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Bonazzoli tra PlayStation e realtà: “Sogno i 10 gol. Se ci salviamo… brioche con gelato per tutti!”

Sta trascinando la Salernitana a suon di gol e se per i tifosi granata c’è ancora un briciolo di speranza, bisogna dire grazie anche alle sue “mitragliate”. Stiamo parlando di Federico Bonazzoli, senza dubbio il calciatore più in forma fra gli uomini di mister Nicola. Non a caso, l’attuale numero 9 della Salernitana è il capocannoniere della sua squadra con le 7 reti messe a segno in campionato; calcolando anche la doppietta in Coppa Italia, per lui fin qui sarebbero in totale 9 gol in 23 presenze, alla sua prima stagione campana.

Sicuramente è un momento d’oro quello che sta attraversando Federico, dopo il periodo a secco di gol, dovuto anche a qualche panchina di troppo: col cambio allenatore sembra aver ritrovato la giusta verve, riuscendo ad andare a segno per quattro volte di seguito, nelle ultime quattro partite da lui disputate. Oltre al lato personale però, Bonazzoli deve pensare anche a quello della squadra, che sta inseguendo a tutti i costi quella che sarebbe una salvezza miracolosa. “Sono felice. Ovvio che la mia felicità va di pari passo con quella della squadra e in questo momento fare bottino pieno alzerebbe ulteriormente il nostro morale; credo sia questione di di settimane. Siamo in crescita, dobbiamo continuare lavorare e a seguire il mister – ha dichiarato il centravanti granata in diretta sul canale Twitch di Dazn per la rubrica Dazn Talks – Crediamo nella salvezza al 100%. Abbiamo ancora due partite da recuperare, vogliamo e dobbiamo vincerle. Il nostro stato d’animo è buono, i nostri tifosi meritano un’impresa. Non è facile salvarsi, ma noi non molliamo: se ci credi davvero in quello che fai alla fine si realizza. Cosa farò in caso di salvezza? Offro a tutti la brioche col gelato, la mia preferita qui a Salerno, e prometto di far stampare delle maglie col mio nome a quantità industriale e di regalarne a quanti più tifosi possibile”.

Segnare sotto la Curva Sud per l’attaccante è un emozione indescrivibile: “Non ci sono parole… certe emozioni devi provarle per sentirle: fare gol sotto la curva è una emozione unica, faccio fatica a spiegarmi. Sembra che la gente entri in campo, è da pelle d’oca. Quando finiscono le partite mi rivedo l’esultanza della gente, oltre che i gol. Coro preferito? Ce ne sono tanti, i tifosi riescono sempre a sorprendere non solo me, ma tutti gli appassionati di calcio. “Bonazzoli fa gol” mi è rimasto nel cuore, nonostante lo abbiano cantato alla mia prima partita qui a Salerno. Non so se riuscirò mai a ricambiare l’affetto dei tifosi. Non ho fatto nulla per meritarmi un affetto simile, ogni volta che sento il loro calore mi ritengo un privilegiato”.

Bonazzoli sta attraversando un ottimo momento, avendo ritrovato il feeling col gol: “Sicuramente per un attaccante sbloccarsi è come avere una magia: riesci a fare cose che prima non pensavi di poter fare. A livello di squadra sono cambiate un po’ di cose, abbiamo intrapreso un percorso mirato a raggiungere l’obiettivo finale. Penso che abbiamo preso coscienza del fatto che ce la possiamo giocare con tutti; non abbiamo nulla da perdere, ogni domenica mettiamo in campo tutto quello che abbiamo”.

C’è chi gli chiede di restare eventualmente anche in B, nonostante il suo cartellino sia della Sampdoria: “Non saprei, nella nostra testa intanto non esiste la parola retrocessione. Nella vita e nel calcio possono succedere tante cose, quindi pensiamo domenica dopo domenica, a partire dalla partita con la Juve; alla fine dell’anno tireremo le somme”. Ma chi è Bonazzoli fuori dal campo? “La mia vita è giocare a pallone, da quando sono piccolo è così. Certo, in questa bellissima città posso concedermi una passeggiata a due passi dal mare. Nei giorni liberi mi riposo o vado al campo a fare dei trattamenti: mi piace fare le cose da professionista. Anche se, a dire la verità, passo molto tempo giocando alla Playstation con i miei ex compagni Zaza e Baselli, ed è una cosa di me che vorrei cambiare. Tutto sommato, cerco di dirigere una vita tranquilla e serena, sono molto riservato e non amo stare sotto i riflettori. Sono molto legato alla mia famiglia. Ai miei genitori e a mia sorella devo tutto, mi hanno sempre sostenuto. Purtroppo sono andato via di casa giovane e uno dei pochi rimpianti che ho, è il poco tempo passato con mia sorella e la mia famiglia. Mi mancano: vorrei averli con me sempre, in qualsiasi momento, bello o brutto che sia.”.

