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Barbato ambizioso: “Vogliamo portare i nostri ragazzi in prima squadra”

Ha così parlato ai microfoni di TVOggi Cristoforo Barbato, responsabile del settore giovanile della Salernitana, analizzando presente e futuro del vivaio granata: “Parto da un dato evidente, l’Italia non si qualifica ai Mondiali e questo significa che qualcosa non funziona. Il ciclo di produzione di un calciatore è lungo, parliamo di almeno quindici anni, ma spesso si commettono errori di impostazione. Uno di questi è l’obbligo di schierare giovani in determinati ruoli. In Serie D, ad esempio, capitava che giocassero portieri e centrocampisti solo per una questione anagrafica, non per reale attitudine al ruolo”.

Spostando il focus sulla Salernitana, il dirigente ha spiegato il nuovo corso intrapreso: “Quest’anno abbiamo cambiato completamente filosofia, ripartendo dall’attività di base. Se analizziamo i percorsi dei calciatori arrivati al professionismo, quasi tutti partono da lì. Per questo abbiamo deciso di dare meno priorità alla Primavera. Inoltre, credo che siamo l’unico paese ad avere retrocessioni nei campionati giovanili. Questo incide molto, se non ci fosse stata questa pressione, avremmo fatto esordire anche ragazzi del 2010 e del 2011”.

Barbato ha poi sottolineato le difficoltà strutturali e territoriali: “Abbiamo delle problematiche legate alle strutture. Quando andiamo al nord riusciamo comunque a portare avanti le nostre idee, ma qui il contesto è diverso. Nonostante questo, stiamo lavorando su progetti importanti per il futuro. Abbiamo riprogrammato tutto, dei venti giocatori iniziali, quattro erano infortunati e tre non erano da confermare. L’Under 13 è stata praticamente smantellata, con diciotto ragazzi andati via, ma oggi ci giochiamo comunque l’accesso ai playoff, abbiamo scelto di ripartire dal territorio, inserendo circa settanta ragazzi locali. L’obiettivo è costruire una base solida per i prossimi anni, anche attraverso academy con società affiliate e un progetto nel Cilento per aiutare i più giovani che hanno difficoltà a spostarsi”.

Barbato ha poi parlato dei movimenti dei giovani e le difficoltà nel trattenerli: “Si sono persi diversi talenti, ma non sempre è una questione di volontà della società. I ragazzi, dal primo luglio, possono scegliere liberamente dove andare. In caso di retrocessione diventa ancora più difficile trattenerli. Per questo è fondamentale lavorare sul territorio. Su Fusco è stata fatta una valutazione tecnica, mentre per Nunziata c’era già un accordo con un’altra società. Stiamo lavorando in grande sinergia. I ragazzi si allenano regolarmente con la prima squadra e durante l’anno sono stati aggregati diversi profili, oltre a Di Vico e Boncori. Sono stati osservati anche elementi del 2010 e 2011. L’obiettivo è valorizzarli e portarli, un domani, a vestire stabilmente la maglia della Salernitana”.

Infine, il dirigente ha riservato un passaggio sulle nuove normative e sulla gestione degli allenatori: “La legge del 2021 ha cambiato il vincolo sui giovani, oggi bisogna confrontarsi anche con gli agenti che cercano le migliori opportunità per i ragazzi. Noi ci stiamo muovendo in anticipo, anche in vista delle finestre di tesseramento. Quando sono tornato ho riconfermato quasi tutti gli allenatori, ad eccezione di Fusco, che ritengo pronto per una prima squadra. Abbiamo puntato sulla continuità e su tecnici del territorio, perché crediamo molto nella nostra identità”.

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