La sorpresa della Salernitana dopo la vittoria per 3-0 contro il Casarano è sicuramente Juan Ignacio Molina. L’argentino ha siglato la rete dell’1-0 ed è stato uno dei migliori in campo nel successo contro i pugliesi. Chi conosce molto bene l’ex Siracusa è Mirko Colpo. L’ex tecnico del Mori Santo Stefano ha allenato Molina nella stagione 2022-2023 vincendo grazie alle reti dell’attaccante il campionato di Eccellenza e durante i primi 6 mesi del campionato successivo in Serie D: “Juan già sapeva l’italiano perché era stato per qualche anno in Sardegna, ma non l’avevano confermato. Parliamo di un ragazzo educato che ha voglia di crescere. L’argentino ha tutti i presupposti per entrare velocemente in un gruppo, si è fatto voler subito bene dall’ambiente. Per quell’anno e mezzo in cui è stato con noi è stato apprezzato da tutti. Molina non molla mai, uno così in campo ti porta sempre a dare qualcosa di più. Per fare la guerra, lui è il primo che chiamo”.
Le reti dell’argentino sono state decisive per la vittoria del campionato e per il salto in quarta serie che ha aperto le porte del professionismo a Molina: “Io con Ignacio ho vinto il campionato di Eccellenza, poi in Serie D è stato chiamato alla Vis Pesaro. Anche durante la sua esperienza a Ferrara si è fatto voler bene da tutti. Adesso è a Salerno, un’altra piazza importante e lui è uno che grazie ai tifosi riesce ad avere una spinta in più. Se c’è una squadra che deve lottare, lui è pronto per dare una mano. In certi ambienti dove è motivato riesce a dare veramente tanto. Se non sarà chiamato in causa, si allenerà il doppio per dare il suo contributo: ci metto la mano sul fuoco. La prima partita di campionato con noi ha siglato una doppietta, nella sfida playout con la Spal contro il Milan Futuro ha segnato una doppietta decisiva per una salvezza poi resa vana dal fallimento. Ignacio è una persona devota al lavoro e al sacrificio: mentalmente è un animale”.
Il rapporto tra i due è nato anche per il modo in cui Colpo ha accolto a Mori l’argentino: “Ogni tanto io e lui ci sentiamo. Mi arrivò il suo profilo dal procuratore, mi sono visto i suoi video per quasi un mese. Lui è arrivato qua dopo un mese di preparazione, gli ho dato una mano ad inserirsi. Capisco quando un ragazzo si stacca dalla famiglia, lui è stato il primo straniero in squadra. Io me lo sono preso sotto la mia ala, è venuto a casa mia e molte volte siamo stati insieme. Lui si è comportato bene con me ed ho avuto un occhio di riguardo quando è arrivato a Mori. Lui voleva fare il calciatore e ci vuole attenzione. Capisco alcune dinamiche avendo un figlio fuori che altri non possono capire”.
L’ex allenatore dei neroverdi ha anche rilasciato alcune dichiarazioni sulla coppia d’attacco tutta argentina in casa granata: “Non conosco bene Lescano, ma ho avuto molti argentini. Loro vengono in molti dalla fame, nella maggior parte dei casi ho avuto a che fare con persone che venivano dalla povertà. Loro hanno la fame dalla propria e sono convinto che possano fare bene in piazze come Salerno. Mi aspetto che Juan trovi spazio per mettere in mostra le sue caratteristiche. Non ho dubbi che darà una mano alla squadra. Lui è un 97′ che può dare ancora tanto. Molina potrebbe trovare una buona stabilità a Salerno se valorizzato dal contesto, lui ha bisogno di piazze importanti e sono sicuro che darà una grossa mano. La Salernitana nel ritorno potrà fare molto bene”.
Colpo ha parlato anche del motivo per cui Molina non abbiamo molti gol a registro pur avendo scalato le categorie del calcio italiano: “Molina è un giocatore d’area, la sua caratteristica è la forza fisica con il colpo di testa. Lui è bravo a lavorare di sponda, in qualche frangente manca lucidità sotto porta per l’aiuto che durante la partita riesce a dare alla squadra. Durante la fase di prima pressione e di sacrificio, Molina non si tira mai indietro. Se arrivano i palloni in area, lui fa i contrasti di testa. Io ho in mente scene dove lui si lancia di testa per fare un contrasto. Non vuole mollare un centimetro, Juan è bravo ad attaccare la porta con contro movimenti pazzeschi. Non si può chiedere di fare certi lavori, perché sennò sarebbe in Serie A. La Salernitana è una squadra di qualità con giocatori forti, può essere valorizzato”.
Alla fine dell’intervista, Colpo ha raccontato alcuni aneddoti riguardo il Molina persona e soprattutto la sua grande capacità di creare gruppo con i compagni di squadra: “Ce ne sarebbero tanti. Quando abbiamo vinto un campionato, abbiamo fatto le foto insieme con un sigaro. In un’occasione lui aveva la quarta ammonizione, era infortunato e doveva prendere la quinta ammonizione per poter essere diffidato. Abbiamo guadagnato un fallo dalla parte opposta del campo, è entrato e ci ha messo 15′ per arrivare alla battuta per prendere il giallo. Arrivato sulla palla, l’arbitro non gli dava il giallo ed ha dovuto calciare sull’avversario per essere ammonito. Non riusciva nemmeno a camminare essendo stirato. Prima delle gare carica a mille la squadra, lui si metteva a cucinare l’asado per tutti. Alla fine della stagione grigliava per tutta la squadra, per me è una bellissima persona. Se tutti i ragazzi nei settori giovanili avesero la fame di Molina, non parleremo di persone non capaci di sfondare: Molina ha una voglia invidiabile rispetto agli altri. L’argentino è un esempio positivo da seguire per i ragazzi. Rifiutò rimborsi economici, decise di rifiutare Trapani perché voleva andare in una piazza dove anche con pochi soldi si sentiva in un progetto duraturo e sicuro: alla fine aveva ragione. Lui vuole guadagnarsi il posto, non rubarlo, perché per lui il risultato vale di più del giocare”.