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Concorso in corruzione: Iervolino condannato a quattro anni di carcere

Fulmine a ciel sereno per Danilo Iervolino. L’ANSA rilancia la notizia che “il gup di Napoli Enrico Campoli ha condannato per corruzione l’imprenditore Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana e già patron dell’università Pegaso, al termine del processo in abbreviato sulla corruzione di alti dirigenti del Ministero del Lavoro – si legge proprio nella nota dell’agenzia -. A Iervolino sono stati inflitti quattro anni di reclusione (così come chiesto dal pm Henry John Woodcock al termine della sua requisitoria lo scorso 16 settembre) nonché il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per quattro anni. Cinque anni, invece, per Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per cinque anni; due anni e otto mesi Mario Rosario Miele, collaboratore di Iervolino”. Fatti, chiariamo, che non riguardano l’US Salernitana.

La vicenda è venuta fuori nell’ottobre del 2023 per fatti risalenti al 2019 che riguardano l’assunzione in Unipegaso, all’epoca di proprietà del patron della Salernitana, di Antonio Rossi, figlio del segretario generale del ministero del Lavoro Concetta Ferrari. Il docente avrebbe lavorato lì per circa tre anni, percependo circa 68.000 euro, somma sequestrata dalla GdF. L’assunzione è coincisa nel periodo in cui Cavallaro chiese e ottenne il parere favorevole, alla divisione del patronato Encal-Inpal in Encal-Cisal e Inpal conservandone però i vantaggi economici e patrimoniali. Una scissione dei due patronati che avrebbe consentito ad entrambi di ricevere sovvenzioni pubbliche. Nel fascicolo si elencano numerosi favori elargiti da Cavallaro, da solo o attraverso i suoi agganci in Unipegaso, per raggiungere i propri desiderata.

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