Ci sarà un Menti caldissimo, per una partita caricata all’ennesima potenza dall’ambiente stabiese, questa sera ad accogliere la Salernitana. Nessuno avrebbe mai pensato, alla vigilia del campionato, che questa partita sarebbe stata di vitale importanza per la salvezza, almeno quella della Salernitana, chiamata ad esaltarsi e a reagire con orgoglio dopo essere rimasta ancorata nei bassifondi della classifica. I margini per salvarsi ci sono ancora tutti, a sette partite dalla fine e con un calendario che proporrà ben 5 scontri diretti nelle ultime 6, ma è evidente che anche la carica della piazza e soprattutto lo stato d’animo per proseguire con fiducia, al di là del premio salvezza messo sul tavolo dal patron Danilo Iervolino, dipenderanno da un risultato positivo sul sintetico di Castellammare. Campo tosto, fondo anche diverso da quello di ultimissima generazione realizzato a Carrara, per esempio.
Sarà derby di lotta senza esclusione di colpi, con un livello di tensione già alto che si percepisce attraverso i social network, i vari commenti provenienti da Castellammare e anche con le dichiarazioni di Guido Pagliuca, allenatore delle vespe che ha parlato di “partita più importante”. Tanta pressione sulle spalle della Salernitana e di Roberto Breda, reduce da una settimana particolare: dopo le voci di un possibile ribaltone in panchina spente dalla società e in particolar modo dal ds Valentini, che ha ribadito la fiducia nel trainer trevigiano, la strada scelta dal club è stata quella unicamente del lavoro e del silenzio. Qualcosa potrebbe cambiare, seppur Breda non sia tipo da stravolgimenti, per dare più pericolosità all’attacco e recuperare giocatori come Tongya e Verde che sanno come far male alle difese avversarie. Quanto tenga l’allenatore al cavalluccio marino è noto, non bisogna spiegarlo. La sua frustrazione in sala stampa dopo il k.o. contro il Palermo era evidente e guai se non fosse stato così, dopo una sconfitta in una partita che doveva segnare la riscossa per tanti elementi, non ultimo la scomparsa dell’emblema del tifo Celeste Bucciarelli.
Da lì, il tecnico è ripartito e avrà il flashback del passato oggi nel varcare i cancelli del Menti, di quando nel 1994 da calciatore fu protagonista nei vari derby contro le vespe con la maglia granata. Anche l’allenatore medita e cerca riscatto dopo le tante critiche, legittime quando si sono fermate al dato strettamente tecnico e molto meno nei casi in cui i tifosi (?) hanno fatto sfociare malcontento e frustrazione in offese personali ed insulti verso una persona che non lo merita e mai lo meriterà per quello che ha dato alla causa e per l’uomo perbene che è. Non sono l’agitazione in panchina o le braccia conserte, che Breda ha sempre avuto nel suo essere anche quando vinceva alla guida di altre squadre, compresa la Salernitana 2010/11 che arrivò a un soffio dalla vittoria dei playoff in Serie C senza stipendi, a determinare la bravura di un allenatore. Utilizzare questi argomenti per colpire l’uomo Breda da parte di soggetti che nello sfogatoio social si trasformano in pugnalatori virtuali, non è stato un bel vedere.
L’allenatore Breda, invece, ha toppato in più di un’occasione nelle scelte iniziali e di gestione dei cambi. Per restare all’ultima partita, non ha convinto la decisione di tenere fuori Verde e poi di inserire a partita in corso in un momento decisivo uno come Reine-Adelaide, entrato già spento e senza capacità di cambiare ritmo, pur essendo tecnicamente una spanna sopra tutti gli altri. Non è con questo, però, che ci si salva. Serve grinta e voglia di combattere e forse proprio per questo il francese è stato lasciato fuori dai convocati per scelta tecnica, perché non emergono motivi fisici. Segnale che Breda evidentemente cerca di prendere atto dei messaggi che il campo dà in partita e che dà anche in settimana: dagli allenamenti discendono le scelte poi di formazione, che è giusto poi spiegare ai microfoni come è giusto avere sempre rispetto e mai andare oltre, nonostante in più di un’occasione ciò si sia verificato. Scacciare i fantasmi si può, basta volerlo fino in fondo, ecco perché sarà una prova del nove anche per lui stasera.
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