Contro il Milan l’attaccante granata è stato protagonista di due strabilianti gesti tecnici: “Per la rovesciata da piccolo mi allenavo sul divano (ride, ndR) da bambino mi è sempre venuto naturale farlo, faccio meno fatica a colpire in rovesciata che di testa. Quando mi arriva una palla alta mi viene naturale. Ho rotto tante cose a casa, ma mi è servito per migliorare il gesto tecnico. E’ spettacolare fare un gol in questo modo. La rabona invece peccato non sia entrata. Ero galvanizzato dal gol in rovesciata. Dopo aver rubato il pallone a Maignan mi era rimasto sul destro. Siccome uso il piede debole soltanto per camminare, ci ho provato col mancino facendo questo gesto tecnico. Non so cosa mi sia passato per la testa in quel momento”.

La stagione non è ancora finita e Bonazzoli spera ancora in qualche obiettivo: Oltre alla Nazionale, che è più di un sogno, mi piacerebbe un giorno giocare una partita in Champions. Per quest’anno invece spero di arrivare almeno a 10 gol: se dovessi arrivare in doppia cifra sarebbe un bene sia per me, ma soprattutto per la squadra. Idolo? Ibrahimovic. Ho sempre guardato le sue partite e i suoi video. Cerco spesso di imitarlo, l’ho sempre ammirato. Ho avuto la fortuna di giocare insieme a calciatori molto forti, ma il mio idolo rimane lo svedese. Potrei descriverlo perfettamente tanto che l’ho “studiato”. Ribery per esempio per me è un fuoriclasse indiscusso, non servo io per dirlo. Nonostante l’età ogni giorno anche in allenamento vuole sempre migliorarsi. È un esempio, ci riteniamo fortunati ad averlo in squadra. Fuori dal campo è una persona molto umile: dietro ad un grande atleta c’è sempre un grande uomo. Si sente come tutti noi, una persona normalissima. Un po’ lo prendiamo in giro per come si veste ma a lui piace scherzare; anche le prese in giro servono per fare gruppo”.

Come nasce la mitragliata dopo i gol? “Parte dalla Playstation. Ho iniziato ad esultare simulando una sparatoria quando ero alla Samp: per scherzare avevo fatto una scommessa con i miei compagni di videogiochi. Da quando ho iniziato a fare quell’esultanza, non ho smesso più. Fantacalcio? In Italia è una mania; io non lo faccio ma capisco i fantallenatori e il loro atteggiamento pretenzioso. Cerco di fare il massimo meglio ogni domenica, quindi fanno bene a schierarmi sempre. Non ho la bacchetta magica, farò di tutto per regalare emozioni a chi ha puntato su di me”.

Il numero 9 dell’ippocampo parla anche del gruppo nello spogliatoio: “Siamo un gruppo eccezionale di ragazzi per bene. Mi lega l’amicizia con Verdi che ho conosciuto già ai tempi del Torino. Con lui ho un’amicizia particolare e spesso mi autoinvito per pranzare a casa sua. Rapporto che va oltre il calcio. Tutti rimarranno nella mia vita, trascorriamo tante ore al giorno. Anche Djuric per esempio è molto simpatico, così come Ribery: ci fanno morire dal ridere. Pure coloro che non sono in prima linea e non compaiono in tv, come i magazzinieri, sono persone eccezionali a cui rimani affezionato”.

Domande secche sugli avversari. Il difensore più scomodo da affrontare forse è Chiellini, fortissimo; è molto aggressivo ma allo stesso tempo corretto. L’altro è Koulibaly; lui è molto tosto ed è davvero difficile giocare contro di lui. Gli attaccanti più forti di questo campionato? Vlahovic dal vivo è davvero impressionante, nonostante la giovane età sta già facendo cose incredibili. Anche Immobile però sta facendo molto bene e in Italia non è facile. A livello di numeri è vicino ai migliori attaccanti al mondo, per lui parlano i numeri. Ruberei la fama e la determinazione di Dusan; mentre vorrei la continuità di Immobile visto che ogni anno è sempre lì che lotta per il titolo di capocannoniere”.

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