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Cosmi e il rimpianto playoff: “Questa ferita resterà per sempre”

Dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Union Brescia, che ha chiuso il cammino della Salernitana nei playoff per la B, il tecnico granata Serse Cosmi ha analizzato la gara ai microfoni di LiraTV, partendo della delusione per un sogno interrotto a un passo dalla finale, sottolineando però il percorso compiuto dalla squadra negli ultimi mesi: “Era una partita da dentro o fuori e chi perdeva vedeva interrompersi un sogno. Però, con molta calma e lucidità, non me la sento di rimproverare troppo ai ragazzi. In questi mesi hanno dato tantissimo, migliorando partita dopo partita, pur commettendo qualche errore. Dopo la gara col Benevento abbiamo perso soltanto oggi e, col passare del tempo, dentro di me sentivo sempre di più il peso di quel gol subito sull’1-1 all’Arechi. Sapevo che quella rete avrebbe avuto un valore importante”.

L’allenatore granata ha poi voluto ringraziare tutto il gruppo di lavoro, soffermandosi soprattutto sul legame creato con la piazza salernitana: “Mi sento di ringraziare tutti, dai calciatori allo staff. Ho trovato persone vere. Il dispiacere più grande è non essere riuscito a regalare qualcosa a cui tenevo tantissimo. Per me contava il dieci per cento, il novanta era per la gente. Per i tifosi provo un dolore enorme e sarà una ferita che porterò sempre dentro. C’era tanta gente che sperava davvero di arrivare fino in fondo”.

Sulla partita, Cosmi ha individuato nell’avvio sbagliato e negli errori difensivi i momenti chiave della semifinale: “Fare quattro errori nella stessa azione dopo cinquanta secondi credo sia un record. Con l’infortunio di Donnarumma abbiamo anche sprecato uno slot, anche se Brancolini è entrato benissimo. Prima della partita avevo chiesto ai difensori di evitare certe incertezze e invece proprio da lì è nato il gol”.

Nonostante il risultato, però, il tecnico ha difeso la prestazione dei suoi: “Durante la partita ho visto una Salernitana giocare meglio del Brescia e mi sento di dire che abbiamo disputato un’ottima gara. Purtroppo ci è mancata cattiveria negli ultimi sedici metri. Nel secondo tempo speravo davvero di poterla pareggiare. Tutto quello che potevamo mettere in campo lo abbiamo dato, ma dovevamo sfruttare meglio certe situazioni. Alla fine la partita l’abbiamo fatta noi, mentre loro si difendevano aspettando il fischio finale”.

Cosmi ha poi commentato anche gli episodi arbitrali delle due semifinali, senza però voler puntare il dito contro la direzione di gara: “Qualche errore nelle due partite c’è stato, ma alla fine di questi tre mesi non me la sento di colpevolizzare gli arbitri”.

Inevitabile anche una riflessione sul futuro personale. L’allenatore non ha nascosto il desiderio di poter continuare la propria esperienza a Salerno: “Dal punto di vista umano mi piacerebbe chiudere la mia carriera qui, per tutto quello che ho vissuto in questi mesi. Sarebbe motivo di orgoglio e onore, ma sono decisioni che spettano alla società e quindi adesso è inutile parlarne. So bene cosa volevano i tifosi. All’inizio ci sostenevano con equilibrio, poi hanno iniziato a crederci sempre di più. Oggi vedere quella parte di curva vuota mi ha fatto male. Salerno ha una potenzialità incredibile, in casa e fuori. Li ringrazio per il rispetto e l’affetto che mi hanno dimostrato. Li porterò sempre nel cuore, perché sono persone vere. Dall’ultima partita che abbiamo perso è nata mia nipote e dentro di me ero convinto che ci stesse guidando, avevo il sogno di arrivare in finale e portarla sotto la curva. Chissà, magari un giorno tornerà qui da più grande”.

