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Serie B

Serie B, Top 11 dell’undicesimo turno: Pescara sugli scudi. Tremolada-Diamanti-Ninkovic, che qualità!

La nostra ‘top 11’ dell’undicesima giornata di serie B, schierata con il modulo 4-3-2-1, è la seguente:

COLOMBI (CARPI): ennesima prova significativa di questo primo scorcio di stagione. Le sue parate provvidenziali sui tiri di Faraoni e Spinelli consentono alla truppa di Castori di guadagnare un preziosissimo punto sul campo del Crotone.
SALVI (PALERMO): conferma di essere uno dei difensori cadetti con la media realizzativa più alta. Sta esprimendo questa dote anche a Palermo, dopo aver lasciato spesso il segno con la maglia del Cittadella. Fulmineo l’inserimento aereo che ha regalato il primo vantaggio agli uomini di Stellone.
GRAVILLON (PESCARA): tocca a lui mettere una pezza per tappare i numerosi buchi prodotti da un Campagnaro in serata decisamente negativa. Inoltre ha il merito di siglare il gol del momentaneo due a zero, base sulla quale gli abruzzesi hanno edificato il successo che vale il primo posto in classifica.
DOMIZZI (VENEZIA): ripete contro la Salernitana l’ottima prova sfoderata sul campo della Cremonese, realizzando addirittura il gol vittoria dei lagunari. Dal punto di vista meramente difensivo, l’ex partenopeo risulta implacabile nell’annichilire le velleità offensive di Djuric e Bocalon.
BRUSCAGIN (VENEZIA): facilitato da una lettura tattica discutibile operata dalla fase difensiva granata, l’ex esterno del Latina è una costante spina nel fianco della Salernitana. Le sue numerose scorribande stremano oltremisura un Di Gennaro ancora alla ricerca della condizione migliore. Sul piano difensivo concede le briciole a Djavan Anderson e Casasola.
GERBO (FOGGIA): non c’è ruolo che tenga, perché le sue prestazioni sono sempre vivaci ed efficaci. Sia che giochi esterno basso o intermedio, sia che vesta i panni di mezzala o esterno alto. Un gol di ottima fattura ed un altro sfiorato in precedenza certificano il ritorno sui livelli raggiunti durante la sua militanza nel Latina dei miracoli di qualche stagione fa.
VERRE (PERUGIA): dopo un inizio opaco di stagione, cagionato anche dalla precarietà tattica manifestata dalla squadra umbra, l’ex pescarese sta lentamente riguadagnando i galloni di miglior centrocampista del torneo cadetto. Tecnico e versatile, si sposa bene con le caratteristiche degli altri centrocampisti chiamati a comporre il ‘rombo’ di mister Nesta. Ancora una volta a segno, contribuisce notevolmente ad incrementare il tasso tecnico dei grifoni.
TREMOLADA (BRESCIA): gioca appena una ventina di minuti, dimostrando che le rondinelle difficilmente possono fare a meno del suo talentuoso sinistro. Quando la partita sembrava ormai incanalata sul mesto ritorno a casa dei lombardi, l’ex Entella tira fuori dal cilindro una palombella a foglia morta che lascia immobile Bizzarri. Non pago, qualche minuto più tardi calcia di prima intenzione verso la porta dauna, ma il pallone accarezza il palo e gli nega la gioia della doppietta.
DIAMANTI (LIVORNO): ispirato, estroso, combattivo e carismatico. Le prova tutte per rendere più solida la posizione dell’amico Lucarelli, realizzando due reti e sfiorandone altrettante con tiri che impegnano severamente Gabriel. Alla fine deve arrendersi al cospetto del cinismo e della superiorità tecnica del Perugia, ma la maglia intrisa di sudore e la delusione dipinta sul suo volto fiero e stanco restano due punti cardinali per la scorata tifoseria labronica.
NINKOVIC (ASCOLI): inizio di stagione quasi svogliato, figlio probabilmente di una delusione causata dall’inatteso declassamento. Poi ha capito che i palcoscenici importanti si possono riconquistare solo attraverso il sudore ed il lavoro, trasformandosi in un calciatore capace di fare spesso la differenza. Quando è in giornata risulta incontenibile, sia come finalizzatore sia indossando i panni di rifinitore. Prestazione da incorniciare a Benevento, dove si rende protagonista di una splendida semirovesciata neutralizzata da Puggioni, prima di realizzare il gol vittoria nella prima parte del secondo tempo.
DEL SOLE (PESCARA): gioca appena undici minuti, tempo sufficiente per annientare calcisticamente un esausto Lecce impegnato a difendersi in nove uomini. Il suo vero ruolo è di esterno offensivo di destra a piede invertito, però possiede esplosività muscolare ed elevata tecnica per ben figurare in tutti le funzioni offensive. Doppietta di rara bellezza per questo promettente giovanotto napoletano, passato ormai sotto l’ala protettiva della Juventus.
ALL. PILLON (PESCARA): con un organico discreto a disposizione ma tecnicamente inferiore alle rose delle autentiche ‘big’ cadette, il baffuto tecnico trevigiano sta ottenendo risultanti inattesi, imponendo al gruppo un gioco qualitativo e finalizzato a creare una vasta gamma di soluzioni offensive. Alla luce di questa realtà, cambia lo status della creatura di patron Sebastiani: da mina vagante a concreta aspirante sul percorso che conduce in massima serie.

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