora non si capisce nulla. Cosa facciamo? Dove andiamo? A Salerno si devono dare degli obiettivi. Io se fossi un calciatore di questa Salernitana mi prenderei la fascia da capitano, a costo di litigare con la squadra, e andrei dalla piazza dicendo: ci penso io. Manca coraggio. Mi piace sempre avere una squadra scarsa tecnicamente, ma consapevole e soprattutto con gli attributi. Ogni anno si deve ripartire da zero o quasi con la rosa; non c’è mai continuità”.

Chiosa dedicata al gol messo a segno dallo stesso Del Grosso in un Palermo-Salernitana del 2002. Una rete pesante che consentì ai ragazzi di Zeman di pareggiare il momentaneo vantaggio rosanero griffato da Guidoni: “Tutti mi chiedono del gol al Milan, ma anche questo fu bello (ride, ndr). Fu una rete emozionante anche perché eravamo tutti reduci da un periodo non brillante”.

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