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Assemblea Lega B, presidenti compatti: “Stop a stipendi marzo”. Per il prosieguo…

Tagli agli ingaggi e richiesta alla FIGC di ulteriori agevolazioni per l’iscrizione al prossimo campionato. I venti club della Lega B, assieme al presidente Mauro Balata, hanno effettuato una lunga riunione in videoconferenza dalla tarda mattinata di oggi per arrivare a tracciare una linea: da un lato le difficoltà che l’emergenza Coronavirus sta provocando, in tutti i sensi, dall’altro le proposte e le linee guida per reagire.

Dal punto di vista economico, i sodalizi cadetti hanno convenuto una linea comune: la sospensione degli stipendi ai calciatori retroattivamente, cioè da quando sono state fermate le attività (nel caso della Salernitana dal 14 marzo, nda), dunque della mensilità appunto di marzo. Per il resto, si vedrà in base a cosa accadrà: potrebbe esserci una riduzione ulteriore delle spettanze, qualora il campionato ripartisse in forma ridotta o addirittura un taglio netto se la Figc dovesse decretare tutto terminato. Viceversa, come detto, la corresponsione riprenderà a far data dalla ripresa degli allenamenti, attualmente ancora non indicabile. Chiaramente si tratta di una linea generale, a cui dovrà seguire una reazione dell’Assocalciatori e dei singoli tesserati, con cui le società andranno a trattare.

Nel corso dell’assemblea in call conference, a cui ha partecipato Marco Mezzaroma in rappresentanza della Salernitana, le società di Serie B hanno convenuto che inoltreranno formale richiesta alla Figc – e di riflesso alla CoViSoc, l’organo che si occupa di vigilare in tal senso – di poter escludere il rispetto del parametro P/A (patrimonio netto/attivo circolante) dai requisiti necessari per l’iscrizione al campionato 2020/21.

In Serie A i altri presidenti – compreso Lotito per la sua Lazio, ovviamente – hanno invece fatto due piani di lavoro, prevedendo “una riduzione pari a un terzo della retribuzione annua lorda totale (ovvero quattro mensilità medie onnicomprensive) nel caso in cui non si possa più riprendere l’attività sportiva” per la stagione 2019/20; l’altro, invece, prevede “la riduzione di un sesto della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020”. I club di massima serie hanno poi precisato che ogni società definirà direttamente gli accordi con i propri tesserati. Non è tardata ad arrivare la piccata replica dell’Assocalciatori, che ha bollato l’ipotesi della Lega Serie A come “vergognosa e irricevibile”.

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