L’allenatore ha proseguito così in conferenza stampa: “Il primo gol è stato una sentenza. Prima della gara avevo chiesto di rinviare i palloni sospesi, ma ci siamo fatti gol da soli. Siamo riusciti in un’azione a portare la palla al loro giocatore, a fratturare il nostro portiere ed a subire il gol. Questo in una semifinale playoff non doveva capitare. La rete ha condizionato la gara, il primo tempo del Brescia è stato molto enfatizzato ed io oggi elogio il nostro. Noi abbiamo giocato meglio del Brescia che viveva su quel vantaggio. Dopo quell’inizio, la squadra aveva preso campo ed arrivava nella trequarti, ma non siamo stati incisivi come avremmo voluto essere. Tanti palloni sono stati messi male dentro, non siamo stati cattivi come dovevamo essere. Io ho visto la Salernitana fare la partita fino al 70′, il Brescia ha giocato nella propria metà campo per scelta logica. Più passavano i minuti e più avevo bisogno di trovare soluzioni. Non essendo stati messi tanti palloni in area, la scelta di mettere più attaccanti non mi ha ripagato”.

Il tecnico ha poi risposto ad una domanda sul centrocampo e sulla rete di Crespi a Salerno: “De Boer ha fatto una grande partita, lui e Tascone hanno fatto vedere le loro qualità. Il problema di oggi stato il gol di Crespi a Salerno al 91′. Io ho bluffato dicendo che avremmo iniziato alla pari, ma quando subisci quel gol prendi un contraccolpo enorme. Abbiamo avuto due giorni per allenarci ed era difficile riprenderci. Abbiamo preso un gol al 91′ ed uno dopo pochi secondi, quello ci ha fatto male. De Boer in questo finale di campionato è stato uno dei migliori in assoluto. I loro mediani non ci hanno messo in difficoltà come a Salerno. Con Ferraris, quando arrivavamo, sulla trequarti non eravamo cattivi. A Salerno ho dato merito al Brescia, ma oggi la Salernitana ha fatto una grande partita”.

Il tecnico ha sottolineato le poche occasioni dell’ippocampo: “Io chiedevo ai ragazzi di andare in profondità. Tante squadre giocano in questo modo perché gli avversari sono bravi a chiudere la manovra. Ferrari e Lescano sono bei saltatori, diventa naturale chiedere quel tipo di palloni. La squadra non conquistava mai le seconde palle. Oggi il più pericoloso è stato Brancolini”.

Cosmi si è soffermato su alcune scelte sul reparto offensivo: “Ho deciso di schierare dall’inizio Ferrari ed Inglese. Nel secondo tempo mi serviva uno fresco come Molina che sa attaccare la profondità ed è forte di testa. Gli allenatori hanno speranze, ma dopo i calciatori interpretano. Quando metti un giocatore che deve attaccare la profondità, ma non lo fa, sembra che il giocatore non giochi bene. Molina non è stato messo in condizione di giocare in quel modo, così come Achik. Bisogna rendere onore a chi ha vinto, sennò stiamo sempre a parlare dei nostri errori. La squadra ha giocato due ottime partite, per me non sono stati superiori a noi dal punto di vista qualitativo, ma sicuramente dal punto di vista fisico. Abbiamo giocato ogni tre giorni, il Brescia solo un tempo a Casarano. Oggi ha gestito tutta la partita, noi abbiamo avuto due partite contro la Casertana e con il Ravenna con molta intensità“.

Riguardo il suo futuro: “Non so se resterò alla Salernitana, non conosco le scelte della società. Non mi sembra corretto parlare ora. Io sono a disposizione per qualsiasi decisione, mi è capitato di salvare le squadre e di non essere confermato, sono abituato a tutto e non ho alcun tipo di problema. Sto forse troppo bene a Salerno. Gli allenatori quando non allenano sembra che rifiutino cinquanta chiamate, ma oggi non è così. Ho fatto l’opinionista ed altre cose perché non so stare fermo. Quando ho preso il treno per andare a Salerno, ho capito che non era cambiato nulla. Quando hai la mia età può essere dura, ma Salerno è una piazza speciale. Per passione e partecipazione, è come se avessi allenato fino al giorno prima. Penso di continuare ad allenare”.

Non mancano le polemiche per alcuni episodi dell’andata: “Due sono clamorosi. Il primo è quello del gol annullato per fallo di mano, talmente evidente che devi ammonire il giocatore: non era involontario, l’ha toccata volontariamente, era ammonito e doveva essere ammonito di nuovo. Sono stati molto attenti ad ammonirmi a Ravenna. Per me il fallo di Silvestri su Longobardi era da giallo, non da rosso, ma era fallo”.

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