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Boscaglia avverte la Salernitana: “Trapani avversario pericoloso. Faggiano? Dirigente di alto livello”

Uno degli allenatori che conosce più a fondo la Serie C è sicuramente Roberto Boscaglia, avendolo vissuto con Entella, Palermo, Ancona, Trapani, Foggia e Latina. Ai nostri microfoni, il tecnico ha analizzato il pesante 5-1 incassato a Benevento e il percorso della Salernitana, ribadendo la complessità del torneo: Il girone C è in assoluto il più impegnativo della Serie C: lungo, pieno di insidie, mentalmente logorante. Per una squadra che parte con i favori del pronostico, come la Salernitana, tutto diventa ancora più difficile. Nelle ultime settimane ha raccolto poco e la batosta di Benevento è stata pesante, ma parliamo di una piazza importante, con giocatori importanti, che deve reagire. In questo raggruppamento ci sono ambienti che portano 10-15 mila persone allo stadio: Catania, Benevento, Salerno, Foggia. Rispetto agli altri, dove trovi due o tre piazze forti, nel girone C ce ne sono molte di più, con storia, pressione e aspettative. Anche tecnicamente e tatticamente è un girone superiore”.

Quando il discorso si è spostato sulle gare casalinghe dei granata, Boscaglia ha mostrato l’ottica di chi lo ha vissuto sempre da avversario: Affrontare la Salernitana all’Arechi è sempre tosto. È uno stadio splendido, con un pubblico che spinge fortissimo. Ci ho giocato tante volte in Serie B con Brescia, Novara ed Entella, ci ho vinto, pareggiato e perso. Ma ogni volta è una battaglia, perché lì il tifo si fa davvero sentire”.

Conoscendo da vicino Daniele Faggiano, suo ds ai tempi del Trapani – dove insieme hanno vinto un campionato di terza serie nel 2013 – il tecnico ne ha tracciato un profilo chiaro: “Faggiano è un dirigente di alto livello. Accentra molto, ma nel senso positivo: tiene compatto il gruppo. Capisce di calcio, va anche nelle categorie inferiori per scovare giocatori interessanti e sa cosa serve per vincere. È un grande lavoratore e per la Salernitana rappresenta un acquisto importante”.

Inevitabile un passaggio da parte dell’ex mister del Trapani, sul momento di Giuseppe Raffaele, finito sul banco degli imputati dopo gli ultimi risultati: Quando una squadra parte per vincere, è normale che attraversa momenti difficili, ed è in queste fasi che la colpa ricade sempre sull’allenatore, perché non puoi attribuirla a 25 giocatori o alla società. Ma la Salernitana è lì, a pochi punti dalla vetta, e sta facendo il suo. Raffaele lo conosco e l’ho affrontato, da queste situazioni si esce tutti insieme, non c’è mai un solo responsabile”.

Da allenatore, Boscaglia ha affrontato più volte il tecnico granata e ne ha analizzato l’impostazione tattica: L’ho affrontato due o tre volte, quando lui era al Catania e io al Palermo, poi anche lo scorso anno quando ero a Latina. È un tecnico che predilige il 3-5-2, con squadre molto organizzate e capaci di ripartire bene, non è facile scardinarle. Per questo il 5-1 di Benevento mi ha sorpreso, le sue squadre di solito difendono molto bene. Ma ogni partita ha una storia a sé, basta un episodio o una serata storta e tutto può cambiare”.

Esaminando il rendimento del Trapani, reduce dal pesante -8 iniziale, l’ex mister siciliano ha sottolineato: Il Trapani è stato bravo a cancellare subito la penalizzazione. Poi ha avuto un calo, ma ora si è rimesso in linea. Sul campo ha appena due punti in meno della Salernitana, quindi le due squadre si equivalgono. Può tranquillamente lottare per i playoff”.

Infine, Boscaglia ha individuato nel concetto di collettivo la chiave del match: Sono i gruppi a fare la differenza, non i singoli. Il giocatore forte incide solo se la squadra gli crea le condizioni. La Salernitana ha Inglese e Ferrari, il Trapani ha Fischnaller che sta andando fortissimo e altri due-tre elementi importanti. Ma a rompere gli equilibri è sempre il collettivo”.

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