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Cannella difende Gregucci: “Si fatica a mettere questa squadra in campo. La pressione? Scusa che non regge”

Non solo direttore sportivo della Salernitana ai tempi di Aliberti, Giuseppe Cannella è un navigato operatore di mercato e amico di Angelo Adamo Gregucci, tecnico della compagine granata con il quale quindici anni fa contribuì alla salvezza del Venezia (prossimo avversario dell’ippocampo) in Serie B dopo lo spareggio col Bari. In un’intervista realizzata da Pasquale Tallarino per Il Mattino, Cannella ha confidato: “Ci siamo sentiti prima di Crotone e prima di Livorno. Concordiamo su un aspetto: la Salernitana non è una squadra scarsa, tant’è che ad un certo punto del campionato si è pure ritrovata terza in classifica. Il problema è di durata, di tenuta e quindi di gestione della condizione fisica. In serie B c’è una sola parola d’ordine: resistenza. Occorrono squadre che reggano, altrimenti la lungodegenza e l’assenza prolungata dai campi di calcio condizionano le scelte o finiscono per limitarle all’osso”.

Il 30 marzo arriva il Venezia, può essere una partita decisiva in tutti i sensi: “Non credo che nel prossimo turno il mister si giochi tutto, perché in realtà secondo me non rischia niente. Premesso che il Venezia non scoppi di salute, in questo momento la Salernitana può essere solo premiata o penalizzata dagli episodi: un allenatore, ad otto gare dalla fine, non gliela dà più un’identità, chiunque venga. Perciò è inutile cambiare. Una squadra gira e funziona se può contare sul rendimento costante di tanti singoli, almeno dodici-tredici. Si può ovviare ad una, due cartelle cliniche. Se, però, la Salernitana deve aspettare Djuric, deve aspettare Calaiò che non giocava da tempo, poi rinuncia a Di Gennaro, poi deve riabilitare Bernardini, perde sul più bello Akpa Akpro e Schiavi che hanno una storia muscolare particolare, l’impresa si fa ardua. Ho portato Djavan Anderson a Bari: se mi chiedete come può giocare, vi rispondo che uno tra lui e Casasola è di troppo nell’undici base. Gregucci dice che la migliore squadra è stata quella di Palermo. Che succede, però, se devi fare l’andatura? Si pretende che la Salernitana vada all’attacco ma deve avere anche gli strumenti per farlo. Se recupera il migliore Akpa, il centrocampo risolve il 90% dei guai, perché Di Tacchio è più libero. Lui, Mazzarani, Di Gennaro sono, infatti, giocatori che amano il ragionamento e lavorare il pallone: se gli saltano addosso, finisce il cinema”.

Per l’occasione la Salernitana giocherà in un Arechi quasi deserto con la tifoseria che ha annunciato diserzione. Cannella di contestazioni ne ha vissute diverse:  “Erano altri tempi ma la tifoseria oggi non ha smesso di palpitare, è delusa e sciopera. Sento parlare talvolta di pressione ambientale ma è una giustificazione che non regge. Ne discutevo anche con il co-patron Mezzaroma, qualche tempo fa, dopo averlo incrociato per caso nella dimora di Lotito mente si parlava di Lazio. Impossibile, però, non discutere di Salernitana, perché è un fatto di epidermide che ha spinto pure Gregucci ad accettare, nonostante le difficoltà. Il co-patron Mezzaroma analizzava diversi aspetti ma ne faceva anche e soprattutto un discorso di tipo emotivo, caratteriale. Non so, mi pare strano: ci sono tanti vecchietti in squadra, tanti giocatori esperti. Vogliamo insegnare il carattere che ne so… a Perticone, Calaiò, Lopez? La serie B è il campionato della continuità, della freschezza e della forza fisica. Se il giocatore non fa della condizione atletica la sua qualità migliore, a mio avviso non è più da serie B. Ripeto: la squadra è stata costruita con le caratteristiche della solidità ma deve durare, non deve spegnersi a gennaio. A Venezia nel 2003/2004, in un campionato a 24 squadre con Palermo, Atalanta, Fiorentina, Napoli, Torino e Genoa, Gregucci fece il miracolo. Gli auguro lo stesso miracolo, centrando l’obiettivo che aveva immaginato il club. Si fa fatica, però, a dare un’impronta a questa Salernitana. Si fa fatica a metterla in campo”.

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