“È presto per fare calcoli”, questo il pensiero, in vista del big match tra Benevento e Salernitana, di David Mounard, ex attaccante, protagonista in entrambe le piazze. A Salerno, dove è rimasto dal 2011 al 2014 ha avinto il campionato di D nel 2012 e di Lega Pro Prima Divisione nel 2013, nel Sannio invece appena sei mesi, arrivando fino ad una semifinale playoff persa con la Juve Stabia nel 2011. Mounard conosce quindi più di tutti il calore di Salerno e la passione di Benevento.
Per l’ex Foggia, il campionato è ancora troppo equilibrato per parlare di distacchi o verdetti: “È un campionato con squadre attrezzate, dove può succedere di tutto. Certo, questa è una partita importante perché affronti una diretta candidata a vincere il campionato. La classifica è corta, vincere significherebbe portarsi anche a +5 sulla terza, ma non è una gara che consegnerà il titolo”.
L’ex attaccante conosce bene anche Antonio Floro Flores, da poco promosso dalla Primavera alla guida del Benevento, e sa quali energie può portare un nuovo allenatore: “Lo conosco come calciatore, so che ha fatto molto bene con i giovani. È un ragazzo che vive di calcio e ha idee chiare. Quando c’è un cambio in panchina, i giocatori capiscono che è finito il tempo degli alibi. Questo, spesso, porta energie nuove”.
Sul fronte Salernitana, Mounard evidenzia una squadra solida e fisica, ma che può crescere nella finalizzazione: “La Salernitana è una squadra organizzata e molto fisica. Davanti hanno Inglese, che è uno che quando tocca palla può fare gol. Punto molto su Achik: lo conosco bene, ha qualità nell’uno contro uno, nel dribbling, negli assist. È un giocatore che può dare una marcia in più, deve solo ritrovarsi completamente. Se entra a gara in corso e trova avversari stanchi, può davvero spaccare la partita. Credo che l’allenatore lo utilizzi così proprio per questo motivo”.
Mounard si concede poi un tuffo nel passato, ricordando con orgoglio i titoli vinti a Salerno e le stagioni indimenticabili in Serie C: “Ho vinto tutto lì: C2, D. Eravamo un gruppo compatto, con un’identità forte. La C è una categoria stretta per piazze come Salerno e Benevento. Oggi vedo una Salernitana affamata, come quella che ho vissuto io”.
L’ex granata non è sorpreso nemmeno dei tagliandi esauriti in poche ore per il settore ospiti: “Il Benevento ha un tifo caloroso, Salerno ancora di più: 17.000 persone in C non le porta nessuno. Il calore lì non manca mai, nemmeno dopo una retrocessione. È un amore che supera le categorie”.
Mounard offre poi una lettura schietta sulle recenti difficoltà delle due squadre in Serie B: “Sono mancati giocatori funzionali alla categoria. Sono arrivati nomi importanti che però hanno dato meno del previsto. Il problema è di scelte. Ma la piazza resta immensa: Salerno per me è da Serie A. Per vincere la C servono gruppo, organizzazione e cattiveria agonistica. La Salernitana non molla mai, ed è per questo che è lì davanti. È il girone più equilibrato d’Italia, per piazze, tifoseria e qualità”.
Infine, Mounard chiude con un messaggio di realismo sul possibile titolo di campione d’inverno: “Il campione d’inverno non conta. Ti dà fiducia, ma è un traguardo simbolico. Le partite sono ancora tante. In un campionato così equilibrato può cambiare tutto da un momento all’altro”.